Fiorella Mannoia, recensione di Ho imparato a sognare

Ho imparato a sognare, il nuovo disco di Fiorella Mannoia, è un lavoro raffinato e maturo all’insegna della semplicità.

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Fiorella Mannoia è un’artista che non smentisce mai la sua innata bravura nè quando canta pezzi inediti, nè come in questo caso deliziando i nostri timpani con delle cover davvero meravigliose di artisti come Lucio Battisti, Ivano Fossati, Cesare Cremonini e Renato Zero, per citarne alcuni.
Play.
Le tue parole fanno male apre l’album, dove una intensa miscela di suoni melodici che accompagnano la delicata voce della Mannoia fa rivivere pienamente il pezzo del cantante Cesare Cremonini.
Ho imparato a sognare,
che regala il titolo al cd, e Cercami sono cantate davvero in maniera magistrale: ogni pennellata di musica e voce non è mai casuale ma serve a comporre quei paesaggi che trasudano di note melodiche, soavi e armoniose. Tutto il disco è dominato dal tema dell’amore: i pezzi La paura non esiste, Estate e la romantica canzone di Lucio Battisti E penso a te sono dalla Mannoia sussurrate ma allo stesso tempo enfatiche e ricche di quella magica atmosfera che fa sognare. Anche i brani Mimosa e E’ la pioggia che va contengono molti preziosismi che solo un’interprete del calibro della Mannoia può regalare a dei brani sentiti e risentiti spesso.
C’è Tempo – nona traccia del cd – è basata totalmente sul pianoforte che in questo brano non si risparmia l’egregio piacere di accompagnare un’artista meravigliosa.
Una giornata uggiosa scivola delicata in uno stile latineggiante tra rumba e samba.
Caffè nero bollente è l’undicesima traccia dell’album: “ma io come Giuda so vendermi nuda la strada conosco attirarti nel bosco attirarti nel bosco attirarti“, un brano del lontano 1981 che, presentato in quell’anno al Festival di Sanremo, regalò alla cantante una popolarità immensa.
Chiude il cd Ho imparato a sognare la canzone L’amore si odia, il pezzo che ha fatto da apripista all’intero disco di cover e che ancora oggi è il brano più ascoltato in radio; con quella bellissima chitarra prima incantata, poi impetuosa e alla fine dolce, sospesa tra la voce di Fiorella Mannoia e quella di Noemi, L’amore si odia canta: “ed ogni petalo sai si finge di essere una rosa, per ogni goccia vorrei diluvio sopra ogni cosa, ma tu non meriti più un battito di questa vita, che tutto quello che conta, se conta sei come colla sulle dita”.
Canticchiando ancora questo pezzo, pigiamo il tasto stop sul lettore.
Ancora una volta Fiorella Mannoia con Ho imparato a sognare ci dimostra che la sua grandezza artistica è sempre immensa e che la sua voce limpida, suadente e cristallina scava sempre nel profondo dell’anima di chi ascolta i suoi dischi.

Punteggio: 10


Alba Cosentino

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