Teatro Mercadante di Napoli: la stagione 2018/2019

“Tutto il Teatro che vuoi” è il leitmotiv del Teatro Stabile di Napoli-Teatro Nazionale (Teatro Mercadante e Teatro San Ferdinando)  della Stagione Teatrale 2018/2019, Una Stagione – la 2018/2019 – ricca di titoli e di proposte che spaziano dai classici ai moderni ai contemporanei, tra prosa, danza, classici e ricerca.

 

 

Teatro Mercadante, NapoliTeatro Mercadante, Napoli

La Stagione si apre dunque il 24 ottobre 2018 al Teatro Mercadante con SALOMÈ di Oscar Wilde con la regia di Luca De Fusco. Ne sono interpreti Eros Pagni, Gaia Aprea, Anita Bartolucci, Silvia Biancalana, Paolo Cresta, Luca Iervolino, Gianluca Musiu, Alessandra Pacifico Griffini, Giacinto Palmarini, Paolo Serra, Enzo Turrin e altri attori da definire. In scena fino al 11 novembre.

Programmazione del Teatro Mercadante di Napoli

24 ottobre – 11 novembre 2018

SALOMÈ

di Oscar Wilde

regia Luca De Fusco

con Eros Pagni, Gaia Aprea, Anita Bartolucci, Silvia Biancalana, Paolo Cresta, Luca Iervolino, Gianluca Musiu, Alessandra Pacifico Griffini, Giacinto Palmarini, Paolo Serra, Enzo Turrin e altri attori da definire

scene e costumi Marta Crisolini Malatesta

disegno luci Gigi Saccomandi

produzione Teatro Stabile di Napoli – Teatro Nazionale, Teatro Nazionale di

Genova, Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, Teatro Stabile di Verona

La stagione del  Teatro Stabile di Napoli si  apre al  Teatro Mercadante con lo spettacolo Salomé per la regia di Luca De Fusco; in scena Eros Pagni, Gaia Aprea, Anita Bartolucci che incarneranno in modo sapiente e raffinato i ruoli rispettivamente di Erode, Salomé ed Erodiade insieme a un ampio cast di attori. Poche volte si verifica un caso di un titolo tanto noto quanto poco rappresentato. Salomè è un grande archetipo, un simbolo eterno di amore e morte ma la sua versione lirica è comunemente rappresentata mentre il capolavoro di Wilde sembra destinato più alla lettura che alla rappresentazione. In effetti i registri che Wilde usano  oscillano  tra  il  drammatico,  l’ironico,  l’erotico  in  una  miscela  che  è effettivamente molto ambigua e di difficile rappresentazione proprio per i suoi meriti, ovvero per la sua originalità che la fa solo in apparenza somigliare ad una tragedia greca mentre in realtà ci troviamo di fronte ad una sorta di poemetto teatrale. In questo spettacolo continua la contaminazione tra teatro, danza, musica e cinema perchè Salomé, con la sua luna piena incombente e allucianata, con la sua danza dei sette veli,  sembra un testo ideale per questo teatro “spurio” che prediligo da molto tempo, annota De Fusco nelle sue note.

 

5 – 16 dicembre 2018

JOHN GABRIEL BORKMAN

di Henrik Ibsen

versione italiana Danilo Macrì

regia Marco Sciaccaluga

con Gabriele Lavia, Laura Marinoni, Federica Di Martino e altri attori da definire

