Thomas, recensione di Mr. Thomas’s Travelogue Fantastic

Un caleidoscopio di “colori in musica”: questo è l’album dei Thomas Mr. Thomas’s Travelogue Fantastic”.

ThomasDifficile imprigionarli in uno stile: c’è di tutto nelle dieci canzoni, si va dal funky, al rock, fino a sconfinare nel pop e nella dance. Un disco confusionario? Assolutamente no: ci piace pensare che i

Difficile imprigionarli in uno stile: c’è di tutto nelle dieci canzoni, si va dal funky, al rock, fino a sconfinare nel pop e nella dance. Un disco confusionario? Assolutamente no: ci piace pensare che i Thomas abbiano volutamente spiazzare e siano una band con la sperimentazione nel sangue, in assoluta libertà artistica.
L’apertura è in pompa magna: il singolo “Freakin’ Monsters” ha un sound coinvolgente, che riporta alla psichedelia dei sixties, contaminata però da una modernità che non guasta.
43 Sunsets” è una vera scossa: un funky rock che spacca e imprigiona l’ascoltatore.
Rollercoaster” è uno dei momenti migliore: qui si respira appieno aria di  anni’80.
Si cambia ritmo con “Sunshine”, brano molto fresco in cui sembra di tornare a ballare in una vecchia discoteca dei seventies, siamo cioè in pieno “Studio 54 style”.
Clogged” ha una cupezza inquietante nelle sue rarefatte atmosfere elettroniche che riportano ai Cure del periodo d’oro.
Hey” è un incontro quasi dissacrante fra chitarre rockeggianti e l’elettropop più spinto.
Per chiudere in maniera clamorosa questo stupefacente disco ci voleva una canzone che spezzasse tutto ciò che l’aveva preceduta: ecco dunque  i due minuti e mezzo molto sixties, quasi “beatlesiani o pinkfloydiani” ,  di “Santhe”, ma con un tocco ancora una volta molto personalissimo.
Vietato farsi domande dopo l’ascolto delle dieci tracce: rimane la meraviglia di aver fatto un viaggio a volte plumbeo e notturno, altre più solare, a volte semplice da capire altre invece più ostico e difficile.
Non a caso ho parlato all’inizio di caleidoscopio: personalmente mi piacciono i gruppi che osano, quelli in grado di confezionare un prodotto così vario come questo.
Qualcuno potrebbe avere da ridire sul fatto che non c’è un filo conduttore preciso, ma è proprio questa la bellezza di “Mr. Thomas’s Travelogue Fantastic”, un lavoro affascinante e degno di prendere posto nelle case di chi ama la buona musica: un plauso dunque ai Thomas per aver saputo fare musica con incredibile libertà!

Recensione a cura di Piero Vittoria

Punteggio: 8

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