Elisa, recensione di Heart

Heart, l’ultimo album di Elisa, è semplicemente prezioso: la cantante, che ha lasciato in attesa di ben cinque anni i tanti fan che aspettavano trepidanti un nuovo disco, ci regala quattordici tracce una più bella dell’altra.

Album Heart di ElisaAlbum Heart di Elisa

Play.
La scintilla creativa è lampante a cominciare già dal primo pezzo dove il sound di Vortexes è musicalmente intenso, una ballata rock che esalta in maniera originale la voce di Elisa.
And All I Need, secondo pezzo del cd, si articola invece su traiettorie ricche di un pianoforte che accompagna fino alla fine del pezzo la bellissima voce di Elisa quasi in punta di piedi.
Anche se non trovi le parole, il terzo brano, è un insolito pezzo lento che cresce in progressione e in arrangiamento di strofa in strofa, creando un’atmosfera quasi sognante, irreale e sospesa anche grazie all’ottima – come sempre – vocalità di Elisa.
Con un ritornello molto gradevole ed orecchiabile si passa al pezzo This Knot, sostenuto da un timbro di voce della cantante più affascinante che mai; con il brano Mad World la cantante rende omaggio alla band dei Tears for Fears con questo loro brano del lontano 1982.
Il cd scorre incessantemente nel lettore e ci porta ad assaporare la sesta traccia dal titolo Ti vorrei sollevare, canzone lanciata come singolo in attesa del disco e cantata con un ospite eccezionale come Giuliano Sangiorgi, leader dei Negramaro; il brano è intenso, vestito di un rock melodico che non soffoca nè le note, nè le parole; la musica è tutta espressa in quel riff di chitarra tanto semplice quanto efficace, tanto delicato quanto graffiante, in un solo aggettivo: bello.
Your Manifesto, The Big Dipper, Someone to Love e Poems by God sono canzoni che hanno un denominatore in comune cioè gli improvvisi cambi di ritmo, l’eleganza delle note poggiate su una batteria discreta e il talento sempre più imponente di Elisa nel cantare.
Coincidences, Lisert e Forgiveness – quest’ultima cantata in duetto con l’artista Antony Hegarty – scorrono intense tendendo a virare verso un sapore stilistico pop rock che però mescola toni dolci che esplodono egregiamente sul finale.
Le scintille magnetiche dell’album Heart terminano con l’ultimo pezzo dal titolo Dot In The Universe, canzone che arriva all’ascoltatore con una linearità musicale sorprendente e con la pregevole voce di Elisa sempre più splendida nella linea vocale e gradevolmente morbida negli acuti.
Stop.
In conclusione l’Heart, in italiano il cuore, Elisa in questo ultimo lavoro lo ha donato tutto, Heart è uno di quei dischi di cui si può solo parlare bene. 

Punteggio: 9


Alba Cosentino

Se vuoi rimanere aggiornato su Elisa, recensione di Heart iscriviti alla nostra newsletter settimanale