Teatro Argot Studio Roma, la stagione 2019-2020

ARGO(t)NAUTICHE – Cronache dal mondo sommerso. è lo slogan della nuova stagione 2019/2020 del Teatro Argot Studio di Roma.

Teatro Argot Studio, RomaTeatro Argot Studio, Roma

La programmazione del Teatro Argot Studio, Roma

Dal 3 al 6 e dal 10 al 13 ottobre

TRILOGIA DELL’ESSENZIALE:

3 ottobre

L’ETERNITÀ DOLCISSIMA DI RENATO CANE

 di Valentina Diana

regia Vinicio Marchioni

con Marco Vergani

supervisione artistica Milena Mancini

management e distribuzione Theatron 2.0

produzione Khora Teatro 

Come fai quando una cosa fa paura a tutti, non la vuole nessuno e tutti ne hanno paura?

Come fai a venderla? Semplice, basta renderla desiderabile.

Viviamo e ci agitiamo come tragiche formiche in un mondo pieno di incertezze, saturo di domande ma avaro di risposte. Ci aggrappiamo a tutto quello che ci sembra solido: un lavoro, una famiglia, una casa, un divano nuovo, un frigorifero di ultima generazione. Compriamo cose, le desideriamo pensando che forse ci salveranno. Ma più scegliamo, più crediamo, più pianifichiamo, più facciamo sacrifici per guadagnare, più cerchiamo riparo, meno lo siamo.

E poi si muore. La BBBtrombedelsignore ha avuto questa semplice, ma rivoluzionaria intuizione: trasformare la morte stessa in un prodotto, e venderla al suo prezzo come una risorsa, un’illusione di salvezza. L’ultima.

4 ottobre

UNA PASSIONE 

di Valentina Diana

regia Vinicio Marchioni

con Marco Vergani

scenario, costumi e direzione artistica Milena Mancini

management e distribuzione Theatron 2.0

produzione Anton Produzioni 

Un uomo senza nome, un umile attore, si presenta sul palco vuoto con un sacchettino in mano. Nessuna scena, nessuna luce. Il suo compito è pressoché impossibile e lui ne è consapevole: intrattenere, da solo, un pubblico che ha pagato il biglietto per assistere ad un variopinto colossal sulla passione del Cristo con più di trenta interpreti tra comparse e attori.

Coi suoi miseri mezzi, la sua poca fede, darà voce ad un vangelo traballante e pieno di dubbi.                Uno sguardo stralunato e tenero sulla crudeltà dell’uomo, sulla banalità del male esemplificata, con parole semplici e senza retorica, dall’esperimento di Milgram. Un vangelo anonimo che narra di un Gesù spericolato, che cammina in bilico, tra salvezza e spavento, come ogni essere umano. 

5 – 6 e 10 – 11 – 12 ottobre

LA NIPOTE DI MUBARAK

di Valentina Diana

regia Vinicio Marchioni

con Marco Vergani

scenario, costumi e direzione artistica Milena Mancini

management e distribuzione Theatron 2.0

produzione Anton Produzioni 

Nell’epoca dell’informazione istantanea e delle fake news abbiamo l’impressione di conoscere tutto, di sapere tutto con un click sui nostri smartphone. Le nostre coscienze di brave persone sono pacificate dai nostri piccoli grandi gesti di adesione o disapprovazione dei fatti. Abbiamo l’impressione di avere un’idea su tutto. Abbiamo persino l’impressione di esprimere un’idea su tutto. Ma nella realtà tutto accade al di sopra e al di fuori di noi, in un mondo che esiste altrove. Non sul web. Nelle piazze, nelle strade, nelle case, nelle prigioni dove la gente muore davvero. Il mondo ci sfugge, perché lo cerchiamo nel posto sbagliato.

La nipote di Mubarak è un titolo civetta per uno spettacolo sulle sparizioni forzate in Egitto, senza l’Egitto. Ambientato in un kebab di Milano. La nipote di Mubarak è una truffa, uno specchietto per le allodole. 

