THE JOSHUA TREE TOUR: per gli U2 due sere sold out allo Stadio Olimpico. La recensione

Qualcuno ha parlato di concerto – autocelebrazione: nulla di tutto questo!
“The Joshua Tree Tour” degli U2, che ha fatto tappa a Roma per due sere (15 e 16 luglio), è un vortice di emozioni forti con gli spettatori catapultati in due ore di grande musica.

U2 ROMAU2 ROMA

Bono, The Edge, Larry Mullen Jr. e Adam Clayton sono apparsi in forma come non mai.
Noi di Fullsong abbiamo seguito la seconda data romana.
Apertura per Noel Gallagher con i suoi High Flying Birds: un set di poco meno di un’ora di grandissimo effetto per lui fra brani degli Oasis (Champagne Supernova, Little by Little e le classicissime Wonderwall e Don’t look back in anger) e altri tratti dai due album pubblicati post Oasis.
Gli U2 salgono sul palco verso le 21.30 ed è subito apoteosi.
Una scaletta assolutamente perfetta divisa in tre fasi.
Nella prima i quattro calano un autentico poker d’assi del periodo primi anni ’80. Il concerto si apre con Sunday Bloody Sunday fra il tripudio generale per poi proseguire con una magistrale esecuzione di New Year’s Day e la splendida A Sort of Homecoming. Chiude questo inizio al fulmicotone Pride (In the Name of Love), uno dei brani manifesto dell’intera produzione della band irlandese.
È però la parte centrale del concerto quella sicuramente più attesa: viene infatti eseguito integralmente il capolavoro assoluto The Joshua Tree e qui si torna veramente indietro all’epoca sicuramente più importante e fulgida dei quattro.
Tutte le canzoni del disco dal vivo suonano ancora fortemente attuali: The Joshua Tree è un disco senza tempo, ma anzi,dopo trenta lunghi anni, è ancora più affascinante.
L’apertura di questa seconda parte del concerto, con lo schermo che si colora di rosso e la sagoma del “Joshua Tree” che appare maestosa sullo sfondo, è per la celeberrima Where the streets have no name.
Sono tutte le canzoni a reggere bene l’impatto live: Bono domina la scena e, ben coadiuvato dai suoi compagni, dialoga con il pubblico, parla con entusiasmo della bellezza di Roma e del rapporto speciale che ha con l’Italia.
Bellissima la performance del frontman su With or Without You, ma ad emergere sono una versione da brividi di Running to stand still, la solita grande energia di Bullet the blue sky, In God’s Country, Exit e la meravigliosa One Tree Hill.
Il secondo set si chiude con la toccante Mothers of the disappeared mentre sullo schermo scorrono le immagini delle madri delle dittature sudamericane e le loro candele.
L’ultima parte dello spettacolo guarda alla produzione più recente degli U2, dagli anni’90 ad oggi.
L’apertura regala ancora emozioni forti: Miss Sarajevo con la voce registrata del grande Luciano Pavarotti e immagini che rievocano la devastazione e i campi profughi in Siria.
Si comincia poi a ballare e folleggiare al ritmo di Beautiful Day, Elevation e Vertigo.
In Mysterious Ways Bono gigioneggia con una spettatrice fatta salire sul palco alla quale dà in mano una telecamera per riprenderlo mentre balla, poi il cantante la bacia e la saluta a fine brano riconducendola fra il pubblico.
La vera sorpresa di quest’ultima parte è però l’esecuzione di Ultraviolet (Light My way) da Achtung Baby dedicata a tutte le grandi donne che si sono battute per i diritti civili.
La chiusura è ad effetto: One crea un’atmosfera unica e viene cantata all’unisono dal pubblico.
Il concerto finisce: chi diceva che gli U2 fossero finiti dovrà assolutamente ricredersi perché, almeno dal vivo, Bono e soci sono ancora i maestri assoluti del panorama rock mondiale.

Scaletta “The Joshua Tree Tour”, Stadio Olimpico di Roma 16 luglio
Sunday Bloody Sunday
New Year’s Day
A Sort of Homecoming
Pride (In the Name of Love)

Where the Streets Have No Name
I Still Haven’t Found What I’m Looking For
With or Without You
Bullet the Blue Sky
Running to Stand Still
Red Hill Mining Town
In God’s Country
Trip Through Your Wires
One Tree Hill
Exit
Mothers of the Disappeared
Miss Sarajevo
Beautiful Day
Elevation
Vertigo
Mysterious Ways
Ultraviolet (Light My Way)
One

Piero Vittoria per FullSong
Ph  Filippo Schiavi

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