NiggaRadio: un disco per il futuro

La Dcave di Daniele Grasso e altri 4 baluardi intrepidi dell’analogico, ci avevano preso gusto a far musica con un disco che fu citato anche al Tenco come opera prima nel 2014 – parliamo di “‘Na Storia”. Dopo neanche 2 anni i NiggaRadio tornano con un nuovo lavoro che piace tanto e non solo a FullSong a quanto pare.

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Fatevi un giro in rete per capire di cosa parlo. Blues, etnici popoli neri, un noir di ruggine americana e quel sole battente delle provincia siciliana. Non siamo sulle sponde del Mississippi bensì ci troviamo nella Catania di oggi e lo riconosciamo quando il suono ci presenta fortissime sfumature digitali. Si intitola “FolkBluesTechno’n’Rolle altre musiche primitive per domani” il secondo lavoro dei NiggaRadio che cerca quindi di prendere la storia e le origini di ieri (anzi dell’altro ieri= e le suona oggi con un occhio ben proiettato al futuro. E la cosa ancora più importante è questa enorme novità di genere che non sappiamo come decifrare e come etichettare per orientare il lettore. Se proprio dovessimo parlare di “normalità” ecco che citeremmo l’ultima traccia “Dimmo unni si” che forse è l’unico brano blues (sempre in dialetto siciliano) che però prova a restar confinato nei margini del genere.
Ci prova…ma non illudetevi di aver di fronte qualcosa di facile. Per il resto brani come “‘U me drittu” che un po’ suona come un poliziesco anni ’80 e un po’ come un nuovo blues moderno e, ancora, con un ostinato vocale tipico dei salmi sociali di Celentano. E se “Messinregola” inizia proprio nella polvere della Cotton Belt finisce…finisce…ovunque finisce, a spasso in un indefinito meltin’ pot strumentale che personalmente mi arrendo alla sua novità e mi siedo ad ammirarne la fattura.
Bellissima “Rema” dove troviamo Cesare Basile e poi sottolineo il singolo di lancio “U alcuni i’ l’incantu” in cui il matrimonio tra suoni moderni e digitali, gli andamenti popolari siciliani e quel sapore roots americano si incontrano in una fusione più sfacciata e colorata di tutto il disco…forse…o forse è l’ennesimo sconto che produce bellezza nuova e che come ci sembra subito chiaro non basteranno pochi ascolti per digerire forse uno dei lavori più interessanti di questa ultima stagione. Davvero un bel lavoro.


Alba Cosentino

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