Adriano Tarullo, recensione di Anche io voglio la mia auto blues

Anche io voglio la mia auto blues” è il nuovo disco di inediti in studio del cantautore abruzzese Adriano Tarullo.

Adriano TarulloAdriano Tarullo

La ricetta è sempre quella, niente di nuovo e niente di rivoluzionario. Niente che non sia stato già fatto, da anni ormai, da maestri, da esordienti di tutti gli anni passati. Da almeno 60 anni.
Adriano Tarullo è un cantautore italiano. Come nel brano “Autore Canta”, dove ammette lui stesso che tutto quello che si poteva fare e si poteva scrivere lo hanno già fatto i grandi maestri. E cita con simpatia e gusto letterario i “mostri sacri” come Guccini, De André, De Greogori, Battisti. Gira e si “contorce” Tarullo, lo fa in questo brano nei tratti indispensabili della loro scrittura e dei loro brani più celebri partendo da questi per schizzare lontano lungo una tangente e sviluppando così temi e concetti tutti personali.
Tutto già fatto e tutto già sentito? Direi di proprio no. Quel che rende questo disco un oggetto da conservare con cura nei propri ascolti è la semplicità recitata con gusto e contenuto, sono i testi maturi e ricchi di attualità, è la storia ripercorsa (ottime le atmosfere in cui Tarullo ci regala la tradizione del suo Abruzzo attraverso canti in dialetto), sono gli incastri melodici e armonici tra lettere e le parole, sono gli arrangiamenti accomodati in un mix morbido che sa stare al suo posto valorizzando lo spazio sonoro di tutti i protagonisti. E di protagonisti ce ne sono moltissimi. Un disco ricco di partecipazioni, tra artisti locali e studiosi di storia della tradizione musicale… ma soprattutto amici, il fulcro che dona a tutto il lavoro una genuina sensazione di sincero.
Ecco allora la ricetta segreta di Adriano Tarullo: un cuore di semplice gusto gestito con cura e mestiere che rende canzone il viaggio costruito negli anni di musica ascoltata e vissuta, italiana e americana, tra le penne di amici e maestri, la vera e semplice voglia di essere se stessi.
Quella di Tarullo è la buona canzone d’autore che nasce oggi, che si tinge di quel blues oltreoceano, che si affanna alla ricerca delle radici e che non ha la presunzione di rinnovarle ma solo il rispetto di celebrarle. E grazie a loro, divenire artista oggi.
Tra tutte, senza fare impropriamente figli e figliocci, ascolto ancora la traccia n°3 – “Bianco”. In rete trovo un video semplice fatto in casa…basta poco per incorniciare qualcosa di davvero “prezioso”

di Alessio Primio

Punteggio: 6

Anna Bruno

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