Sanremo 2018: la pagella delle canzoni dei big

I 20 big presenti a Sanremo 2018, per la 68esima edizione, hanno presentato tutti le loro canzoni. La giornalista Anna Bruno, direttore di FullSong, ci racconta com’è andata la prima serata.

Michelle Hunziker conduttrice del Festival di Sanremo 2018Michelle Hunziker conduttrice del Festival di Sanremo 2018

Un Fiorello sempre pimpante (mi chiedo perchè non scegliere Fiorello in conduzione), ospite di lusso per la 68esima edizione del Festival di Sanremo, ha aperto la kermesse. A seguire un emozionato Claudio Baglioni (direttore artistico), con la voce rotta in gola e le lacrime trattenute e i due conduttori Michelle Hunziker e Pierfrancesco Favino. Fin dai primi minuti Michelle ha messo in chiaro chi è la conduttrice di questo festival che, strano a dirsi, questa volta sembra proprio condotto da una donna seppur Pierfrancesco Favino, bravo attore anche simpatico, non sfigura. Ma davanti a certe donne spesso si rischia di fare quasi da “spalla”. E così ho avuto l’impressione che fosse accaduto nella prima serata.

La pagella delle canzoni dei big del Festival di Sanremo 2018

In ordine di uscita ecco com’è andata al primo ascolto delle canzoni dei big.

  1. Annalisa in “Il mondo prima di me” ((Alessandro Raina/Davide Simonetta/Annalisa Scarrone)) Il brano è secondo le aspettative. L’interpretazione di Annalisa ricorda Francesca Michielin. Voto: 7
  2. Ron in “Almeno pensami” (inedito di Lucio Dalla). Un testo meraviglioso (pura poesia) accompagna la melodia di questo brano cantato con il cuore da Ron, grande professionista. Voto: 8
  3. The Kolors in “Frida” (Davide Petrella/Dario Faini/Alessandro Raina/Stash Fiordispino). Un brano in italiano (non poteva essere altrimenti) di un gruppo che solitamente canta in inglese. Certamente un brano che non si ricorderà in eterno. Voto: 6
  4. Max Gazzè in “La leggenda di Cristalda e Pizzomunno” (Francesco Gazzé/Max Gazzé/Francesco De Benedittis). C’è posto anche per l’arpa in questo bellissimo brano che parte da una storia locale (Vieste) ed utilizza un linguaggio universale. Ottima come colonna sonora di una film commedia. Voto: 9
  5. Ornella VanoniBungaro e Pacifico in “Imparare ad amarsi”  (Bungaro/Pacifico/Cesare Chiodo/Antonio Fresa). Un altro brano raffinato come nello stile del duo Bungaro e Pacifico ma anche della sempreverde Ornella Vanoni (quando un premio alla carriera?). Ottimo connubio testo e melodia. Voto: 9
  6. Ermal Meta e Fabrizio Moro in “Non mi avete fatto niente” (Ermal Meta-Fabrizio Moro/Andrea Febo). Un testo molto impegnato ed era ciò che mi aspettavo dal duo che non si è mai risparmiato nei testi delle loro canzoni. Voto: 8
  7. Mario Biondi in “Rivederti” (Mario Biondi/Giuseppe Furnari/Mario Fisicaro). Se fosse il festival della voce, certamente lo vincerebbe lui. Il brano è secondo lo stile di Biondi che mi ha ricordato anche le partecipazioni di Simona Molinari e Amalia Gré nelle edizioni di qualche anno fa. Voto: 8
  8. Roby Facchinetti e Riccardo Fogli in “Il segreto del tempo  (Pacifico/Roby Facchinetti). Brano che mi ha indirizzato verso il primo caffè della serata. Voto: 5
  9. Lo Stato Sociale in “Una vita in vacanza” (Lodovico Guenzi, Alberto Cazzola, Francesco Draicchio, Matteo Romagnoli, Alberto Guidetti, Enrico Roberto). Brano senza ne’ infamia e ne’ lode ma “una vita in vacanza” la farei. Voto: 6
  10. Noemi in “Non smettere mai di cercarmi” (Diego Calvetti/Massimiliano Pelan/Noemi/Fabio De Martino/ Veronica Scopeliti). La cantante romana si presenta con un brano nel suo stile ma troppo deja-vù. Voto: 7
  11. Decibel in “Lettera dal Duca” (Silvio Capeccia/Enrico Ruggeri/Fulvio Muzio). Con Ruggeri e compagni ho riavvolto tutti i miei anni. Chissà se la reunion avrà un seguito. Il brano è secondo il loro stile. Voto: 7
  12. Elio e le storie tese in “Arrivedorci“(Sergio Conforti/Elio/Davide Civaschi/Nicola Fasani). Sarà questo il brano di addio? C’è chi giura che non sarà così. Voto: 6
  13. Giovanni Caccamo in “Eterno” (Cheope/Giovanni Caccamo). Un brano a metà strada tra “perderdere l’amore” (refrain) e una canzone a scelta di Noemi (strofa). Voto: 6
  14. Red Canzian in “Ognuno ha il suo racconto” (Red Canzian/Miki Porru). In questa edizione di Sanremo i Pooh si sono moltiplicati come i pani. Brano un po’ più rock del suo compagno Facchinetti ma senza nessun sussulto. Voto: 5
  15. Luca Barbarossa in “Passame er sale” (Luca Barbarossa). Il brano ricorda altre ballate di Barbarossa ma è orecchiabile. Sfumatura di romanesco lo rendono ancora più popolare. Voto: 8
  16. Diodato e Roy Paci in “Adesso” (Antonio Diodato). Brano molto carino, senza grandi sussulti ma orecchiabile ed ascoltabile. Voto: 7
  17. Nina Zilli in “Senza appartenere” (Giordana Angi/Antonio Iammarino/Nina Zilli). Un brano senza nessun squillo di tromba. La Zilli si presenta in versione sanremese ma non spacca. Voto: 6
  18. Renzo Rubino in “Custodire” (Renzo Rubino). Un brano che dovrò riascoltare perchè al primo ascolto non mi è piaciuto. Rimandato. Voto: 6
  19. Enzo Avitabile e Peppe Servillo in “Il coraggio di ogni giorno“(Pacifico/Enzo Avitabile/Peppe Servillo). Il brano presenta un testo impegnato (uno dei pochi della kermesse) e sonorità classiche del repertorio di questi due grandi della musica italiana. Un vero lusso, per Sanremo, avere questi due illustri artisti. Voto: 9
  20. Le Vibrazioni in “Così sbagliato” (Francesco Sarcina, Andrea Bonomo, Luca Chiaravalli, Davide Simonetta). A volte ritornano.Niente di nuovo, nel brano del gruppo milanese, che sembra un po’ fermo a ciò che era una novità qualche anno fa. Voto: 7
Anna Bruno
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