“Animali, Uomini & Occasioni” è il nuovo disco di Daniele Meneghin. L’intervista

“Animali, Uomini & Occasioni” è il quarto album del cantautore e musicista veneto Daniele Meneghin.

Daniele MeneghinDaniele Meneghin

Prodotto da Dameteca Costruzioni Musicali in collaborazione con Adesiva Discografica,il nuovo album, contiene 14 brani interamente scritti dallo stesso Daniele Meneghin e realizzati con il noto chitarrista Osvaldo Di Dio. Il concept album racchiude una sottile analisi sulla coscienza dell’uomo e il legame con tutto ciò che lo unisce alla natura e allo spirito animalesco.

Ciao Daniele e benvenuto su FullSong! Innanzitutto come stai? Come ti senti per questa nuova avventura?

“Ciao! E davvero grazie per l’interesse e il tempo che mi dedicate! Sono felice di poter presentare il mio nuovo lavoro del quale vado particolarmente fiero. Vedere realizzati i propri progetti è sempre una ricarica di vita molto grande”!

Come nasce “Animali, Uomini & Occasioni”?

“Da tempo c’era l’dea di fare un disco “suonato in studio” con Osvaldo Di Dio e band. A maggio dell’anno scorso si sono allineate le Occasioni e siamo entrati in studio sotto la supervisione di Paolo Iafelice . Avevo in cantiere (da svariati anni) un concept album che volevo intitolare “Animali”, dove parlare dell’uomo attraverso gli occhi degli animali e viceversa. Vista l’occasione di lavorare con Osvaldo e la voglia di incidere anche brani di recente scrittura, ho deciso di unire alcuni testi degli animali con canzoni recenti che parlano del mio essere al mondo. Da qui il titolo “Animali, Uomini & Occasioni” .

Il tuo disco raccoglie una sottile analisi sull’uomo, la natura e gli animali, perché questa scelta, e quale messaggio porta dentro di se questo album?

“La voglia di parlare del mondo attraverso vari punti di vista, è una sorta di inno all’uguaglianza caratterizzata dalle diversità!
Penso che più che mai in questo periodo storico ci sia la necessita di gridare ad alta voce che siamo tutti abitanti dello stesso pianeta , quindi è chiaro abbiamo un destino comune.
Questo per forza di cose ci rende alla fin fine uguali. L’album vuole essere una riflessione ritmata sul nostro stare assieme”.

Farfalle, ottava traccia del tuo album è meravigliosa, l’introduzione del pianoforte sublime: “voglio solo darti un momento di tranquillità” recita il testo, cos’è per te la tranquillità?

“Grazie, sono contento che ti piaccia, è una canzone a cui tengo molto. La tranquillità è il mio scopo di vita, la mia meta. Penso che la tranquillità sia la prerogativa assoluta per la felicità! Essere tranquilli vuol dire essere in pace con il mondo, ma principalmente con se stessi, e questa è la lotta più grande durante la nostra vita”.

La musica cantautorale italiana, oggi, secondo te, di cosa necessita? Che cosa non si riesce a comunicare?

“I cantautori di oggi sono figli del nostro tempo. Parlare del proprio tempo è la cosa più istintiva che un autore può fare. Non credo ci siano cose che non si riesce a comunicare, forse ci sono cose che la gente non vuole sentire. Ma l’offerta è tanta e c’è molto spazio per tutti”.

Nelle canzoni contano molto le letture?

“La canzone nasce come vista personale di un concetto, con l’appoggio cosciente o no nel proprio vissuto e della propria cultura. Poi prende forma nella mente dell’ascoltatore che da nuova linfa ai concetti mischiandoli al proprio modo di vedere e sentire il mondo”.

Quando ti vedremo live?

“La dimensione live non è una mia esigenza, per il momento non ci sono in programma concerti, mi trovo più a mio agio in studio”.

 

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