VonDatty: il barone chiude la trilogia

Se l’impatto del preludio con “Pima ninnananna sulla terra” che sfiora di poco i 2 minuti sembra dirci che arriverà un disco dissonante di trasgressioni rubate alle intime distorsioni dei suoni, l’impatto che segue con la prima vera canzone del disco è quasi un Vasco Brondi con più gusto sulla melodia e sugli arrangiamenti.

VonDattyVonDatty

E man mano che da questa “Grigioperla” scendo nella tracklist restiamo disorientati e sorpresi (in senso decisamente bello) da quante sfumature di grigio e di se riesce a rendere chiare e protagoniste questo VonDatty. “Profumo” sembra quasi una scrittura alla Zibba con questa voce molto sicura e sensuale in primo piano, sotto un lume di candela ma dal carattere forte.
“Dalla carne”
è il romanticismo di una riflessione sottovoce…e che belle le trovate di arrangiamento digitale, effetti che sorprendono…e proprio su questo brano che alla chiusa della prima frase il barone VonDatty “violenta” la naturalezza della sua voce con una soluzione che sembra ardita ma è decisamente vincente. Non ve la svelo. Andatela a scoprire e vediamo che effetto vi fa.
“Ninnenanne”
è un disco che non sa stare al suo posto con ciò che sembra atteso e aspettato.
Un lavoro di precisione sulle emozioni e sulla scrittura. Un disco buio, personale, di sonno appunto…tanto per chiudere questa sua trilogia che ha chiamato “Trilogia della notte”. Ma non pensiate che si tratti di musica notturna quindi noiosa, quindi buia.
VonDatty nel buio delle sue melodie ci mette tantissima luce, fantasia e inventiva…che poi ci sono pezzi ciclicamente freschi come “Ad ogni piccola morte” con questo testo che torna al punto di partenza di strofa in strofa per un mood quasi pop. Insomma. Non fatevi previsioni. “Ninnananne” è un disco davvero davvero bello.


Alba Cosentino

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