Max Pezzali, recensione di Max 20

Il peter pan italiano Max Pezzali esce con un Best of dal titolo Max 20.

Max Pezzalihttps://www.fullsong.it/uploads/model_8/dall-italia/max_pezzali.jpg

Il nuovo album dell’artista contiene 5 inediti e 14 duetti cantati con colleghi di grande calibro come: Jovanotti, Giuliano Sangiorgi, Antonello Venditti, l’amicone Fiorello, Raf, Francesco Renga, Davide Van De Sfroos, Edoardo Bennato, Gianluca Grignani, Nek, Claudio Baglioni, Cesare Cremonini e Elio.
Il singolo che ha fatto da apripista all’intero lavoro è stato il brano “L’universo tranne noi“, una canzone altamente romantica, ma non sdolcinata.
Questo best of è simpatico perchè dentro di sè porta di tutto, allegria, ritmo, melodia, ma anche la dolcezza e i baci, come nei pezzi: “Come mai” interpretata da Claudio Baglioni, “Sei fantastica” cantata con Raf, o “Nessun rimpianto” eseguita in duetto con Nek. 
Gli strumenti in tutti i pezzi sono incastrati egregiamente,quasi per nulla riarrangiati, ma originali come all’epoca delle canzoni. 
Con il brano “I cowboy non  mollano“, altro pezzo inedito ci sembra di rivivere dentro un fumetto dell’antico Far West.
Esagerata invece l’interpretazione di Giuliano Sangiorgi nel brano “Ti sento vivere”, troppi gorgheggi per una canzone semplice.
“Welcome Mr. President” e “Il presidente di tutto il mondo“, anch’essi pezzi inediti danno la sensazione del primo e secondo atto di un film che ha per trama il cambiare il mondo con un capo che elimini tutti i problemi che incombono sulla nostra società, questi brani sono stati scritti con Mauro Repetto, il suo compagno di avventura nei primi due dischi degli 883.
Il miglior duetto resta assolutamente la traccia “Tieni il tempo” con un Lorenzo Cherubini che regala un tocco di spiccato rap alla melodia rendendola più fresca e frizzante.
La caratteristica di Pezzali è stata sempre la genuina forma con cui riesce a coniugare musica e parole,  un artista che riesce sempre a stare in bilico tra la classica canzoncina allegra e la sigla di un cartone animato per fare un esempio. 
Peccato che per scelta dei duetti la maggior parte degli artisti si limita a cantare qualche strofa, un pezzo di ritornello, e la messa è finita andate in pace…
Alla fine Max 20 è un album che non lascia tristezza, e come da copione d’altronde, 20 anni di carriera dovevano essere celebrati anche per un artista che piaccia o no, ha il pregio di essere rimasto se stesso nonostante la sua popolarità.

Punteggio: 7

Se vuoi rimanere aggiornato su Max Pezzali, recensione di Max 20 iscriviti alla nostra newsletter settimanale