Giorgia, domani fuori “Oronero” il nuovo album (TRACKLIST E DATE INSTORE)

A tre anni di distanza da “Senza paura”, Giorgia torna sulle scene musicali con “Oronero”,
( Microphonica/Sony Music Italy) il suo decimo album di inediti disponibile da domani, venerdì 28 ottobre, nei negozi di dischi e in esclusiva digitale su Apple Music e iTunes solo per una settimana.

GIORGIA ph Eolo PerfidoGIORGIA ph Eolo Perfido

15 i brani inediti che compongono il disco, tutti prodotti da Michele Canova e che vedono tra gli autori la stessa Giorgia, Emanuel Lo, (compagno di Giorgia), Michele Canova, Tony Maiello, , Pacifico, Danilo Rea e diversi autori internazionali.
Inoltre, Giorgia ha firmato ben dieci brani dell’album.
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Ecco la tracklist di ORONERO:

1 – Oronero
2 – Danza
3 – Scelgo ancora te
4 – Credo
5 – Per non pensarti più
6 – Vanità
7 – Posso farcela
8 – Come acrobati
9 – Mutevole
10 – Tolto e dato
11 – Amore quanto basta
12 – Sempre si cambia
13 – Grande maestro
14 – Regina di notte
15 – Non fa niente

GIORGIA ORONERO

La cantante, domani, partirà con una serie di date instore per presentare l’album al suo pubblico.

Ecco le date:

28 ottobre Mondadori Megastore piazza Duomo – Milano h 18
29 ottobre La Feltrinelli via Appia nuova – Roma h 17
5 novembre La Feltrinelli via Santa Caterina a Chiaia – Napoli h17

Di seguito la lunga lettera con cui Giorgia ha voluto presentare Oronero:

Questo disco era previsto che uscisse prima, la scorsa primavera, ma ho voluto prendermi più tempo perché per me le canzoni necessitano tempo per essere scritte provinate poi dimenticate e poi affrontate di nuovo, ed eventualmente buttate!
Ci ho messo degli anni a capire che, quando Pino Daniele mi diceva che il disco è il tuo documento, quello che lasci di te, questo ha a che fare con sé, e comporta una lucidità interiore che o è tutta di istinto, oppure è frutto di ponderazione tempo e massima pretesa di coerenza da se stessi. La seconda, per me. O meglio l’istinto funziona quando senti che su quelle note ci può stare solo quella frase, ma poi servono mesi per accettarlo!
Con Michele Canova il produttore eravamo d’accordo stavolta, mentre nel disco precedente abbiamo mediato tra la sua visione delle sonorità e la mia, per questo la pensavamo uguale, elettronico nelle ritmiche come “Dietro le apparenze”, uso di synth, con il tocco umano di musicisti come Tim Pierce e Alex Alessandroni, senza disdegnare la manipolazione elettronica di cose suonate dal vero per creare un suono che non esiste in nessuna banca dati.
La scrittura mia e di Emanuel le cui canzoni sono state anche stavolta fondamentali, è iniziata ormai quasi due anni fa, ho passato giorni a cercare qualcosa di melodico che somigliasse a qualcosa che mi piaceva, senza riuscirci… poi arrivava un bagliore, un collegamento che io chiamo con l’alto dove tu fai da strumento trascrittore, forse l’ispirazione e poi una canzone, intanto ho richiesto brani, dagli autori dei precedenti due dischi e a chiunque avesse qualcosa da farmi sentire, in questo caso scelgo un brano se mi emoziona la melodia e se sento che mi va di cantarla se no desisto, sempre rapportandomi al produttore ma una armonia rara ha regnato tra me e Michele.
Mi piace lavorare su basi su cui fare melodia e testo oppure lavorare su un testo in inglese perché la vivo come una sfida a mantenere quello stesso suono su un testo in italiano. Con Michele abbiamo lavorato tanto sulla preproduzione in modo che al momento di registrare sapevamo già cosa tenere e cosa ricercare.
Mentre lavoravo al disco sono accadute molte cose terribili, gli attentati francesi, la morte di amici cari, sentivo lo stato di angoscia rivelato dalle facce della gente comune per strada …
Questo c’è nei testi attraverso una visione totale e singolare insieme, con una attenzione all’insieme di tutti noi ma un obiettivo che è il ritorno all’individuo alla conoscenza profonda di sé e anche al riscatto di sé. Perché credo che per cambiare il mondo (ancora ci credo) si debba partire dal dentro di ognuno di noi lavorando sulla autocoscienza per portare fuori una consapevolezza diversa, e il vero ostacolo a questo pare essere il poco tempo che ognuno ha per sé, tra vita quotidiana e stimoli di tutt’altro tipo.
L’oronero come il petrolio è una risorsa della terra non delle macchine, o della plastica, e con l’esperienza e dove ci ha portato pare di capire che lì va lasciata, dove è preziosa, a lubrificare la terra, usata in ambiti diversi può diventare veleno.

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GIORGIAGIORGIA

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