13 ottobre

MARATONA TRILOGIA DELL’ESSENZIALE: 

L’ETERNITÀ DOLCISSIMA DI RENATO CANE

LA NIPOTE DI MUBARAK

UNA PASSIONE 

Dal 30 ottobre al 3 novembre

IL DOLORE: DIARI DELLA GUERRA

tratto da Il Dolore e Quaderni della guerra e altri testi di Marguerite Duras e da L’istruttoria di Peter Weiss

regia Elena Arvigo
con Elena Arvigo

regista collaboratrice Virginia Franchi

assistente alla regia Tullia Attina

disegno luci Paolo Meglio

foto Manuela Giusto

produzione Santarita Teatro e Teatro Out Off 

Pagine di straziante intimità in bilico tra poesia e memoria, tra bisogno privato e testimonianza. Il Dolore, il diario biografico che la scrittrice francese Marguerite Duras, con la sua arte vissuta tra la guerra e la tragica pagina storica del nazismo, scrisse a Parigi quando aspettava il ritorno di suo marito Robert Antelme deportato a Dachau. Un diario (forse) autobiografico, pubblicato dopo 40 anni, che racconta gli ultimi giorni di guerra nell’Aprile del 1945, dove testimonianza storica e resoconto emotivo dell’attesa si fondono nella penna inconfondibile della Duras, in grado di descrivere con il suo stile particolare ed estremo coraggio la profondità dei suoi stati d’animo. È la storia della guerra delle donne che inermi attendono, attanagliate da un dolore individuale che diventa universale.

Dal 5 al 17 novembre

HARROGATE

di Al Smith

traduzione Alice Spisa

regia Stefano Patti
con Marco Quaglia e Alice Spisa

luci Paride Donatelli

musiche originali Virginia Quaranta

scene Daniela Patti

foto di scena Manuela Giusto

aiuto regia Cristiano Demurtas

produzione Argot Produzioni in collaborazione con 369gradi 

Un uomo, un padre, un marito, nel corso di un pomeriggio si troverà a confrontarsi con tre donne, tre rappresentazioni carnali della parte più intima e oscura di sé stesso e ad affrontare le sue ossessioni pur di difendere la propria famiglia. Harrogate è un testo che affronta il delicato tema di come ci nascondiamo dietro ad una maschera, di come recitiamo sempre una versione diversa di noi stessi a seconda di chi abbiamo davanti e di come proiettiamo sugli altri variazioni di persone che vorremo vedere pur di accettare chi abbiamo di fronte. È un trittico sull’ossessione, la repressione e la lussuria. Ha debuttato l’11 settembre 2015 all’interno dell’High Tide Theatre Festival. Il suo debutto italiano è avvenuto all’interno della XVII edizione della Rassegna Trend (diretta da Rodolfo di Giammarco) presso il Teatro Belli di Roma. 

Dal 19 novembre al 1 dicembre

MOLTO PRIMA DI DOMANI

scritto e diretto da Umberto Marino

cast in via di definizione

produzione Carpe Diem Produzioni srls 

Tre ragazzi (un diciannovenne, la sorellina di nove, una compagna di scuola di diciassette) entrano trafelati in una piccola baita e si barricano dentro. I genitori hanno detto loro di rifugiarsi in quel posto isolato in montagna. Hanno promesso che arriveranno tra non molto, ma non arrivano, e li lasciano soli mentre le scorte finiscono e il freddo e le minacce aumentano. Di fuori il mondo ha cominciato a finire. Come nelle profezie che ogni giorno cercano di farci ragionare, dopo i tifoni e le siccità, dopo le carestie e le migrazioni, è arrivata la violenza. I tre sono così costretti a staccarsi dagli schermi e dai social, a maturare, a scoprire i sentimenti più elementari, a imparare la penuria e l’intelligenza pratica, a vivere per perseguire lo scopo primario di ogni vita: sopravvivere. Sopravvivere tra minacce esterne, inganni, false speranze. Non tra duecento anni. Non tra settanta. Non tra venti, come dicono le previsioni più pessimiste. Oggi.

