Zibba: intervista per l'uscita di “Come il suono dei passi sulla neve”

Zibba parla in un’intervista a FullSong della sua nuova uscita discografica dal titolo “Come il suono dei passi sulla neve“: ecco le suggestioni ispirate dalle domande di Piero Vittoria.

Piero Vittoria: “Zibba, difficile ripetersi dopo un capolavoro come “Una cura per il freddo”: hai sentito la pressione sulle spalle per questo nuovo album e soprattutto qualcuno ti ha chiesto in un certo senso di

Piero Vittoria: “Zibba, difficile ripetersi dopo un capolavoro come “Una cura per il freddo”: hai sentito la pressione sulle spalle per questo nuovo album e soprattutto qualcuno ti ha chiesto in un certo senso di mantenere quel filone che tanto successo ha avuto?
Zibba: “Difficile ma molto piacevole. Nessuna pressione fortunatamente, molta voglia di fare e andare avanti. Nessuno mi ha chiesto nulla, infatti i due dischi sono parecchio diversi. Continuiamo a suonare quello che ci piace fiduciosi che dalla nostra passione passi l’energia per arrivare al cuore di chi ascolta.”

P.V.: “Come il suono dei passi sulla neve” è un nuovo gioiello: ancora una volta emerge la forte voglia di non rimaner imprigionato in uno stile, ma di esplorare varie strade: se tu dovessi invece dare una definizione del nuovo Zibba quale sarebbe?
Z.: “Direi che “consapevole” potrebbe essere una buona parola. Non è facile incanalarsi in uno stile, in un mood costante. Sarebbe come non cambiare mai cibo o bevanda o pettinatura. Essere pronti al nuovo, pronti a correre dietro ai nostri istinti è una parto fondamentale dello star bene. Della pace.”

P.V.: “Perché questo titolo così ricco di poesia per un cd ?”
Z.: “Qualcuno diceva che “senza musica la vita sarebbe un errore”. Vero. E penso anche che senza poesia la musica non vale un cazzo. Fortunatamente la poesia sta in tutto, in un solo di chitarra come in una rullata, quindi musica buona ce n’è molta. Mi piace che si capisca sin dal titolo che cosa c’è nel disco. Un modo per raccontarsi. Come quando da uno sguardo capisci com’è una persona.”

P.V.: “Questo album è ricco di collaborazioni: come sono nate? Ci parli in particolare di quelle con De Scalzi e Finardi?”
Z.: “Quella con Vittorio è nata da una voglia reciproca di confrontarsi, dalla stima che proviamo l’uno per l’altro. Un testo in cui ho voluto il suo aiuto per le parti in genovese e che fosse poi la sua voce a cantarle. Vittorio è uno degli esempi più grandi di collaborazione: il suo primo disco era scritto da Faber su poesie di Mannerini. Un esempio per me, un modo di fare musica e di creare che mi ha sempre affascinato. E poi Vittorio è davvero un mito. Con Eugenio è nato tutto da un incontro fortuito ad un tavolo con una birretta davanti. Dopo qualche mese mi ha chiesto un testo per la sua “passerà” uscita in questi giorni con un bellissimo video. Eugenio è davvero uno dei miei preferiti da sempre. Per come e cosa. Perchè è autentico in tutto. E averlo nel disco è un dono enorme. Queste collaborazioni, semplicemente, raccontano quando i “grandi” siano grandi.”

P.V.: “In cosa differisce da “La cura del freddo”?”
Z.: “In tutto e in nulla. Nuova band, nuove storie e nuovi modi di raccontarle, ma in fondo sono sempre io. Siamo noi qualche anno dopo. Tutto qui.”

P.V.: “Mi ha colpito molto “Prima di partire”: ce ne parli?
Z.: “Nata a Torino, in una notte grigiastra e appiccicosa. Parla della città e di quello che quella notte non mi lasciava dormire. Ho voluto Carlot-ta nella canzone perchè credo sia uno dei talenti più grandi che abbiamo in Italia. Cerco di fare quello che non hanno mai fatto con me. Dare spazio a quelli bravi quando possibile ed aiutarli ad emergere. Ora che ci penso forse con me non l’hanno mai fatto perchè non sono così bravo…”

P.V.: “C’è una canzone che secondo te rappresenta meglio il disco e perché?
Z.: “Secondo me il disco è rappresentato al meglio da “salva” il brano che chiude il disco. Perchè a livello musicale è la più completa ed è quella che mette in evidenza il nuovo suono della band. I nuovi musicisti e l’approccio alla musica. E poi perchè racchiude nel testo molti dei concetti espressi in questo disco. La mia preferita, da subito. Da quando è nata in furgone.”

P.V.: “C’erano molte aspettative prima dell’uscita del cd: ma le tue di aspettative invece?”
Z.: “Le mie aspettative sono quelle di veder cambiare il mondo che mi sta attorno, e di vedere uomini che ce la mettono tutta perchè questo accada. La musica è importantissima, è il mio pane e la mia linfa. Ma la sofferenza di chi mi sta attorno mi schiaccia, e diciamo che essere primo in classifica non cambierebbe le cose. Quindi impegno e tempo vanno a cercare di far qualcosa di importante in generale. Poi come sempre, tutto quello che arriva lo prendiamo e ce lo godiamo al momento.”

P.V.: “Dove ti vedremo live?”
Z.: “Spero ovunque. Concerti ce ne sono molti e spero sempre di più. La veste live del nostro progetto è la più importante. Il momento in cui possiamo parlare direttamente al cuore della gente… Su Zibba.it ci sono sempre le date aggiornate, come i video e il documentario che racconta di come abbiamo concepito e registrato il disco (in un forno per mattoni nelle Marche).”

Intervista a cura di Piero Vittoria.


Anna Bruno[ratemypost-result][ratemypost]

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