Paolo Villaggio: cosa ci rimarrà di lui, oltre a Fantozzi

Si terranno oggi a Roma i funerali laici di Paolo Villaggio. L’attore ci mancherà e non solo per via di Fantozzi.

PAOLO VILLAGGIOPAOLO VILLAGGIO

Oggi a Roma si terranno i funerali laici di Paolo Villaggio, scomparso lo scorso 3 luglio a 84 anni. In mattinata verrà allestita, presso la Sala della Protomoteca del Campidoglio, la camera ardente che rimarrà aperta fino alle 16.30. Invece alle 18.30 il feretro verrà trasferito alla Casa del Cinema, a Villa Borghese, dove al Teatro Ettore Scola (che è all’aperto) si terrà la cerimonia.
Alle 21.30 si proietterà, in suo onore, il film “Fantozzi” del 1976, diretto da Luciano Salce.
L’attore verrà poi sepolto non nella capitale, bensì nella natia Liguria.
La sua morte, è inutile (e forse anche banale) dirlo, ha lasciato un tremendo vuoto dentro ognuno di noi e non solo perché, con personaggi come Fantozzi e Fracchia, è entrato nel mito e nell’immaginario di varie generazioni.
Lo straordinario talento di Paolo Villaggio andava oltre le maschere: ci sono infatti tanti aspetti del suo essere artista altrettanto importanti, anche se non sempre ricordate.
Lui ci ha lasciato, per esempio, canzoni come “Il fannullone” e “Carlo Martello ritorna dalla battaglia di Poitiers”, scritti all’inizio degli anni’60 per l’amico Fabrizio De André.
Paolo Villaggio lavorò anche tanto in radio: tra le varie trasmissioni passate alla storia “Gran Varietà”, condotto prima da Johnny Dorelli dove lui interpretava un visagista chiamato Estetisto e poi dallo stesso Villaggio insieme a Raffaella Carrà.
Che dire poi del sodalizio cinematografico con Vittorio Gassman che lo porta a lavorare anche in film come “Brancaleone alle crociate”, diretto da Mario Monicelli. Quest’ultimo non fu l’unico maestro del cinema italiano a dirigerlo: si va infatti da Nanny Loy (“Sistemo l’America e torno”) a Marco Ferreri (“Non toccare la donna bianca”), da Pupi Avati (“La mazurka del barone, della santa e del fico fiorone”) a Federico Fellini (“La voce della luna”).
Negli anni’90 si dedica molto al cinema d’autore, lavorando anche con Lina Wertmuller nel celebre “Io speriamo che me la cavo” e con Ermanno Olmi ne “Il segreto del bosco vecchio” per il quale vinse il Nastro d’Argento come migliore attore.
Negli anni 2000 ha continuato a recitare, anche se con meno frequenza: il suo ultimo film al cinema è stato “Tutto tutto niente niente” del 2012, diretto da Giulio Manfredonia.


Laura Frigerio

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