scene e costumi Guido Fiorato

musiche Andrea Nicolini

luci Marco D’Andrea

produzione Teatro Stabile di Napoli – Teatro Nazionale, Teatro Nazionale di

Genova, Fondazione Teatro della Toscana

Edvard Much lo definì “il più potente paesaggio invernale dell’arte Scandinava”. Ma il freddo dell’inverno, in questa vicenda scabrosa e claustrofobica, è tutto interiore, dell’anima. John Gabriel Borkman è un self made man: per lui conta la carriera, a tutti i costi. Ha rubato, ma non per sé. Lo ricorda lo storico del teatro Roberto Alonge: ruba «perché si sente il portavoce del progresso, è l’angelo sterminatore del vecchio mondo precapitalistico». Condannato al carcere per i suoi affari poco chiari, Borkman è tornato libero ma si chiude in casa, in attesa di una “grande occasione”. Piero Gobetti descrisse il teatro di Ibsen come «l’itinerario dell’eroe in cerca del suo ambiente»: e qui l’ambiente è condiviso da due sorelle, entrambe presenti nella vita dell’uomo. La moglie, in un matrimonio freddo, aspro e irrisolto; e il primo amore cui Borkman ha rinunciato per interesse. È uno scontro fra femminile e maschile, è un abisso. Afferma ancora Alonge: «è l’universo della Cultura (che vuol dire repressione) contro la vita dell’istinto, della carne, della felicità». John Gabriel Borkman ha attratto i maggiori registi al mondo: è un’opera complessa, austera, inquieta, e di raffinata bellezza per quei ritratti umani, per i dialoghi che possono essere attualissimi e al tempo stesso eterni. Affidati all’interpretazione di tre grandi attori, a partire da Gabriele Lavia come protagonista, con Laura Marinoni e Federica Di Martino, il Borkman, nelle sue “scene da un matrimonio” che sarebbero state care a Bergman, fa ancora esplodere le ambizioni di un secolo, l’Ottocento, intriso di superomismo e idealismo, di simbolismo e psicopatologia, ma già svela, in nuce, quelli che saranno i grandi traumi del Novecento. E forse di oggi.

 

9 – 20 gennaio 2019

EDIPO RE / OEDIPUS THE KING

da Oidípūs týrannos di Sofocle

ideazione, spazio, disegno luci e regia Robert Wilson

con (in o.a.) Mariano Rigillo, Angela Winkler

con Dickie Landry (sax), Michalis Theophanous, Meg Harper, Casilda Madrazo,

Kayije Kagame, Alexis Fousekis

Marcello di Giacomo, Laila Gozzi (trainers)

e con la partecipazione degli allievi diplomati alla Scuola del Teatro Stabile di

Napoli

Emanuele D’Errico, Francesca Fedeli, Annabella Marotta, Gaetano Migliaccio,

Dario Rea, Francesco Roccasecca, Beatrice Vento

un progetto di Change Performing Arts

commissionato e coprodotto da Conversazioni | Teatro Olimpico Vicenza

Teatro Stabile di Napoli – Teatro Nazionale

Edipo Re/ Oedipus The King di Sofocle è il nuovo spettacolo di Robert Wilson ideato e progettato nell’ambito di Conversazioni”, il Ciclo di Spettacoli Classici del Teatro Olimpico di Vicenza. La messinscena del testo di Sofocle Oedipus inaugurò il celebre Teatro Olimpico di Andrea Palladio nel 1585 per il quale Vincenzo Scamozzi, dopo la morte del maestro, realizzò le scenografie che tuttora si possono ammirare e che rappresentano le sette vie di Tebe dove la tragedia è ambientata. Di quella rappresentazione inaugurale è stato tramandato il grande fasto dell’allestimento, arricchito dalle musiche di Giovanni Gabrieli. A questo progetto Robert Wilson ha già dedicato tre laboratori nel corso degli ultimi due anni, il primo a Vicenza e gli altri due al Watermill Center di Long Island, il suo laboratorio creativo dove ogni estate si radunano intorno a lui giovani artisti e designers di tutto il mondo. Al centro del nuovo spettacolo, come spesso nei lavori del grande regista e performer americano, sarà il rapporto tra la materia, lo spazio e la luce, in una concezione della messa in scena che abbatte ogni confine tra teatro, danza, musica ed arte figurativa. Edipo Re/ Oedipus The King di Robert Wilson si annuncia quindi come un grande evento teatrale.

