Silvia Conti: la bellezza di un ritorno

La prima traccia di questo bellissimo disco distrae all’ascolto in senso decisamente positivo per via di questa nenia di background sui titoli di grandissimi dischi.

SILVIA CONTI SILVIA CONTI

E ci si perde a rincorrerli tutti questi titoli cercando di capire quelli che conosciamo e quelli che non abbiamo mai sentito nominare (difficile dato che sono tutti dei pilastri indiscussi), davvero uno stimolo interessante. Il nuovo disco di Silvia Conti è un tornare in scena, è un pop nostrano definito e sicuro, dai suoni pieni di carattere e da una scrittura ricca di storia personale. Si intitola “A piedi nudi (Psichedeliche ipnotiche nudità)” questo lavoro di 10 inediti più una “traduzione analogica” di “Dancing Barefoot” di Patty Smith e una dodicesima traccia di chiusura in cui, a detta loro, si gioca a fare i Beatles con una versione assai scanzonata di “All Togheter Now”. Bellissimi incisi quasi ovunque, nella trascinante “Il canto della scimmia” (e qui mi viene spontaneo tornare a Desmond Morris o al più citato Gabbani), o il sapore di un sud polveroso e un antico mood cantautorale di rione popolare con “Mattina” che un poco rimanda alle cuciture melodiche partenopee. Se “Visioni” si veste un poco di nenie orientali che poi si apre in un rock grintoso e ricco di corpo, “Opus Sufferta” sembra volermi portare in un bosco di nenie fatate che poi si lascia sfogare in una lunga coda strumentale di “hammond” e drumming deciso in un finale che si poggia in bilico tra i toni minori dei REM e i glissati dei Beatles. C’è del vecchio blues di strada in “Vai” e colori a pastello di voci corali nel singolo di lancio “Tom Tom”. E potremmo continuare ancora ma direi che il pop d’autore di Silvia Conti è tutto da scoprire. Sono passati circa 30 anni da quel Festival di Sanremo. Ci sono meno figli dei fiori oggi ma sicuramente c’è una maturità artistica e letteraria solida che ha poco da invidiare al resto che conta. Un bellissimo disco anche dal punto di vista estetico in questo Booklet e packaging che rispecchia lo stile inconfondibile di tutti i lavori firmati RadiciMusic. Sound’s Good.


Alba Cosentino[ratemypost-result][ratemypost]

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