Ilaria Porceddu: “Di questo parlo io”, la recensione

A distanza di 4 anni dal suo ultimo lavoro discografico, torna per Linea Due- Pirames International, sotto la direzione artistica di Francesco Gazzè, Clemente Ferrari e Francesco De Benedittis, una delle artiste più interessanti mai uscite dai talent (X Factor) e che ha saputo con il suo talento imporsi al pubblico come una delle voci più belle del panorama femminile italiano: Ilaria Porceddu.

ILARIA PORCEDDUILARIA PORCEDDU

La cristallina voce di Ilaria ci avvolge in tutta la sua bellezza e intensità nel brano che apre l’album “Sas Arvures”, interpretato nella sua lingua madre. Scritto con l’autore Alessandro Carta per la colonna sonora del cortometraggio “Per Anna” compreso nella cinquina dei David di Donatello 2015, mostra il legame dell’artista con la sua terra, ri-sottolineato nel pezzo che chiude l’album, “Lu Curaggiu”.
ll lato pop della Porceddu è ben rappresentato da due brani radiofonici scritti ad hoc per lei dal prestigioso team di autori che ha collaborato al disco e che ha scritto in passato per Max Gazzè, Nek, Carmen Consoli, Marco Mengoni: “Sette cose”, anticipato una settimana prima dell’uscita dell’album e “Eva si fa fare”, dalle strofe che ricordano il mondo autorale di De Andrè -di cui Ilaria è una delle più delicate testimoni da sempre- e con ritornelli dall’aria internazionale firmati Francesco De Benedditis, Antonio Toni e F.Gazzè
I brani, 9 in totale, si rincorrono rivelandoci le diverse sfaccettature della nuova Ilaria che ha scritto quasi tutte le musiche dell’album: più matura nel brano che porta il titolo dell’album “Di questo parlo io”, in collaborazione con l’attore e ex fiamma Attilio Fontana o allegramente spensierata in “Cest l’amour” (F.Gazzè, S. Galafate Orlandi ), un valzer a metà tra suoni elettronici, fisarmonica musette e un arrangiamento che strizza l’occhiolino alle orchestrazioni degli anni 50- 60.
Le tracce sonore si alternano in ambienti sonori e letterari diversi, sempre di grande livello e originali: raccontano storie, come in “Lisa”, traccia 7 dell’album, -un lieve quadretto dedicato alla nonna, figura chiave della sua vita- o si aprono a importanti momenti radiofonici come il duetto con Max Gazzè di “Tu non hai capito” (F.Gazzè, A.Ciuffetti, De Benedittis) un rimando tra innamorati scandito dall’inconfondibile linea stilistica di basso di Max.
E raggiungono l’apice con uno dei brani migliori in assoluto di questo nuovo lavoro discografico: “ Tabula Rasa”, scritto da Ilaria con Francesco Gazzè e Gae Capitano (che avevano già collaborato nel “Il Dio delle Piccole Cose” inserito nel pluripremiato album “Il padrone della festa”di Fabi Silvestri Gazzè) in cui un delicato arrangiamento di archi sostiene intensamente una linea melodica ricercata su cui scorre un bellissimo testo moderno e raffinato, che fonde immagini di grande scrittura ed elegante poesia con flash cinematografici senza sottointesi (il brano è infatti segnalato come “esplicito”) e che riesce finalmente a vestire e mostrarci in tutta la sua bellezza e assoluta verità questa artista talentuosa e fuori dagli schemi.

Brano migliore: “Tabula Rasa”. Voto 9/10

TITOLO CANZONI/AUTORI/EDITORI/PRODUTTORE

1.SAS ARVURES (DI: ALESSANDRO CARTA/ILARIA PORCEDDU)
2.EVA SI FA FARE (DI: FRANCESCO GAZZE’/ILARIA PORCEDDU/FRANCESCO DE BENEDITTIS)
3.DI QUESTO PARLO IO (DI: FRANCESCO GAZZE’/ATTILIO FONTANA/ILARIA PORCEDDU)
4.TU NON HAI CAPITO (DI: FRANCESCO GAZZE’/FRANCESCO DE BENEDITTIS/ALESSANDRO CIUFFETTI)
5.TABULA RASA (DI: FRANCESCO GAZZE’/GAETANO CAPITANO/ILARIA PORCEDDU)
6.SETTE COSE (DI: FRANCESCO DE BENEDITTIS/ANTONIO TONI)
7.LISA (DI: ILARIA PORCEDDU/ATTILIO FONTANA)
8.C’EST L’AMOUR (DI: FRANCESCO GAZZE’/STEFANO GALAFATE ORLANDI)
9.LU COR’AGGIU (DI: ALESSANDRO CARTA)


Alba Cosentino
Ilaria PorcedduIlaria Porceddu

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