Venezia 74: non solo cinema, ma anche musica

Nel corso della 74a Mostra del Cinema di Venezia ci sarà spazio anche per la musica, con omaggi a delle icone intramontabili

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Ormai ci siamo: mancano pochi giorni all’inizio della 74a edizione della Mostra del Cinema di Venezia, che dal 30 agosto al 9 settembre trasformerà il Lido in una piccola Hollywood. Molti i film in programma nelle varie sezioni (in concorso e non solo) e non si può fare a meno di notare che quest’anno ci sarà spazio anche per la musica, con omaggi a delle icone intramontabili.
Basti pensare a “Nico, 1988” di Susanna Nicchiarelli, che aprirà la sezione di Orizzonti. Il film (in concorso) racconta gli ultimi anni di Christa Päffgen, in arte Nico, ricordata non solo per la sua bellezza ma anche per il suo carismatico talento. Musa di Warhol, ha cantato con i Velvet Underground per poi iniziare una carriera solista tra le più originali degli anni ’70-’80 tanto da influenzare tutta la produzione musicale degli anni successivi.
A vestire i panni di colei che venne definita “sacerdotessa delle tenebre” è l’attrice-cantante danese Trine Dyrholm.
Venezia 74 ricorderà anche Michael Jackson con un evento speciale in cui il regista John Landis presenterà la versione 3D di un videoclip cult di Michael Jackson, ovvero “Thriller”. Quest’ultimo, che è un vero e proprio short film, è stato restaurato e quindi ha una qualità migliorata rispetto a quella vista per la prima volta nel 1983. Verrà inoltre proiettato il documentario “The Making Of Thriller” di Jerry Kramer.
La Mostra continua poi il suo flirt con il genere musical, iniziato lo scorso anno con “La La Land” e presenta nel Concorso Internazionale “Ammore e Malavita” dei Manetti Bros. Quest’ultimo è una dichiarazione d’amore che i registi dedicano a Napoli, che vede nel cast Giampaolo Morelli, Serena Rossi, Claudia Gerini, Carlo Buccirosso e il cantante Raiz.
Fuori concorso troviamo invece Ryuichi Sakamoto: Coda, documentario firmato da Stephen Schible in cui si indaga nel mondo artistico del noto compositore giapponese.
Sempre fuori concorso c’è il film drammatico “La mélodie” di Rachid Hami, in cui l’attore Kad Merad veste i panni di un violinista che, grazie all’entusiasmo di un suo studente, riscopre la gioia di vivere.
C’è poi il documentario My Generation di David Batty, in cui Michael Caine racconta la rivoluzione degli Swinging Sixties mentre scorrono immagini dell’epoca in cui compaiono tra gli altri Paul McCartney, Keith Richards, Marianne Faithfull e Twiggy. Un tuffo in un passato in cui tutti avremmo voluto vivere.


Laura Frigerio

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