Sanremo 2011, terza serata: resoconto della serata dedicata all'unità d'Italia

Apertura lesbo-chic per la terza serata di Sanremo 2011: Belene – in smoking – e la Canalis – tutta balze – entrano sottobraccio e si professano coppia di fatto, con tanto di mossa tanguera e quasi quasi un bacetto.

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La terza serata è dedicata ai 150 anni dell’Unità d’Italia, a partire dai nomi di italiani che hanno fatto grande questo paese che – per tutto il tempo della diretta – scorreranno alle spalle del palco.
Questa sera i big canteranno pezzi storici della canzone italiana: ad aprire le danze, è ironia della sorte, Davide Van De Sfroos che abbandona l’amato dialetto e canta (molto bene) “Viva l’Italia” di Francesco De Gregori.
Seconda cantante è Anna Tatangelo che si dice fiduciosa per un possibile ripescaggio e interpreta “Mamma”; subito dopo arriva Anna Oxa (in versione Bill Kaulitz dei Tokio Hotel per via della pettinatura) a cantare O sole mio.
Quarto cantante è Al Bano che propone Va’ pensiero, accompagnato da Iannis Plutarchos e Theodossiou Dimitra: purtroppo i tre, pur se singolarmente notevoli, sembrano scoordinati tra loro.
Gianni Morandi decide di cantare una canzone di Gianni Bella, spiegando che “Rinascimento”, questo il titolo, è stata scritta una decina di giorni prima che Bella fosse colpito da ictus. L’emozione per Morandi è forte e tangibile, così la palla passa a Patty Pravo che interpreta Mille lire al mese: stasera, vestita da gran diva, è anche precisa e intonatissima. Che il bel microfono anni ’50 sia “truccato”?
Luca Madonia canta “La notte dell’addio”; non è solo: Fraco Battiato dirige l’orchestra sotto il cielo di stelle che è diventato il LED wall. A proposito di cielo, Giusy Ferreri si esibisce con “Il cielo in una stanza”: personalissima interpretazione, nel suo inconfondibile stile ma molto molto distante dalla versione originale, un po’ spiazzante, ecco.
Nathalie Giannitrapani ha scelto invece Il mio canto libero e la canta molto bene, con delicatezza e rispetto per un pezzo davvero importante nel panorama della musica leggera italiana.
Il duo Barbarossa-Del Rosario cantano “Addio mia bella addio” e, al termine, Luca ci tiene a ringraziare l’orchestra che – in effetti – sta rendendo un ottimo servizio ai cantanti in gara.
I Modà e Emma cantano le vicende di Sacco e Vanzetti in “Here’s to you” ma l’interpretazione non è sentita e ben concertata come nei giorni scorsi.
Max Pezzali porta con sè Arisa per “Mamma mia dammi 100 lire”: Pezzali è più convincente in questo duetto che con il pezzo in gara. Arisa – meno personaggio rispetto al suo solito – regala belle sonorità a questa reinterpretazione.
Roberto Vecchioni, nel dichiarare la sua napoletanità da parte genitoriale, canta O surdat nnammurat: sembra quasi un attore (nel miglior senso possibile) che interpreta di gran cuore una canzone amatissima dal pubblico, ritmata dal gioioso battere delle mani a tempo e proposta con gran maestria dal Prof.
Il delirio collettivo continua con l’ingresso di Roberto Benigni che entra a cavallo: stupore e ilarità. Nulla però se paragonato alle risate procurate parlando dell’Inno di Mameli, espediente che in realtà cela battute sagaci su Ruby, Cavalieri, minorenni e attualità varia.

In effetti però per un discreto lasso di tempo (anche troppo per certi versi) Benigni narra di un’Italia passata, di un’Italia che ha saputo trovare nella cultura la sua forza ma oggi, forse, non ricorda più tutto ciò. Il suo intervento si chiude cantando l’inno di Mameli a cappella e ottenendo la standing ovation dell’Ariston.
Si riprende con i La Crus con Parlami d’amore Mariù: sempre impeccabili ed emozionanti! Pochi minuti e Tricarico intona (per modo di dire, visto che l’intonazione proprio non è il suo forte) “L’Italiano”, con ingresso del Toto nazionale per un duetto con annesso coro dei “nuovi italiani”, cioè ragazzi nati in Italia ma figli di immigrati.
Un omaggio a Gramsci, con le sue parole lette da Paolo e Luca e si passa ai giovani, anche stasera presentati eccessivamente tardi. La prima ed esibirsi è Micaela, di cui abbiamo parlato a proposito del presunto plagio di Ferro e Cenere, la canzone in gara. Roberto Amadè con Come Pioggia è il secondo giovane della serata a presentarsi all’Ariston, seguito dai B Twins e da Marco Menichini, dei quali abbiamo parlato più approfonditamente nella pagella della seconda serata dei giovani.
E’ tempo di esclusioni per le nuove proposte: lasciano l’Ariston i B Twin e Menichini, dentro Micaela e Amadè.
I quattro “parzialmente” esclusi della categoria big tornano sul palco, a fare quattro chiacchiere in attesa del verdetto circa il ripescaggio. L’attesa è palpabile e la si stempera cantando nuovamente le canzoni in gara. Tornano in gara Al Bano e Anna Tatangelo, dunque lasciano definitivamente il Festival Patty Pravo e Anna Oxa.


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