Dal 5 al 8 dicembre

SETTANTA VOLTE SETTE

drammaturgia originale Controcanto Collettivo

ideazione e regia Clara Sancricca

con Federico Cianciaruso, Riccardo Finocchio, Martina Giovanetti, Andrea Mammarella, Emanuele Pilonero, Clara Sancricca

voce fuori campo Giorgio Stefanori

scenografia e costumi Controcanto Collettivo con Antonia D’Orsi

disegno luci Cristiano Di Nicola

foto di scena Simone Galli | Atlas fotografie

organizzazione Gianni Parrella

produzione Controcanto Collettivo

in coproduzione con Progetto Goldstein 

Settanta volte sette racconta la vita di due famiglie i cui destini s’incrociano in una sera. Racconta del rimorso che consuma, della rabbia che divora, del dolore che lascia fermi, del tempo che sembra scorrere invano. Eppure racconta anche la possibilità che il dolore inflitto e il dolore subito parlino una lingua comune, che l’empatia non sia solo un’iperbole astratta e che l’essere umano, che conosce il contagio del riso e del pianto, dietro la colpa possa ancora riconoscere l’uomo. 

Dal 13 al 15 dicembre

SCIABOLETTA

La piccola storia di un piccolo Re

monologo scritto, diretto e interpretato da Alessandro Blasioli

costumi Lorenzo Martinelli e Alessio Cherubini

produzione Argot Produzioni

“9 settembre ’43, 5.30 del mattino: una colonna di 40 auto nere sta valicando gli Appennini lungo Via Tiburtina, direzione Abruzzo; in testa alla colonna una Fiat 2800 grigio-verde con i vetri oscurati e le bandierine italiane poste sopra i fanali anteriori.” Inizia così la fuga di Re Vittorio Emanuele Ferdinando Maria Gennaro di Savoia a seguito della dichiarazione d’Armistizio proclamata dal Generale americano Eisenhower. Districandosi nella notte fra i selvaggi paesaggi abruzzesi, Re Vittorio Emanuele III troverà non pochi problemi lungo la via per la salvezza: i presidi tedeschi, le bande di paese e l’ombra di Mussolini, che oscura la figura sovrana al punto da farla andare in escandescenza in una invettiva antifascista quanto mai attuale. La storia è nota: il vecchio Re 74enne fugge verso la salvezza. Avrebbe potuto evitare la disfatta un comportamento più reale da parte dell’anziano Sovrano? Con ironia, un linguaggio derivato dalla Commedia dell’Arte ed una scenografia scarna,“Sciaboletta” tira fendenti e pone domande ad una società che pare stia entrando-ancora una volta-in un’epoca nazionalista e di malcelato odio del diverso. 

Dal 19 al 21 dicembre

L’INDIFFERENZA 

scritto e diretto da Pablo Solari
con Luca Mammoli, Woody Neri, Valeria Perdonò

scenografia\costumi Maddalena Oriani

sound design Alessandro Levrero

light design Fabio Bozzetta

fotografie Nicolò Degl’Incerti Tocci
produzione Centro Teatrale MaMiMò/Teatro i  

Che si tratti di fare una carezza ad un neonato, di dare un bacio ad una sconosciuta o di schiacciare il pulsante che sgancerà la bomba su Hiroshima, è impossibile fuggire alle conseguenze delle nostre azioni. Si può provare a far finta di niente, a rimanere indifferenti, cercando di nascondere anche le peggiori colpe così bene da quasi dimenticarsene, inevitabilmente però, queste riemergeranno, presto o tardi, costringendoci ad affrontarle. In una mattinata come tante, un’ospite inatteso costringerà Franco a fare i conti con il proprio passato, con la persona che era e che pensava di essere riuscito a dimenticare. L’indifferenza, è un thriller che costringe lo spettatore a prendere costantemente posizione su cosa sia vero e cosa sia falso, su cosa sia bene e cosa sia male; in una lotta metaforica tra il progresso della civiltà occidentale e la sua natura bestiale e sanguinaria.

