Morgan, recensione di Morganicomio. Al suo meglio

Come si fa a parlare di amore e di musica? Ascoltando il cuore crediamo, forse perchè solo esso conosce tutte le cose. E proprio nei luoghi segreti del cuore di Morgan e del suo nuovo album Morganicomio, lui trova sè stesso e trasmette agli altri le sue passioni, la sua irriverenza, le sue debolezze di essere umano, la sua musica.

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Le note appena arpeggiate del brano La sera (canzone che l’artista avrebbe dovuto portare a Sanremo di quest’anno) aprono il disco: “S’apre la sera vedi, s’avvera morbida svela e distende
la sua coperta nera”
, il testo è una dolcissima poesia intrisa da una musica orchestrale davvero eccellente.
L’indiscussa bravura di un artista come Morgan si evince in maniera netta e precisa in capolavori come Altrove, Amore assurdo, Tra 5 min. (Versione altra), Un giudice, Crash, tanto per citarne qualcuna, canzoni dai toni più soft ma sempre ricchi della teatralità che da sempre distingue Marco Castoldi in arte Morgan.
Le canzoni sono come sempre strutturate su una linea che riprende un po’ la musica elettronica anni ’70-80. 
Attraverso i più disparati esperimenti sonori Morgan ci fa rivivere canzoni come Animali familiari, The Baby, Dormono sulla collina, Canzoni per Natale, tutte tracce intime ed introspettive cantate da un grande talento e ottimo comunicatore.
Tutte le diciannove tracce di Morganicomio girano attorno a dei perfetti colori musicali, come dei veri e propri labirinti in cui muoversi, cercando un’uscita che non è mai dove ti aspetti che sia.
Il filo conduttore che ispira le varie canzoni è il tempo: il tempo passato, quello presente e quello che verrà, nostalgici ricordi dai quali trarre sapienza e saggezza, fugaci sguardi alla vita, con un omaggio incantevole ad uno dei cantautori più illustri dei tempi passati, il grande Umberto Bindi. Morgan con questo brano ci fa rivivere il magistrale pezzo Il nostro concerto, canzone sorretta da archi, violini, viola e un perfetto pianoforte.
Ottima anche l’interpretazione del pezzo Io che non vivo, scritta da Pino Donaggio nel lontano 1965.
Qualcuno Tornera’ e Stay Here With Me chiudono questa lunga raccolta, dove la voce del cantante ama perdersi nelle disgregate armonie d’altri tempi, eccentrica e protagonista come sempre.
Che aggiungere? Difficile in questa raccolta di Morgan obiettare qualcosa sul piano della tecnica, tantomeno su quello stilistico, perchè lui è un grande artista che ha fatto di sé stesso un’arte, nel bene e nel male…

Etichetta: Ricordi

Punteggio: 9


Alba Cosentino

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