Rossella è cresciuta con la passione della recitazione che poi è diventato il suo mestiere. È stata diretta da grandi registi come Ettore Scola, l’abbiamo vista nel piccolo schermo con le fiction “Il commissario Rex”, “Il ritmo della vita” e “Rossella”, per citarne alcuni, ma il suo grande amore è stato sempre il teatro e oggi la vediamo debuttare come regista, sceneggiatrice, costumista e interprete di “Rusina” in scena il 10 giugno al Napoli Teatro Festival.
Come è nato questo progetto?
Lo spettacolo “Rusina” nasce naturalmente dell’amore che ho verso mia nonna, un amore viscerale e indistruttibile, nasce dalla voglia di far conoscere il dialetto del mio paese, nasce grazie alla fiducia di persone che credono fortemente in me e che mi hanno spronata per far si che questo progetto avesse un futuro.
È una grande responsabilità la regia di uno spettacolo, cosa ti ha spinto ad affrontare questo passo?
Due anni fa ad una rassegna teatrale portai in scena un monologo di un quarto d’ora. Nadia Baldi, regista che seguo da anni, mi disse che dovevo credere in questo progetto e lavorare sulla realizzazione dello spettacolo. Dopo una gestazione più o meno lunga, ora sono pronta. Bisognava fare i conti anche con un passato che mi riguarda da troppo vicino.
Da attrice a regista, quali sono le maggiori differenze e le difficoltà che hai riscontrato?
Le difficoltà sono tante, non sono una scrittrice ed ho dovuto anche fare i conti con il testo. Ho sempre recitato sotto una direzione esterna, auto-dirigersi è complicato, preferisco essere diretta. Ogni ruolo a teatro è fondamentale, una gerarchia è obligatoria. All’occorrenza, per “Rusina”, sono diventata anche scenografa e costumista e mi sono molto divertita, avevo un disegno chiaro in mente ho potuto modella tutto secondo le mie idee. Mi sono rimproverata, criticata, spinta oltre la stanchezza… Sento una grande responsabilità ma non dimentico mai di divertirmi lavorando. Giudicarmi non spetta a me.
Lanciamo un invito ai nostri lettori, perché andare a vedere “Rusina”?
Venite a vedere Rusina perché è un atto d’amore, una serenata, una poesia. Rusina ha dentro un’altra epoca, altri odori. È una donna moderna che si è sempre rifiutata di piegarsi… una donna che ha sconfitto la morte dopo anni di battaglie. E poi perché andare a teatro al giorno d’oggi è un atto rivoluzionario. Contrariamente a ciò che dicono gli adulti, i giovani hanno tanto da dire, si stanno facendo strada in un periodo difficile. Lasciateci diventare grandi, senza costringerci ad uccidere il bambino che ancora abbiamo dentro.
Ringraziamo Rossella per la sua disponibilità e vi consigliamo di andare a vedere il suo spettacolo!
Pamela Carbone per FullSong