 PROGETTO SPECIALE

 Dal 4 al 16 febbraio

SEGNALE D’ALLARME | LA MIA BATTAGLIA in VR

tratto dallo spettacolo teatrale La Mia Battaglia diretto e interpretato da Elio Germano

regia Elio Germano, Omar Rashid

con Elio Germano

sceneggiatura Elio Germano e Chiara Lagani

produzione Gold/Infinito/ Riccione Teatro 

Segnale d’allarme è la trasposizione in realtà virtuale de La mia Battaglia, un’opera- portata in scena da Elio Germano stesso -che parla alla e della nostra epoca. Lo spettatore sarà portato a piccoli passi a confondere immaginario e reale, in questa prospettiva la possibilità offerta dalla realtà virtuale di entrare nella narrazione sembra essere perfettamente calzante. Attraverso e grazie alla VR sarete portato ad immergervi nell’opera teatrale diventandone parte. Vi troverete in sala, in prima fila, insieme agli altri spettatori. Sentirete l’energia della stanza intorno a voi. Cercherete lo sguardo di chi vi è seduto accanto, perfino i gesti. Assisterete a un monologo che sarà un crescendo e allo stesso tempo una caduta verso il grottesco. Segnale d’Allarme racconta una storia vera, la nostra. 

Dal 20 al 23 febbraio

PICCOLA PATRIA

ideazione e drammaturgia Lucia Franchi e Luca Ricci

regia Luca Ricci

con Simone Faloppa, Gabriele Paolocà e Gioia Salvatori

scene e costumi Alessandra Muschella

produzione CapoTrave/ Infinito 

Ambientata nel nostro presente, in una cittadina di provincia non specificata, dove si sta per svolgere un referendum che decreterà l’eventuale autonomia dall’Italia, la vicenda si sviluppa su tre giorni: il giorno antecedente, il giorno stesso e quello successivo al voto. Il vorticoso climax di tensione innescato dall’imminente scelta politica fa emergere le contraddizioni individuali, familiari e sociali, che si palesano nella relazione tra i tre protagonisti. Quando si rompe qualcosa, altre lacerazioni si vengono a creare incidentalmente, e ogni rottura ne porta altre, sia nei rapporti tra le persone, sia interni alle persone stesse. Lucia Franchi e Luca Ricci firmano uno spettacolo dalle tinte cupe che riflette su uno dei fenomeni del nostro tempo: la frammentazione in piccole patrie e l’incapacità della politica di comprendere le reali necessità dei cittadini. Nella stesura drammaturgica gli autori si sono ispirati alla vicenda storica della Repubblica di Cospaia, situata tra la Toscana e l’Umbria: un lembo di terra lungo 2 km e largo 500 metri che fu Repubblica indipendente dal 1440 al 1826, a causa di un errore di tracciamento dei confini da parte dei geografi della Repubblica di Firenze e dello Stato Pontificio. Per anni quella striscia di terra, che non doveva pagare tasse a nessuno, senza esercito, né carceri, ha conservato uno spirito indipendentista pieno di velleità e diffidenze verso l’esterno. 

Dal 25 febbraio al 1 marzo

IL BAMBINO DALLE ORECCHIE GRANDI

un progetto di Teatrodilina

scritto e diretto da Francesco Lagi

con Leonardo Maddalena e Anna Bellato

disegno suono Giuseppe D’Amato

scenografia Salvo Ingala

luci Martin Palma

produzione Fondazione Sipario Toscana 

C’è una coppia, un uomo e una donna che si sono appena conosciuti. Sono due persone che si avviano a stare insieme tra note lievi e incerte in bilico tra il loro presente e il loro passato. Tra la sensazione di essere un amore tutto nuovo ma anche in qualche modo già vissuto. C’è lo stupore di avere a che fare con una persona e di non capire bene chi sia, lo straniamento e la grazia di questa sensazione. La possibilità di essere una coppia e la paura di scambiare il caso per il destino. C’è la raccolta punti della marmellata e la sindrome di non mettere mai i tappi alle cose. Ci sono alcune morti e la questione se i vegetariani possano mangiare il pesce oppure no. C’è il suono delle cose che si rompono e che quando sono rotte non si aggiustano più. L’ipotesi, improbabile ma possibile, di essersi già conosciuti prima, chissà quando in una vita precedente. E poi c’è il bambino, quello dalle orecchie grandi, che dichiara la sua esistenza. Quel bambino che potrebbe rimanere un’ipotesi ma anche nascere e diventare realtà. 

