“Morta zia, la casa è mia”, risate al Teatro De’ Servi di Roma

Al Teatro de’ Servi  in scena dal 9 al 25 novembre “Morta zia, la casa è mia”. Dopo il grande successo nella scorsa stagione de “La Storia d’Itaglia”, tornano sul palco del Teatro de’ Servi Daniele Derogatis, Valeria Monetti, Maurizio Paniconi ed Alessandro Tirocchi con Morta zia, la casa è mia.

Morta La zia, la casa è miaMorta La zia, la casa è mia

Dopo il grande successo nella scorsa stagione de “La Storia d’Itaglia”, tornano sul palco del Teatro de’ Servi Daniele Derogatis, Valeria Monetti, Maurizio Paniconi ed Alessandro Tirocchi con “Morta zia, la casa è mia”.

Lo spettacolo, scritto da Gianni Quinto da un’idea del duo comico Tirocchi / Paniconi per la regia di Marco Simeoli ,  affronta con ironia e sapide battute l’eterna questione della spartizione dell’eredità, portando sul palcoscenico la storia di quattro nipoti che, dopo la morte della ultraottantenne zia, ovviamente zitella e dunque senza figli, si riuniscono a casa sua per organizzare il funerale e trovare il modo per accaparrarsi quel poco o quel tanto che la cara estinta ha lasciato. 

Vecchi rancori, conflitti familiari e strampalati equivoci vengono sciorinati in un susseguirsi di inaspettate situazioni, con improvvisi cambi di tono, riflessioni grottesche sulla morte, richiami ai problemi di oggi, con la precarietà che attanaglia i giovani, e perfino con qualche arguto riferimento  a famosi film sul tema che i più attenti spettatori potranno divertirsi a individuare. 

“Se c’è qualcosa che nella vita ci terrorizza e ci paralizza è la morte, anche il solo pensarla.- ha commentato Marco Simeoli, che cura la regia dello spettacolo. –  L’unico modo che abbiamo per difenderci da essa è esorcizzarla, armandoci di cinismo e di autoironia capaci di sbeffeggiarla, irriderla e disarmarla. In “Morta zia la casa è mia”  il divertimento che ruota intorno al “fattaccio” grazie ai quattro improbabili e disamorati nipoti, è accompagnato dalle loro problematiche familiari, dal loro disagio giovanile e, cosa molto comune ai giorni d’oggi, dalla speranza di un lascito, di un’eredità o di una vincita al gratta e vinci capaci di risollevare le sorti di un ormai perenne precarietà generazionale”.

Al Teatro de’ Servi  in scena dal 9 al 25 novembre.

ORARIO BIGLIETTERIA
da Mar a Sab dalle ore 10 alle 20
Dom dalle ore 15 alle 17.30 – Lun chiuso

ORARIO SPETTACOLI
da Martedì a Venerdì: ore 21 
Sabato: ore 17.30 e ore 21 – Domenica: ore 17.30

Teatro de' Servi Roma

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Barbara Donadoni

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