My Escort: un disco davvero bello

Di sicuro è la melodia il vero pezzo forte di un disco forse passato troppo in sordina ma che in qualche misura oggi torna in pasto alla critica…per fortuna aggiungerei io.

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I My Escort pubblicano questo lungo lavoro di anni dal titolo “Canzoni in ritardo”, una semina di emozioni e di vita che ha quasi 16 anni, il che significa ispirazione…tanta ispirazione…ed il frutto di questo tempo sono 10 inediti di quel pop d’autore molto gustoso, affascinante e privo di trasgressive trovate di innovazione che alla fine ne servono e ne sono richieste.
Un disco che suona benissimo ma soprattutto che è arrangiato con molto mestiere e forse è qui il punto di forza del tutto. E aggiungerei anche che forse ha un suo importante significato quando nello scorrere l’ascolto scopro quanto l’ispirazione maggiore (e quindi la bellezza più sincera) arriva con i brani più vecchi della produzione. E in particolare con “Qualcosa che non c’è” credo di sentire un dialogo e un intreccio di fiati davvero magistrale che con discrezione appare in punta di piedi e poi conduce per mano e ci catapulta con un intervento delicato e trasparente agli incisi in cui diventano protagonisti per realizzare quasi uno scenario da big band americana e cori “gospel”.

Ma direi che l’apice di bellezza di questo lavoro arriva con “Foglie e nebbia”, un altro brano “antico”, con una melodia fortissima nelle strofe fatta di pacati equilibri che quasi però si spezzano nell’inciso che forse, non me ne vogliate, appena si rende banale, ma sono le strofe il momento cardine che io attendo di nuovo nel far tornare indietro il brano ancora una volta. E cerco di ricollegarmi a quel qualcosa di famoso che il ricordo cerca di pescare tra le righe di questi suoni, o forse semplicemente è quella sensazione di un brano che puzza già di famoso. Per il resto il disco non ha grandi scossoni, il singolo di apertura “Riflessi” ha un fascino balcanico e anche qui sono le strofe a comandare in termini di seduzione. Bella anche “Privè” dove troviamo un funky che appena ricorda il sound che si vestirebbe bene ad un Enrico Ruggeri dei mitici Decibel oppure quell’Italia alla Renato Zero antica di qualche generazione…di nuovo e forse definitivamente: bellissimi gli arrangiamenti di fiati.

Insomma i My Escort si ritrovano un bel disco che certamente si ficca nel calderone dei tanti ma che, a differenza di tanti, ha ciccia spessa e gustosa da mettere sul banco del mercato. Si ok, direte voi, e lo dico anche io: manca il pezzo che cambia la vita. Però intanto quanto sono belli gli arrangiamenti e le melodie di questo disco!


Alba Cosentino

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