01) Irene Grandi – La cometa di Halley: 6. Testo di baustelliana paternità, musicalmente bella, veste rock tipica di Irene Grandi.
02) Valerio Scanu – Per tutte le volte che…: 6 e 1/2. Pezzo sanremese per eccellenza, forse un po’ di emozione di troppo che, tutto sommato, rende Valerio anche più simpatico.
03) Toto Cutugno – Aeroplani: 6. Testo non male, una stecca nel refrain ma il Toto nazionale tutto sommato si difende bene.
04) Arisa – Malamorenò: 6 e 1/2. una ventata di allegria, un po’ Zecchino d’oro, un po’ retrò, anche grazie all’apporto delle Sorelle Marinetti.
05) Nino D’Angelo – Jammo jà: 7. Con Maria Nazionale, ecco l’inno della meridionalità. Canzone molto gradevole, ritmata, vivace e dialettale.
06) Marco Mengoni – Credimi ancora: 8. Volitivo, animale da palcoscenico, primi segni di novità e freschezza vera. La sua voce non si smentisce, in ogni caso spaccherà certamente in radio.
07) Simone Cristicchi – Menomale: 6 politico. Nulla di nuovo sotto il sole: il solito Cristicchi che regala sempre temi politico-popolari.
08) Malika Ayane – Ricomincio da qui: 8+. Lo stile fatto canzone, interpretazione e artista: ogni minimo frammento di Malika è particolare.
09) Pupo, Emanuele Filiberto e Canonici – Italia amore mio: 3. Polpettone pseudo-patriottico, peggio delle previsioni. Menzione solo per Canonici, sprecato in quel contesto.
10) Enrico Ruggeri – La notte delle fate: 5. Altro tocco rock ma la canzone è troppo sentita e ritrita, ricorda eccessivamente Mistero. Non sarebbe stata male se fosse uscita prima di altri suoi pezzi storici.
11) Sonohra – Baby: 5: carini, faccia pulita, ispirati. Sembrano dei piccoli Pooh per vocalità ma non brillano per originalità.
12) Povia – La verità: 6 meno. L’unto del signore parla di temi troppo più grandi di lui che però fanno scalpore. No comment.
13) Irene Fornaciari e I Nomadi – Il mondo piange: 7 e 1/2. Canzone delicata, impreziosita dall’incursione di Danilo Sacco, in grande spolvero. Mica male!
14) Noemi – Per tutta la vita: 8. Canzone elegante, interpretazione più che degna, graffiante e blues come sempre.
15) Fabrizio Moro – Non è una canzone: 5. Svolta reggae, batterista donna bella scatenata ma in definitiva troppo rumore e poca sostanza.



