Neffa, recensione di Sognando contromano

Il talentuoso cantautore Neffa presenta questo nuovo album dal titolo Sognando contromano, intriso di undici tracce quasi tutte particolarmente intimiste.

Sognando contromanoChiariamolo subito: Neffa è un cantautore che si è sempre contraddistinto per un apprezzabile e personalissimo gusto per la melodia e per un modo di porgere la musica particolarmente delicato, solare e rassicurante per certi

Chiariamolo subito: Neffa è un cantautore che si è sempre contraddistinto per un apprezzabile e personalissimo gusto per la melodia e per un modo di porgere la musica particolarmente delicato, solare e rassicurante per certi versi, malinconico e nostalgico, per altri.
Play. Distante è un ottimo biglietto di visita come primo pezzo del disco, dai ritmi acustici lineari e poggiati sopra la voce morbida e delicata di Neffa
Aleggia una dolce e malinconica ombra nei brani Lontano dal tuo sole e Qualcosa di più, mentre le tracce Solo così e In un sogno, sono splendidi esempi di magia sonora realizzati attraverso la miscela del pop melodico, quello più puro e classico.
Percorrendo il sentiero tracciato dalle undici tracce di Neffa si arriva al sesto brano dal titolo Nessuno, una ballata poetica con un’impronta più marcatamente intima, quasi ovattata: “non è tempo di fuggire, ma è tempo di tornare a vivere”, questo cita Neffa nel suo testo, dove ad accompagnare il pezzo ci sono morbide sinfonie di chitarra che contrastano piacevolmente con l’energia della batteria e del basso.
La mia stella, Satellite, Bellissima sono canzoni dotate di una leggera delicatezza, quella che ti accarezza la pelle come una piacevole brezza estiva, dai toni ritmati, accattivanti, orecchiabili.
Giorni d’estate, decima traccia dell’album, è senza dubbio il pezzo più folk dell’intero lavoro discografico. L’inizio lascia spazio ad una chitarra acustica che ad ogni strofa accompagna l’evolversi della voce di Neffa quasi in una dimensione religiosa, come se stesse parlando allo specchio con se stesso.
The Hill, undicesima ed ultima traccia del disco, risulta all’interno dell’intero album come una svista, come un’anomalia, come una distrazione, forse creata per rompere gli argini di un disco che maturo lo è senz’altro, ma ad onor del vero forse un po’ troppo.

Punteggio: 7

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