Zibba, recensione di Come il suono dei passi sulla neve

Ecco la recensione del nuovo album di Zibba dal titolo “Come il suono dei passi sulla neve“, un’altra grande prova del cantautore.

ZibbaDifficile ripetersi dopo un disco capolavoro come il pluripremiato “Una cura per il freddo”, ma Zibba riesce in pieno nell’impresa con il suo nuovo lavoro “Come il suono dei passi sulla neve”: “un nuovo affresco

Difficile ripetersi dopo un disco capolavoro come il pluripremiato “Una cura per il freddo”, ma Zibba riesce in pieno nell’impresa con il suo nuovo lavoro “Come il suono dei passi sulla neve”: “un nuovo affresco fra mille colori”.
Ancora una volta un mix di stili, uno Zibba che non vuole cioè sentirsi imprigionato, ma libero di esprimere la propria arte. Arrangiamenti ancora più maturi, molto curati in ogni dettaglio, a tratti un occhio più attento alla radiofonicità, ma senza allo stesso tempo commercializzarsi: scopo centrato in pieno! Raro trovare infatti un album in cui le canzoni riescano ad essere anche spesso orecchiabili, ma non “facili”.
Questo il nuovo volto di un cantautore sempre più ricco di fascino col suo modo molto personale di scrivere.
Undici canzoni, testi profondi a mai banali, musicalità particolare e camaleontica: Zibba, accompagnato di nuovo dai fedeli Almalibre, è un vero artista fuori da ogni schema che fa della buona musica il suo credo, senza minimamente curarsi delle mode del momento.
In questo disco si possono certo trovare richiami a nomi importanti della canzone italiana, ma quello che salta all’occhio è la forte personalità.
Sarebbe stato infatti facile scrivere “Una cura per il freddo parte seconda”, ma Zibba ha volutamente fuggito questa strada, rinnovandosi, esplorando nuovi territori, pur rimanendo fedele al suo stile, anzi ai suoi mille stili: “Come il suono dei passi sulla neve” non fa altro che confermare la sua alta vena creativa.
L’album si apre con la voce recitata di Enzo Paci che fa da introduzione al primo ed accattivante singolo “Nancy”, brano dal taglio volutamente pop arricchito dalla tromba magica di Roy Paci.
La title track conquista al primo ascolto con le sue ritmiche quasi sussurrate e discrete.
“Asti est”, nuovo singolo in collaborazione con Eugenio Finardi, prende subito grazie anche ad una curiosa linea di basso.
Un’atmosfera festosa pervade “Sei metri sotto la città”, molto intima invece “Prima di partire”, forse la traccia più bella che vede la partecipazione di Carlot-ta e Alberto Onofrietti.
“Aria di levante” profuma di “old style”, “Almeno il tempo” è una meravigliosa parentesi jazzata.
“O mae Mà” vede l’incontro artistico far Zibba e Vittorio De Scalzi e richiama il miglior De Andrè, quello di “Crêuza de mä” per intenderci.
“Anche di lunedì” sembra uscita direttamente da un disco di Paolo Conte.
Torna la malinconia con “Dove i sognatori son librai”.
“Salva” è intensa e struggente.
Molto originale è l’idea di inframmezzare alcune delle canzoni con delle voci recitate.
“Come il suono dei passi sulla neve” è un disco pieno di immagini, cosa a cui Zibba ci ha sempre abituato, l’amore è protagonista, ma anche la voglia di vivere, la gioia e la felicità, la vita di tutti i giorni. È un intrigante ed originale viaggio in un mondo in cui stile e poesia convivono.
Rimane anche stavolta la domanda su quale sia il vero volto musicale di Zibba, ma è proprio questo il suo bello, non lo si può etichettare!

Recensione a cura di Piero Vittoria

Punteggio: 9


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