Laura Pausini, recensione di Simili

Come in cucina, se non usi la bilancia per pesare gli ingredienti, la buona  torta che stai per creare non cresce. O si sgonfia appena apri il forno… Per Laura Pausini e il suo nuovo album “Simili” non è così. La torta è riuscita bene, saporita, grintosa, raffinata, decorata al punto giusto.

Laura PausiniEcco: “Simili” di Laura Pausini è proprio questo, corre e pochissimo inciampa, ma vive dentro chi l’ascolta.Chi c’è in questo disco ad accompagnare questa grande artista? Ci sono quindici canzoni che raccontano una Laura Pausini attenta

Ecco: “Simili” di Laura Pausini è proprio questo, corre e pochissimo inciampa, ma vive dentro chi l’ascolta.
Chi c’è in questo disco ad accompagnare questa grande artista? 
Ci sono quindici canzoni che raccontano una Laura Pausini attenta a ciò che la circonda come “Lato destro del cuore”, una ballad delicata ed emozionante scritta da Biagio Antonacci che, come sempre, ha confezionato un brano che la cantante si è voluta cucire addosso a tutti i costi, riuscendoci in pieno e senza la minima pecca. 
Ci sono tante altre preziose collaborazioni, a parte il suo mentore Niccolò Agliardi, che scrive come al solito con inchiostro indelebile magnifici brani come “Simili”, “Chiedilo al cielo” e “Il nostro amore quotidiano”.
Anche Giuliano Sangiorgi ha scritto per Laura “Sono solo nuvole”, un pezzo di una eleganza notevole.
Tra l’altro “Simili” brano che ha dato il nome all’intero lavoro farà da sigla nella nuova edizione della fiction Braccialetti Rossi.
Un plauso particolare va al brano scritto da Laura Abela in arte L’Aura e alla musica di Simone Bertolotti dal titolo “Lo sapevi prima tu” traccia bella, intensa, piena di note che volteggiano nell’aria come piume, dedicata al padre Fabrizio Pausini che ha sempre creduto in lei.
Degno di nota anche il pezzo “200 note” scritto da Tony Maiello, un gioiellino che piace ascoltare e riascoltare senza stancarsi mai, dove il protagonista è un magistrale quartetto d’archi.
Ci sono molti profumi in questo lavoro, il pop, la dance, il profumo del rap, l’odore del reggae, una ventata di latino ma scorrendo il cd le tracce che non convincono sono “Tornerò” (con calma si vedrà) di Biagio Antonacci e “Innamorata” di Jovanotti; che viaggiano lungo melodie diverse ovvio, ma non originali e frizzanti al punto giusto, ci sta tutta la sperimentazione musicale ma non stupiscono. 
Nell’album ci sono anche canzoni che scavano nel profondo della cantante:“E’a lei che devo l’amore” scritta sempre da Biagio Antonacci con un tenero sottofondo solo di chitarra suonata dal compagno di Laura Pausini Paolo Carta, la sua voce e l’intervento di sua figlia Paola
“Per la musica” altro pezzo dove la stessa è coautrice lascia un pò disarmati per essere un pò tiepidina.
“Io c’ero” (+ amore x favore) “Ho creduto a me” e “Nella porta accanto” sono brani che vivono attraverso le emozioni che nascondiamo in ognuno di noi.
“Colpevole” suona piano lasciando molto spazio alla voce della cantante senza sopraffarla mai.
Bisogna dire ad onor del vero che può piacere o non piacere l’artista in sè , ma la tecnica della Pausini mentre ci avviamo al termine dell’ascolto è sempre impeccabile, diciamo pure lo strumento per eccellenza di questo disco.

Bentornata Laura Pausini.

Punteggio: 9


Alba Cosentino

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