 

22-27 gennaio 2019

IL GABBIANO

di Anton Cechov

versione italiana Danilo Macrì

regia Marco Sciaccaluga

con Roberto Alinghieri, Alice Arcuri, Eva Cambiale, Andrea Nicolini, Elisabetta Pozzi, Tommaso Ragno, Stefano Santospago, Francesco Sferrazza Papa, Kabir Tavani, Mariangeles Torres, Federico Vanni

scene e costumi Catherine Rankl

musiche Andrea Nicolini

luci Marco D’Andrea

produzione Teatro Nazionale di Genova

Il Gabbiano di Cechov, è uno dei testi teatrali più noti di sempre; i personaggi della giovane Nina, del tormentato Konstantin, di sua madre Irina Arkadina, celebre attrice e del suo amante, lo scrittore Trigorin, sono stati portati sui palcoscenici di tutto il mondo dai maggiori attori di teatro e messi in scena dai più celebri registi. Il titolo dell’opera viene da un accostamento simbolico: come l’ignara felicità di un gabbiano, in volo sulle acque di un lago, viene stroncata dall’oziosa indifferenza di un cacciatore, così accade alla sorte di Nina. La ragazza sulle rive del medesimo lago, s’innamora di Trigorin, il quale, senza alcuna

malvagità, approfitta della sua femminile smania di aprire le ali, la porta via con sé a fare l’attrice, la rende madre di un bimbo che però muore e infine, la lascia tornare a casa annientata. Ad attenderla c’è il giovane Konstantin, anch’egli scrittore in cerca di gloria, che la ama da molto tempo. La madre di lui però, Arkadina, disprezza l’inconsistenza delle sue liriche fantasie mentre l’amata Nina non vuol saperne di lui.  Primo dei quattro capolavori che Čechov scrisse per il palcoscenico, Il Gabbiano è un dramma delle illusioni perdute: nelle angosce, nei turbamenti, nelle sconfitte dei suoi protagonisti, c’è tutta la complessità dell’uomo moderno. La regia dello spettacolo prodotto dal Teatro di Genova, è di Marco Sciaccaluga, con protagonisti Roberto Alinghieri, Alice Arcuri, Eva Cambiale, Andrea Nicolini, Elisabetta Pozzi, Tommaso Ragno, Stefano Santospago, Francesco Sferrazza Papa, Kabir Tavani, Mariangeles Torres e Federico Vanni.

 

29 gennaio – 3 febbraio 2019

CHI VIVE GIACE

di Roberto Alajmo

regia Armando Pugliese

con Roberto Nobile, Lucia Sardo e altri attori da definire

produzione Teatro Biondo Palermo

Un fortuito incidente automobilistico, una disgrazia nella quale una giovane donna perde la vita a causa della guida distratta di un ventenne. Non è colpa di nessuno, se non del caso, ma il marito della donna non se ne fa una ragione: non sa se perdonare o se vendicare, come le tante voci del quartiere popolare in cui vive gli suggeriscono. Dall’altra parte, il padre del ragazzo non sa come comportarsi, se assolvere in pieno il giovane col pretesto della fatalità o spingerlo a porgere le proprie scuse al vedovo.

A questo punto, in un contesto che sin dall’inizio ha i contorni allucinati di un certo realismo metafisico tipicamente siciliano, sono i fantasmi che bisogna interrogare. Ecco allora la moglie, mischina, e la defunta madre del ragazzo che dispensano consigli, ammoniscono, ragionano e determinano le sorti di questo dramma dei vivi e dei morti, nel quale un certo humour nero ha la funzione catartica di governare l’ordine delle cose, invertendo il senso del vecchio adagio: “Chi muore giace, chi vive si dà pace”.

 

6 – 17 febbraio 2019

IL PENITENTE

di David Mamet

traduzione e regia Luca Barbareschi

con Lunetta Savino, Luca Barbareschi, Massimo Reale

e con Duccio Camerini scene Tommaso Ferraresi costumi Anna Coluccia

luci Iuraj Saleri

musiche Marco Zurzolo

suono Hubert Westkemper

produzione Teatro Eliseo, Fondazione Campania dei Festival – Napoli Teatro Festival Italia

Uno psichiatra affronta una crisi professionale e morale quando rifiuta di testimoniare in tribunale a favore di un paziente accusato di avere compiuto una strage. Il penitente, l’ultimo testo composto nel 2016 per il teatro dal drammaturgo statunitense David Mamet – Premio Pulitzer per Glengarry Glen Ross – descrive l’inquietante panorama di una società così alterata nei propri equilibri che l’integrità del singolo, anziché guidare le sue fulgide azioni costituendo motivo di orgoglio, diviene l’aberrazione che devasta la sua vita e quella di chi gli vive accanto.

