Lohren: Felici di niente- La recensione

Un esordio che ha tanto da dire… come nella più gloriosa delle prime esperienze. 

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Perchè è proprio vero che sono le prime opere, spesso, le più ispirate, le più ingenue, le più randagi. E questo esordio del duo romano denominato Lohren di ispirazione è grasso da far paura.

C’è tanto. Ci sono rimandi al blues antico e alla Francia rinascimentale, ci sono rimandi alla poesia ermetica di oggi e all’ingenuità adolescenziale, c’è il rock indie elettronico dei pionieri del futuro ma anche un bel volto di donna pin up anni ’60 che canta sogni e rivoluzioni. C’è l’istinto e questo basta senza altro da dire.
Il primo esordio di Luca Zadra e Giulia Lorenzoni si intitola “Felici di Niente”: sono 16 tracce di cui una intro e 3 strumentali. Raccontarvelo è un’impresa assai ardua… per il semplice motivo che dentro c’è tutto quello che probabilmente passava alla mente dei Lohren e del suo producer Luigi Piergiovanni.

Armati di sint, fantasia, belle idee compositive, pregni di novità (almeno per noi italici ascoltatori di talent) come la scelta di archiviare sotto un unico video clip due singoli estratti dal titolo “Oggi no” e poi “Insonnia”.
Un disco che banalmente potremmo far scivolare sotto la dicitura Elettro Pop ma che allo stesso tempo andremmo ad eliminare gran parte di uno scenario che i Lohren sicuramente conservano gelosamente.
Se poi strada facendo vi dicessi che il disco ci regala una cover tirata fuori dalla tradizione della Tanzania? Ancora sicuri di parlare di Elettro Pop? Buon ascolto… e benvenuta musica ribelle.


Alba Cosentino

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