Lucio Dalla, recensione di Angoli nel cielo

Un uomo scrive canzoni, vive, ama, emoziona. Questo è quello che salta subito fuori dal nuovo album di Lucio Dalla dal titolo Angoli nel cielo. Lucio Dalla è tornato e, ancora una volta, ha lanciato la sua sfida molto personale al mondo della canzone italiana.

Angoli nel cielo di Lucio DallaAngoli nel cielo apre questa magica parata di ottima musica e perfetti testi, delicata, armoniosa, gentile, umana; questo è quello che trasmette al cuore dell’ascoltatore Angoli nel cielo che dona anche il nome all’intero album del

Angoli nel cielo apre questa magica parata di ottima musica e perfetti testi, delicata, armoniosa, gentile, umana; questo è quello che trasmette al cuore dell’ascoltatore Angoli nel cielo che dona anche il nome all’intero album del cantautore poeta.
Questo amore, Puoi sentirmi?, La lucciola, con questi brani il cantante ci immerge nel suo mondo, consapevole che tutte le storie possibili sono già state narrate ma che alcune meritano di essere ribadite con tutta la grinta e la personalità che solo un artista come Dalla può interpretare.
Pianoforte, chitarra, basso, batteria, fiati, archi, difficile trovare dei punti deboli: in questi brani non ne esiste traccia.
Broadway, Vorrei sapere chi è, Cosa mi dai, sono brani che si manifestano in tutta la loro solennità, in tutta la loro grandiosità con l’entrata trionfale di tutti gli strumenti che si accavallano in maniera perfetta con la voce di Lucio Dalla completando l’opera in un sovrapporsi armonioso, equilibrato, perfettamente calibrato.
Gli anni non aspettano è l’ottava traccia dell’album, dove man mano che il pezzo scorre nel lettore le parole del brano si inseguono, emozionano; chitarre sempre in primo piano, basso e batteria che in punta di dita cercano di regalare all’ascoltatore una musica leggera ma allo stesso tempo originale, nella canzone si alternano parti calme e lente, quasi di attesa, dove spesso troviamo un Lucio Dalla che canta quasi sottovoce, canta l’amore, la speranza: “Come gli anni che nn aspettano. Tornerò con la mente ai sogni perduti ai luoghi e a tutti quei nomi che io chiamavo da bambino. Ritroverò nel silenzio il canto del cielo”.
Fiuto, nono brano del disco, è cantato in coppia con l’attore Toni Servillo, una canzone che funge da “inno” a Napoli ma in primis a chi la governa, un pezzo ricco di metafore: “La monnezza t’ha sepolto,l’insalata c’era anche lì nel porto Maramao, perchè ti han storto? Fiuto ogni angolo un rifiuto,Questo odore lascia muto”, che dire? allegra, simpatica ma molto sottile e pungente.
Con il brano Controvento stiamo per volgere alla fine del disco. Controvento è un’altra gemma di alta qualità, delicata, dal sapore pieno.
In sostanza Angoli nel cielo è un viaggio che è anche una riflessione sulla vita: grande Lucio Dalla, come sempre.

Punteggio: 9


Alba Cosentino[ratemypost-result][ratemypost]

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