Daniele Silvestri e il suo Tour a Pescara: Live Report

Sono le 21:30 quando le luci si accendono e Daniele sale sul palco del porto turistico di Pescara cominciando il concerto sulle note di Marzo 3039:“siamo tutti chiusi in casa spaventati da ogni cosa, da un’idea, da un’emozione”.

DANIELE SILVESTRI Ph STEFANO ROSSONIDANIELE SILVESTRI Ph STEFANO ROSSONI

Le sue parole lasciano subito tutti con gli occhi spaesati, finisce il primo pezzo saluta la città e ci dice che noi tutti siamo i benvenuti nella loro di casa.
La mia casa, Quali alibi, Pochi giorni e sbam le note ci vengono a sbattere contro una dopo l’altra tra l’alternarsi delle luci rosse e blu.
Daniele Silvestri comincia la sua performance nel migliore dei modi, alternando anni di discografia e note che almeno due generazioni di noi conoscono benissimo.
Strade di Francia, Ma che discorsi, Le cose in comune, Sempre di domenica e tutti che cantano e scattano fotografie con gli smartphone felici e spensierati, e io che mi chiedo come si fa a non voler davvero tanto bene a Daniele Silvestri?!
Poi si ferma, ci canta Precario è il mondo e sullo sfondo compare una foto di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e lui ci invita a riflettere, a chiedere la verità su quello che accade ogni giorno ma soprattutto a non dimenticare, mai.
Siamo tutti più seri dopo quelle parole e lui è subito bravissimo a regalarci Questo paese e la meravigliosa Acrobati in una cornice mistica di luci scure e pallini verdi, sale sul gradino mette il cappello e canta “E noi che siamo in mezzo a queste ali impavide, Non siamo niente o siamo tutto..”.
Un concerto così “rosso” di Daniele Silvestri non lo sentivo da tanto tempo, è ormai chiaro il suo messaggio ai pescaresi, e via con Il mio nemico e La guerra del Sale con le immagini di Caparezza che canta sullo sfondo del palco.
Torniamo tutti un po’ seri con un breve filmato che ci ricorda tre date importantissime:
il 1941 con il diritto di voto alle donne, un filmato del 1983 di Berlinguer che parla di Giustizia Sociale e infine il 2016 con il Gay Pride seguite da A bocca chiusa e L’uomo col megafono.
Pensiamo che il concerto stia finendo ormai?
No, Daniele prende una chitarra dal suo fidato aiutante, ci dice che suonerà qualcosa a sorpresa, inizia a muovere le dita sulle corde e i migliori romantici in un momento riconoscono un pezzo degli Otto Ohm.
Eccolo, Vincenzo Leuzzi detto Bove sale sul palco e intona insieme a Daniele Strade inquiete, Fumo Denso, Mi ricordi il mare, Il mondo stretto in una mano.
Bellissimo, i sorrisi sulle bocche degli spettatori sono la cornice più intensa della serata.
E poi?
Non può mancare Gino e l’alfetta, una bella pogata sulle note di Salirò e Testardo, e gli innamorati che si abbracciano e baciano con Occhi da orientale.
Sono già più di due ore che si suona a Pescara, e ormai dopo il bis pensiamo tutti che sia arrivato il momento dei saluti.
No, qualcuno a richiesta chiede L’Autostrada e Samantha e lui ovviamente ce le regala.
Poi lancia un tappo tra il pubblico e chi lo prende sceglie ancora un pezzo a richiesta: ecco La paranza e via tutti a ballare ancora.
Dopo tutte quelle richieste, una canzone se la dedica e regala lui, e parte Aria: “Respiro lento, aspetto il vento, il mio momento arriverà… aria, aria, aria …” e il vento fresco ci accarezza tutti con la sua voce.
Questa volta è arrivato davvero il momento di salutarci e con Cohiba tutti quanti insieme alziamo le braccia verso il palco, cantiamo, saltiamo e ci liberiamo urlando “Venceremos adelante O victoria o muerte” e mandiamo un abbraccio tanto grande a tutta la band che si inchina verso di noi.
Una, due e tre volte, con un salto finale.
Ciao Daniele, e grazie non solo per le emozioni che ci regali ogni volta, ma per l’artista serio e formidabile che sei, con le tue quasi tre ore di concerto ci hai regalato una serata strepitosa.
Ma che discorsi.

Articolo e foto di: Stefano Rossoni
http://www.35mmcreativelab.it/

http://www.stefanorossoni.it


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