Orfeos: la sensibilità si fa musica

Un disco davvero davvero particolare che difficilmente è possibile ascoltare. Uno di quei lavori che non lascia indifferenti e sicuramente pone davanti un bivio altrettanto netto e deciso, quanto spirituale: si ama o si odia.

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Orfeos, cantautore milanese da tempo impegnato in una lunga carriera di musica rock and soul, sforna un lavoro personale dal titolo “Libertà!” che si presenta onirico e introspettivo sin dalla copertina in cui l’immagine visionaria di un famiglia stilizzata in quella che pare a tutti gli effetti una grafica computerizzata, cerca in qualche modo di definire subito le regole del gioco: il centro nevralgico della vita, dell’esistere, la radice dell’uomo in questa equilibrio precario che è la vita stessa ridotta a bieco apparire. “Libertà!” non è solo un disco di soul americano nei suoni e nelle intenzioni o italianissimo nei testi e nella canzone di Orfeos, “Libertà!” è anche un bellissimo ascolto di funky e di pop rock che strizza l’occhio ai grandi pilastri della tradizione mondiale. Ci sono tinture di “gospel”, ci sono andamenti di “jazz” digitale, ci sono sfumature infinite che rendono subito chiara l’importanza di tutto l’ascolto. C’è del lounge di grandi pitture di chitarre elettriche, c’è il rock che quasi sembra uscito dalla grande mela degli anni ’60 come nella splendida “Rock & Roll della vita” che gioca comodamente e in modo divertito con il leggendario “Johnny B. Good”. E poi, da buon cantautore, è la parola che segna la differenza: da più parti si nomina la spiritualità come segno imprescindibile dell’opera. E qui il rimando alle meravigliose liriche (l’affinità è solo artistica e non di stile) alla straordinaria canzone nera di Iskra Menarini. Insomma un disco da digerire un po’ per volta e soprattutto da ascoltare oltre la buccia banale delle apparenze.

Luca Marsi per FullSong


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