Dal 3 al 8 marzo

TONI

scritto, diretto e interpretato da Paolo Zuccari

collaborazione alla regia Edward Fortes

scene Francesco Ghisu 

Guido, diagnosticato schizofrenico, dopo venti anni di cure, all’improvviso decide di non prendere più le medicine. Un gesto estremo per recuperare la fidanzata che è scappata, dimostrarle che lui può anche vivere senza la chimica. La scelta lo porta però, insieme all’abuso di alcol, ad una progressiva alterazione delle percezioni. Ritorna un suo vecchio amico. La sua ex si affaccia alla finestra di fronte. Un uomo viene ucciso. La polizia viene a prelevarlo a casa perché sospettano di lui e la fidata sorella, che lui subito chiama per chiedere aiuto, stavolta non risponde più. Tutto questo però sta accadendo davvero? O Guido deve solo tornare a prendere quelle maledette medicine? 

Dal 17 al 22 marzo

ART 

di Yasmina Reza

regia Riccardo Festa

con Michele Cesari, Riccardo Festa e Marco Palange

produzione URTeatro

Che ci voglia un’Arte per vivere. Che l’Arte non si capisce fino in fondo.

Che resta sempre uno spazio di confusione, un incerto insondabile, un’impressione, l’idea che qualcosa ce lo dobbiamo mettere noi, per darle un valore, all’Arte. Come si fa con le persone, che non si capiscono mai fino in fondo, che ci sorprendono o deludono o cambiano, pensiamo: com’è cambiato. E quel pezzo in più lo stiamo mettendo noi. Che in un’opera d’arte investiamo come si investe sulle persone. Lo capisco, non lo capisco, mi rappresenta, mi ci riconosco, mi emoziona, mi lascia indifferente, non vale niente, non mi piace, è bellissimo, mi viene da piangere, non lo posso guardare, ma cos’è? non ci credo, come ha fatto? È stupendo.

Eccomi tutto completamente lì dentro. Quindi lì, fuori. Eccola tutta completamente lì fuori in un gesto, bianco su bianco, come dipinta su un quadro, la filigrana di quello che siamo.

Che non tutto si riesce a condividere. Che pure questo non riuscire, questa impossibilità, questa frattura, si possa condividere. 

Dal 27 al 29 marzo

MY PLACE

un progetto di Qui e Ora Residenza Teatrale

ricerca materiali Francesca Albanese, Silvia Baldini, Silvia Gribaudi, Laura Valli

regia Silvia Gribaudi

assistente alla regia Roberto Riseri

con Francesca Albanese, Silvia Baldini, Silvia Gribaudi e Laura Valli

immagini visive Silvia Gribaudi

disegno luci Silvia Gribaudi e Domenico Cicchetti

technical care Paolo Tizianel

foto Michela Di Savino

residenze La Piccionaia (Vicenza) / L’arboreto – Teatro Dimora (Mondaino RN) / Olinda – Teatro La Cucina (Milano) 

In scena tre corpi nudi – o meglio in biancheria intima – volutamente messi in evidenza: masse corporee vive e non censurate, vere, oneste e ben diverse da quelle che ancora oggi siamo abituati a vedere in mostra sui giornali, su internet, in televisione. Tre donne non più giovani ma non ancora vecchie, certamente non perfette. Ma belle. Perché autentiche. E disposte, in uno show surreale, ad offrirsi al pubblico per quello che sono, corpi senza casa né spazio, sfrattate dal proprio io, lanciate a inseguire, divorare e moltiplicare le proprie ombre. Con passo leggero e sguardo ironico e tragicomico sul femminile. Il corpo – casa è l’immaginario intorno a cui si sviluppa il lavoro di scena, da quel luogo le attrici partono per svelare momenti di fragilità e di bellezza, per restituire spaccati di intimità, per disvelare un posto segreto, un luogo fisico o uno spazio dentro di noi, comunque territorio della visione. Poche parole, quadri visivi, corpi in movimento. Un racconto fisico che va a indagare i luoghi dell’intimo.