Coinvolto da un sospetto di omofobia, ‘il penitente’ subisce una vera gogna mediatica e giudiziaria e viene sbattuto “in prima pagina” spostando sulla sua persona la momentanea riprovazione di un pubblico volubile, alla ricerca costante di un nuovo colpevole sul quale fare ricadere la giustizia sommaria della collettività. L’influenza della stampa, la strumentalizzazione della legge, l’inutilità della psichiatria, sono questi i temi di una pièce che si svolge tra l’ambiente di lavoro e il privato del protagonista. La demolizione sociale di un individuo influisce inevitabilmente sul suo rapporto matrimoniale. Un dramma descritto in otto scene, otto atti di confronto tra marito e moglie, con la pubblica accusa e con il proprio avvocato. Fino al colpo di scena finale.

 

19 – 24 febbraio 2019

ALISA

regia Andrey Moguchy

produzione Bolshoi Drama Teatro – G. Tovstonogov di San Pietroburgo

Una tradizione drammaturgica e scenica che ha travalicato i confini nazionali, ispirando scrittori e drammaturghi di fama mondiale, fa di Napoli e San Pietroburgo due città culturalmente molto affini tra loro. Per questa ragione, due istituzioni tra le più rappresentative del patrimonio teatrale moderno e contemporaneo, quali il Teatro Stabile di Napoli – Teatro Nazionale e il Bolshoi Drama Theater G. Tovstonogov di San Pietroburgo, con lo straordinario bagaglio drammaturgico, registico e attoriale delle loro città di appartenenza, a partire dal

2018 e per tre anni, stabiliscono una collaborazione che parte con l’ospitalità a febbraio 2019 dello spettacolo Alisa del regista russo Andrey Moguchy, noto soprattutto per il suo lavoro nel teatro drammatico. Dal 2013, Andrey Moguchy è il direttore artistico del Bolshoi Drama di San Pietroburgo e a partire dal 2016 è professore all’Accademia teatrale di San Pietroburgo.

 

26 febbraio – 3 marzo 2019

ENRICO IV

di Luigi Pirandello

adattamento e regia Carlo Cecchi

con Carlo Cecchi, Angelica Ippolito, Gigio Morra, Roberto Trifirò

e con Federico Brugnone, Davide Giordano, Dario Iubatti, Matteo Lai, Chiara Mancuso, Remo Stella

scene Sergio Tramonti

costumi Nanà Cecchi

luci Camilla Piccioni

produzione Marche Teatro

 

Dopo i memorabili allestimenti di L’Uomo, la bestia e la virtù (portato in scena nel

1976 con innumerevoli riprese fino alla edizione televisiva del 1991) e Sei personaggi in cerca d’autore (quattro stagioni di tournée teatrale in Italia e all’estero dal 2001 al 2005), Carlo Cecchi torna a Pirandello con uno dei testi più noti del drammaturgo siciliano: Enrico IV. Enrico IV è una pietra miliare del teatro pirandelliano e della sua intera poetica. L’opera porta in scena i grandi temi della maschera, dell’identità, della follia e del rapporto tra finzione e realtà. Lo spettacolo narra la vicenda di un uomo, un nobile dei primi del Novecento, che da vent’anni vive chiuso in casa vestendo i panni dell’imperatore Enrico IV di Germania (vissuto nell’XI secolo), prima per vera pazzia, poi per simulazione ed infine per drammatica costrizione. L’amarezza vibrante di questa tragedia porta a un risultato di limpida bellezza, a una catarsi vera e propria; forse in “Enrico IV” più che in altre tragedie, il pirandellismo vince i suoi schemi e attinge a una tensione interiore davvero universale.

