Muse in concerto a Milano, recensione dal pianeta Terra allo Spazio

Cosmici, aggressivi, ispirati, travolgenti: è ancora troppo poco per designare quale siano state le qualità dei Muse in concerto a Milano ieri sera. Un pezzo di spazio è cascato a San Siro, portando musica di un’altra galassia ai fan italiani dei Muse.

Palco concerto Muse ©Foto Muse officialPossibile ascoltare dal vivo canzoni impeccabili, senza sbavature, possibilmente rese anche meglio della versione cd o mp3 che finisce nel proprio lettore? Possibile: è quello che è accaduto ieri sera presso uno Stadio San Siro

Possibile ascoltare dal vivo canzoni impeccabili, senza sbavature, possibilmente rese anche meglio della versione cd o mp3 che finisce nel proprio lettore? Possibile: è quello che è accaduto ieri sera presso uno Stadio San Siro invaso dalle sonorità dei Muse in concerto a Milano.
Già l’accoglienza del mastodontico e futuribile palco ha lasciato presagire uno show di quelli martellanti e travolgenti; quel tipo di concerto che, nei giorni a seguire, continua a scatenare nel cervello flash cognitivi non indifferenti. I fatti non hanno smentito il primo impatto: Bellamy e compagnia (con l’aggiunta di un “quarto Muse”, alle tastiere) hanno stregato il pubblico, anzi l’hanno stremato sotto colpi di chitarra ben assestati, pungenti, aggressivi, tanto quanto la sezione ritmica, presentissima e tonante. Una complicità, quella tra i Muse, molto evidente, che si riversa in un sound elettronico sempre più spaziale e sempre più raffinato, talmente tanto che Bellamy si è “vestito” per un attimo da crooner consumato, interpretando Feeling Good alla sua maniera. La sequenza di brani tratti da The Resistance ha letteralmente fatto mandato in visibilio i fan che, al momento dei saluti, hanno ricambiato l’ardore mostrato dai Muse nell’esecuzione di Knights Of Cydonia. L’impianto acustico ha tuonato e i fan si sono scatenati: ne è segno evidente il fatto che sotto i piedi le vibrazioni erano molto forti, praticamente telluriche.
Durante la serata, nessuna traccia dei primissimi brani dei Muse, quelli del primo album, che tuttavia sono stati ampliamente rimpiazzati da canzoni che – c’è da ammetterlo senza snoberie – hanno permesso ai Muse di fare il salto, diventando uno dei gruppi più seguiti del momento.
Memorabile l’esecuzione di Supermassive Black Hole, davvero potente, certamente più di Starlight, canzone che permette a tutto lo stadio di cantare beatamente. E nel frattempo, il monolite a forma di parallelepipedo che rappresenta il palco non smette mai di mutare: cambia forma, gioca con le luci, proietta suggestioni oltre che immagini 3D.
Se la musica l’ha fatta assolutamente da padrona ieri sera, malgrado i pur evidenti effetti scenici, non sono neppure mancati i messaggi politico-sociali, giacchè il concerto è stato introdotto da un finto gruppo di manifestanti che, sulle prime note di Uprising, ha invaso il palco e ha mostrato cartelli, striscioni e bandiere di rivolta contro i poteri economici forti che hanno avuto un ruolo nella crisi economica. Onestamente non si è capito immediatamente che l’incursione era parte dello show, avendo tutta l’aria di essere una occupazione bella e buona, seppur a fin di bene.
Altro momento a sorpresa per il pubblico presente a San Siro è stato l’ascolto della cover di Back in black degli AC/DC, cantata da Nic Cester, leader dei Jet: un’improvvisata niente male. Da segnalare una terza cover interpretata nel corso del concerto dei Muse: è stata The house of rising sun degli Animals; il pubblico accoglie questi pezzi “extra Muse” con una certa curiosità nell’ascoltare le inedite sfumature che la band potrebbe donare a questi brani.
E per chi è fan degli U2, non può non aver destato un sorriso la visione di Bellamy ricoperto da LED: una scena simile San Siro l’ha già ammirata lo scorso anno, durante le date milanesi del 360° Tour.
Emozionante al punto giusto la parte melodica del concerto dei Muse, con un’acrobata uscita da una specie di astonave-ufo flottante ad impreziosire scenicamente le già belle Exogenesis Pt.1 e Unintended. Meno folleggiare del pubblico si è visto durante l’esecuzione Neutron Star Collision, brano cardine della colonna sonora di Eclipse della saga Twilight, ma è pur vero che il singolo è molto recente e forse non ancora del tutto assimilato dai fan.
Ancora una volta un grande concerto per i Muse, visibilmente divertiti, eccitati e scatenati, probabilmente anche grazie al sempre caloroso benvenuto che il pubblico italiano sa dare a questa band. Prima di concludere, ancora due note memorabili: Bellamy scatenato che lancia chitarre e infine la sensazione che la musica sia volata davvero alta, così che le sonorità spaziali dei Muse abbiamo raggiunto la loro patria d’elezione: lo spazio stellare.

Punteggio: 9

https://youtube.com/watch?v=vZqRa2P2x2Y%26hl%3Dit_IT%26fs%3D1%26

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