PROGETTI SPECIALI E COLLABORAZIONI 

Dal 7 al 10 e dal 14 al 17 maggio

OVER – Rassegna di teatro emergente

Il Teatro Argot Studio, nello specifico romano, è “un quartier generale” che si connatura attraverso questa politica finalizzata al ricambio culturale e generazionale dei mestieri della scena, e al loro finanziamento. L’istituzionalizzazione della pratica di Dominio Pubblico, l’attivazione di progettualità diffusa e capillare fanno ormai parte del territorio; per questo andare a vedere uno spettacolo in via Natale del Grande significa non solo fruire di un’offerta spettacolare che ha alle spalle più di quaranta anni di storia, ma – soprattutto – tornare in un luogo stimolato da una pluralità di idee, scritture e risorse “under” contemplando la possibilità della prova, l’errore e l’ingenuità. Lo spettatore lo sa, lo comprende e lo accetta educandosi al teatro.

Lucia Medri
Teatro e Critica

Con queste parole Lucia Medri ci fa un grande regalo perché ci restituisce il senso del nostro lavoro cogliendo l’essenza che da oltre trent’anni connota la direzione artistica e la gestione di questa palestra per giovani artisti. Una vocazione alla scena che si traduce in un allenamento incessante e che anche quest’anno vuole esprimersi attraverso la creazione di uno strumento essenziale per promuovere e mostrare alcuni significativi segni di rinnovamento che stanno attraversando la scena teatrale nazionale. Nasce per questo la rassegna OVER, immaginata per dare spazio a idee emergenti da Argot Produzioni con la complicità di Dominio Pubblico, progetto pensato e dedicato a un target generazionale rigorosamente Under 25. La rassegna consegna all’Argot una serie di proposte artistiche ormai mature, in grado di esprimersi al meglio sulla scena e vogliose di uscire fuori, di emergere e farsi sentire.

Dal 22 al 25 maggio

INVENTARIA

Dal 2011 INVENTARIA chiude la stagione teatrale della Capitale invitando le compagnie di tutta Italia e dall’estero alla sua festa del teatro off. Focus del Festival è la drammaturgia contemporanea, comprensiva delle sue forme più moderne, come quelle del teatro-danza, delle partiture fisiche e della sperimentazione. INVENTARIA è un concorso, ma è soprattutto una festa – la festa del teatro off. Pluralità di linguaggi, di modi di intendere il teatro, di scambio aperto in sei settimane di festa del teatro: sono questi i fini di INVENTARIA. Rispetto a tutto questo, i premi non sono che la (gustosa) ciliegina sulla torta. INVENTARIA è un festival organizzato da artisti per artisti che amano nutrirsi e nutrire del bello. Per questo motivo INVENTARIA è un festival a partecipazione gratuita e lo è fino in fondo. In un contesto territoriale in cui è rischioso fare affidamento sui fondi pubblici, sin dal suo concepimento INVENTARIA ha intrapreso piuttosto una scelta di continuità, indipendenza e sostenibilità – anche economiche. 

PREMIO HYSTRIO ALLA VOCAZIONE – 30 ANNI

Tra le numerose collaborazioni che caratterizzano l’attività dell’Argot Studio siamo molto orgogliosi di ospitare da anni le selezioni di uno dei più importanti premi nazionali, il premio Hystrio alla vocazione, che nel 2020 compirà 30 anni.  Il Premio è destinato a giovani attori e attrici entro i 30 anni: sia ad allievi o diplomati presso scuole di teatro, sia ad attori autodidatti, che dovranno affrontare un’audizione di fronte a una giuria altamente qualificata composta da registi e direttori di teatri pubblici e privati, a cui da diversi anni partecipa anche la direzione artistica di Argot. Il Premio consiste in due borse di studio riservate ai vincitori del concorso, una per la sezione maschile e una per quella femminile. Anche quest’anno le finali e gli esiti della selezione saranno presentate a giugno 2019 a Milano, al Teatro Elfo Puccini in una speciale edizione per i suoi 30 anni di attività.