20 – 31 marzo 2019

LA SCUOLA DELLE MOGLI

di Molière

traduzione Cesare Garboli

regia Arturo Cirillo

con Arturo Cirillo, Valentina Picello, Rosario Giglio, Marta Pizzigallo, Giacomo

Vigentini

scene Dario Gessati

luci Camilla Piccioni

produzione Teatro Stabile di Napoli – Teatro Nazionale, Marche Teatro, Teatro dell’Elfo

La scuola delle mogli è una commedia sapiente e di sorprendente maturità: vi si respira un’amarezza ed una modernità come solo negli ultimi testi Molière riuscirà a trovare. Vi è la gioia e il dolore della vita, il teatro comico e quello tragico, come in Shakespeare. Il tutto avviene in un piccolo mondo con pochi personaggi. Una commedia alla Plauto che nasconde uno dei testi più moderni, contraddittori ed inquieti sul desiderio e sull’amore. Dove si dice che la natura da maggiore felicità che non le regole sociali, che gli uomini si sono dati. Dove il cuore senza saperlo insegna molto di più di qualsiasi scuola. Dove Molière riesce a guardarsi senza pietismo, senza assolversi, ma anzi rappresentandosi come il più colpevole di tutti, il più spregevole (ma forse anche il più innamorato), riuscendo ancora una volta a farci ridere di noi stessi, delle nostre debolezze ed incompiutezze, della miseria di essere uomini.

 

3 – 14 aprile 2019

SCENE DA UN MATRIMONIO

di Ingmar Bergman

regia Andrej Konchalovskij

con Julia Vysotskaya, Federico Vanni scene e costumi Marta Crisolini Malatesta luci Gigi Saccomandi

produzione Teatro Stabile di Napoli – Teatro Nazionale, Fondazione Campania dei Festival – Napoli Teatro Festival Italia

La produzione è stata autorizzata da Joseph Weinberger Limited, per conto della Ingmar Bergman

Foundation. Per gentile concessione di Arcadia & Ricono Srl a socio unico, via dei Fienaroli, 40 – 00153 Roma

Dopo l’allestimento della shakespeariana Bisbetica domata (2013-2014), Andrej Konchalovskij firma la sua seconda regia italiana per lo Stabile di Napoli, affrontando uno dei lavori più noti di Ingmar Bergman, Scene da un matrimonio.

Il non detto di Marianne e Johan, una coppia apparentemente felice, finisce con l’esplodere con violenza in seguito alla decisione di lui di abbandonare moglie e figlie per una studentessa. Johan si rivela però come una persona estremamente fragile, vittima delle proprie pulsioni e di un perbenismo fino a quel momento autoimposto. Chi in definitiva riesce ad avere una tenuta più a lungo termine (nonostante l’ansia, le suppliche e gli incubi) finisce con l’essere Marianne nei confronti della quale l’ormai ex marito vorrebbe continuare a mantenere una forma assurda di possesso non concedendole il divorzio ed essendo geloso dei rapporti con altri uomini da lei a sua volta instaurati.

24 aprile – 5 maggio 2019

MORTE DI UN COMMESSO VIAGGIATORE

di Arthur Miller

regia Giuseppe Dipasquale

con Mariano Rigillo, Anna Teresa Rossini e altri attori da definire

produzione Teatro Stabile di Napoli – Teatro Nazionale

Arthur Miller con questo testo si interroga sul senso dell’agire umano nel contesto sociale. Il protagonista Willy Loman è ossessionato dal successo e dalla ricerca della felicità sociale e attraversa questa aspirazione con la forza di un eroe tragico cui non è concessa alcuna virtù, se non quella della sua volontà. Il mondo è contro, la vita gli è contro, la sua esperienza è costellata solo di occasioni mancate e non raggiunte che suonano anticipatamente il requiem finale sulla nota del continuo e inesorabile fallimento.

Con la stessa distanza di Miller tra un lavoro e un altro, il regista Giuseppe Dipasquale insieme a Mariano Rigillo e Anna Teresa Rossini, tornano ad occuparsi di questo straordinario autore statunitense. Erano tutti miei figli ha avuto un successo di pubblico e critica che è andato oltre le nostre previsioni, dichiara il regista e affrontare Morte di un commesso viaggiatore è come una seconda stazione del viaggio nell’universo globale della moderna società occidentale. Anche questo dramma, come il primo, agisce su una struttura nascosta. Entrambi usano modelli europei, entrambi sono immersi nelle acque della controversa e brillante società americana. Ma mentre Erano tutti miei figli galleggiava sopra l’ossatura corposa della tragedia classica greca, questo sembra quasi affidarsi, anche per la sua riuscita drammaturgia epica, ad una chanson des geste rovesciata e moderna, dove le gesta dell’eroe non portano all’acquisizione di una consapevolezza, ma all’espiazione di una colpa sociale il cui rimedio è la morte, la cancellazione dell’identità come elemento di riscatto economico.

