Mark Knopfler, recensione di Privateering

E’ uscito con un immediato successo di critica, Privateering, il nuovo doppio album di Mark Knopfler, noto leader e chitarrista dei Dire Straits il cui connubio è oramai finito da quasi un ventennio.

Privateering Mark KnopflerPrivateering, in italiano “corsaro”, è un doppio album proporzionalmente ripartito in venti brani inediti (dieci per album). Privateering non è solo il nuovo album di Mark Knopfler (doppio CD il che non è proprio un

Privateering, in italiano “corsaro”, è un doppio album proporzionalmente ripartito in venti brani inediti (dieci per album). Privateering non è solo il nuovo album di Mark Knopfler (doppio CD il che non è proprio un deja-vù per l’artista), ma è una raccolta di brani inediti dove si coglie la svolta definitiva dell’artista di Glasgow che ha abbracciato sempre più le sonorità del folk, abbandonando, almeno per gran parte dei pezzi, le sonorità rock che hanno caratterizzato la favolosa raccolta dei Dire Straits.

Privateering, dunque, è una fusione ottimamente riuscita di folk e blues condita da arrangiamenti degni del nome di Knopfler. L’album rispecchia alla lettera le sonorità che si colgono anche dal vivo quando Mark Knopfler sfoggia quasi sempre esibizioni di altissima scuola grazie anche ad un gruppo affiatato di ottimi musicisti. In attesa di incontrare il maturo Knopfler in giro per il mondo con il suo nuovo tour (in Italia sono previste sette date nel 2013) è saggio e improcrastinabile un tuffo nell’ascolto dei brani.

Si parte con “Redbud Tree”, una ballata che ricorda, seppure solo nella nota di apertura, “Before Gas and TV” del precedente album “Get Lucky”. Il brano presenta anche l’immancabile assolo di chitarra il cui tocco di Mark risulta unico anche all’ascolto del profano. Subito dopo il refrain il brano si colora di nostalgia e assume le sembianze del tempo che fu.

Haul Away”, è un brano lento che ti abbraccia e ti coccola fino all’ultima nota (bellissimo l’assolo del flauto). Una ballata struggente che regala brividi ed emozioni e che ricorda i paesaggi scozzesi. “Don’t Forget Your Hat” allontana i folletti e riporta in auge le sonorità blues che Mark tanto adora. La quarta traccia, del primo album, è il titolo dell’album “Privateering”. Il brano si apre con un giro folk eseguito dalla chitarra acustica di Mark Knopfler ed è molto cantato anche se non mancano parti solo musicali come quella subito dopo il refrain e nella parte finale. “Go, Love” è la settima traccia del primo album. In questo brano Mark Knopfler ci delizia con la sua chitarra elettrica suonata senza distorsori e inutili fronzoli. Un tuffo indietro allo stile Dire Straits si coglie solo nell’assolo di chitarra ma non nel brano che rimane una ballata new style abbellita dalla voce unica e calda di Mark.

Proseguendo nell’ascolto, tra una ballata e un’altra, tutte rispettose di “colori” e “sfumature” che solo la dinamica musicale dei brani di Mark possono avere, si giunge al secondo album dove nulla è mutato. Mark Knopfler presenta ancora una serie di ballate il cui stile è oramai un marchio di fabbrica dell’artista britannico. Brani blues, ballate folk e sonorità scozzesi. Un mix musicale che solo un’artista come Mark Knopfler, maestro di un’arte così nobile, sa ben dosare. Da “Kingdom of Gold” si arriva a “I Used To Could” un brano rock e blues che fa fare un tuffo nel passato nei primi album dei Dire Straits. “Dream of The Drowned Submariner” è un pezzo incantevole, dolce e seducente, che scatena forti emozioni da “pelle d’oca”. “After the Beanstalk”, infine, chiude il secondo album. Si tratta di un brano folk introdotto da un’armonica a bocca che ricorda tanto l’America dell’amico e maestro Bob Dylan con il quale Mark si è esibito nell’ultima tournée europea che prosegue in terra americana.

Il booklet di Privateering, soprattutto la copertina, ricorda “Into the Wild”, album datato di Eddie Vedder (leader dei Pearl Jam) colonna sonora del film omonimo. Sarà un caso ma proprio prima dell’uscita del nuovo album di Mark ho recuperato l’ascolto del capolavoro di Vedder.

Il furgone abbandonato in bella evidenza sulla copertina di Privateering, tra pneumatici consumati e un cane randagio alla ricerca di cibo, lanciano segnali ben chiari: la società consumistica crea danni e apre scenari senza ritorno. Ed è da questo contesto musicale, figlio di logiche commerciali senza regole e senza etica, che la musica di Mark Knopfler fugge, alla ricerca di una libertà che si concede solo alle emozioni e all’unicità. Lunga vita, Mark. Thank you so much!

Punteggio: 10

https://www.youtube.com/watch?v=6OD69M5efmQ

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