TEATRO E TERRITORIO

 IL BANDITORE è un progetto nato dall’incontro di Teatro Argot Studio, Associazione B5 e Chien Barbou Mal Rasé (l’allora attivissimo Teatro De Merode), realtà riconosciute su tutto il territorio romano ma che avevano sede nel rione di Trastevere. Nel 2011 recuperarono la tradizionale figura del Banditore trasformandola in un’iniziativa culturale che aveva la finalità di mettere in comunicazione le persone del quartiere, dotandolo di uno strumento antico ma che poteva essere rinnovato grazie alla creatività di una serie di associazioni del territorio e di artisti coinvolti.

Nel corso degli ultimi due anni 2018 – 2019 il Teatro Argot Studio, torna a mettersi in rete con una serie di associazioni giovani ed energiche del quartiere attive nel Municipio Roma I – Centro che ne ha sostenuto e promosso le iniziative.

L’idea di questa iniziativa viene rinnovata in collaborazione con “Il Ventriloco”, rivista cartacea e online, diffusa gratuitamente sul territorio di Trastevere. IL BANDITORE dunque trova nuovo spazio sulle pagine del giornale e torna a mettere insieme una giovane rete di associazioni tutte appartenenti allo storico Rione XIII: Pìcaro – Spazio CreativoOfficina B5Libreria Zalib e i Ragazzi. Le azioni de IL BANDITORE saranno trasversali a tutta la stagione e comunicate dalla rete di associazioni. 

RESIDENZE PRODUTTIVE – ARGOT PRODUZIONI 

Nell’ottica di continuare a essere un punto di riferimento progettuale e produttivo di autori e artisti che si occupano di linguaggi, modalità espressive ed estetiche innovative, Argot Produzioni rafforza i Progetti di Rete con La Piccionaia Centro di Produzione Teatrale del Veneto e l’Associazione Teatris di Marostica (VI), con NEST – Napoli Est Teatro e con Dominio Pubblico, ma soprattutto mette sempre più l’Argot Studio al centro dei suoi processi produttivi ponendosi di fatto come un vero e proprio Centro di Produzione. Quest’anno l’Argot Studio sarà, infatti, anche l’incubatrice di tre nuovi progetti che prenderanno forma nella casa Argot per poi debuttare e vivere altrove.

GIUSTO LA FINE DEL MONDO

di Jean-luc Lagarce

traduzione di Franco Quadri

regia Francesco Frangipane

con Anna Bonaiuto, Vanessa Scalera, Alessandro Tedeschi, Barbara Ronchi e Vincenzo De Michele

produzione Argot Produzioni 

Lo spettacolo debutterà il 25 gennaio al Teatro Lauro Rossi di Macerata e sarà in scena al Piccolo Eliseo di Roma dal 13 febbraio al 1 marzo 2020. 

SOUVENIR

di Stephen Temperley

traduzione e adattamento di Edoardo Erba 

regia Roberto Tarasco

con Francesca Reggiani, Claudio Bigagli e Francesco Leineri

produzione Infinito srl / Argot Produzioni 

Lo spettacolo debutterà il 22 febbraio 2020 a Fabriano. 

COPPIA APERTA QUASI SPALANCATA

di Dario Fo e Franca Rame

regia Alessandro Tedeschi

con Chiara Francini e Alessandro Federico

produzione Infinito srl in collaborazione con Argot Produzioni

Lo spettacolo debutterà l’8 novembre al Teatro Tondelli di Riccione e sarà in scena anche a Milano, Bologna e Firenze.

Orario spettacoli Teatro Argot

dal martedì al sabato ore 20.30

domenica ore 17.30

Botteghino:

dal martedì al sabato dalle ore 18.00 alle ore 20.00

domenica dalle ore 15.30 alle ore 17.00

Prenotazioni telefoniche (tel. 06/5898111):

dal lunedì al venerdì dalle ore 10.30 alle 20.00

sabato dalle 18.00 alle 20.00

domenica dalle 15.30 alle 17.00

Prenotazioni online: info@teatroargotstudio.com

Come arrivare al Teatro Argot Studio, Roma

Via Natale del Grande, 27 – 00153 Roma – Telefono 06.589 8111

Spettacoli Teatro Argot Studio


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