 

7 – 12 maggio 2019

LA GUERRA

di Carlo Goldoni

regia Franco Però

con Filippo Borghi, Federica De Benedittis, Ester Galazzi, Riccardo Maranzana, Francesco Migliaccio, Maria Grazia Plos

e con Giulio Cancelli, Adriano Giraldi, Gilberto Innocenti, Stefano Pettenella

e la partecipazione di Mauro Malinverno

scene e costumi Andrea Viotti

luci Alessandro Macorigh

produzione Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia

La guerra di Carlo Goldoni, è la nuova produzione del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. Diretti da Franco Però, ne sono interpreti gli attori della Compagnia Stabile del Friuli Venezia Giulia e parecchi attori “ospiti” che danno voce alle ironie dell’autore sul tema del conflitto, ma anche a tante osservazioni dalle forti assonanze con l’attualità. La guerra come gioco d’interessi, come cinica occasione di speculazione. «Desideravo ritrovare uno sguardo in prospettiva su un argomento – la guerra – che trova trattazioni altissime nel teatro antico, ma sul quale non va sottovalutato nemmeno il punto di vista di chi ha raccontato, osservato, patito il conflitto fino a pochi secoli fa. Uno sguardo che risulta contemporaneamente universale e affine alla nostra sensibilità» commenta Franco Però. «Goldoni è un autore straordinario per la sua capacità di leggere il mondo e la società, di analizzarne gli aspetti in uno spettro molto vasto» prosegue il regista. «Di questa commedia mi ha sempre colpito l’acutezza nel ritrarre il mondo di “piccoli interessi” che una guerra muove: denunciando le piccole tresche del commissario, Goldoni riesce a chiarire perfettamente una delle ragioni fondamentali per cui le guerre, sempre e comunque, “funzionano”. Lo sfruttamento della situazione bellica di alcuni dei personaggi goldoniani riflette come in uno specchio i terribili macrointeressi per cui i conflitti non vengono spenti mai del tutto…

Abbonamenti Teatro Mercadante di Napoli

La campagna abbonamenti al Teatro Mercadante e al Teatro San Ferdinando per la Stagione 2018/2019 partirà mercoledì 2 maggio 2018.

L’abbonamento si compone di 10 spettacoli: 7 a turno fisso al Teatro Mercadante e 3 a scelta tra gli spettacoli al Mercadante, San Ferdinando e Politeama.

Acquistando nei mesi di maggio, giugno e luglio un abbonamento al Teatro Mercadante e al Teatro San Ferdinando per la stagione 2018/19, si potrà usufruire di riduzioni fino al 30% e godere di ulteriori agevolazioni.

PROMOZIONE MAGGIO

Abbonamenti Mercadante entro il 31 maggio oltre al 30% di sconto, in omaggio 2 spettacoli al Ridotto del Mercadante e 1 al Teatro San Ferdinando.

PROMOZIONE GIUGNO

Abbonamenti Mercadante entro il 30 giugno oltre al 20% di sconto, in omaggio 2 spettacoli al Ridotto del Mercadante e 1 al Teatro San Ferdinando.

PROMOZIONE LUGLIO

Abbonamenti Mercadante entro il 31 luglio 20% di sconto

CARTATEATRO

Costa 75 euro e consente 6 ingressi: 5 a scelta tra Teatro Mercadante e Teatro San Ferdinando e 1 obbligatorio al Ridotto.

CARTATEATRO GIOVANI <30

È nominale. Costa 30 euro e consente 6 ingressi: 5 a scelta tra Teatro Mercadante e Teatro San Ferdinando e 1 obbligatorio al Ridotto.

In vendita dal 15 ottobre e valide dal 24 ottobre 2018 al 31 maggio 2019 per uno o più spettacoli, per posti di palco, fino a esaurimento.

Biglietti Teatro Mercadante di Napoli

Teatro Mercadante Piazza Municipio, Napoli tel. 081 551 3396 · fax 081 420 6196

biglietteria@teatrostabilenapoli.it

Come arrivare al Teatro Mercadante di Napoli

Spettacoli Teatro Mercadante


Anna Bruno

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