The Gift, intervista della reunion per FullSong

Abbiamo incontrato i The Gift per parlare della loro reunion e dell’uscita dell’album Rebirth. Ecco l’intervista ai The Gift per FullSong, realizzata da Piero Vittoria.

I The Gift, storica band del panorama indie rock italiano, torna insieme dopo ben 25 anni. Qualcuno potrebbe obiettare: che senso ha un’operazione del genere dopo tanto tempo? Ascoltate “Rebirth”, il nuovo album che esce

I The Gift, storica band del panorama indie rock italiano, torna insieme dopo ben 25 anni. Qualcuno potrebbe obiettare: che senso ha un’operazione del genere dopo tanto tempo? Ascoltate “Rebirth”, il nuovo album che esce in questi giorni, e ne capirete  il vero spirito, quello che aleggia nelle sue sedici tracce. Passato, presente e futuro si incrociano a meraviglia: questo disco nasce, in realtà, nel 1986 perché comprende due soli inediti incisi lo scorso gennaio per l’occasione, “Desperate dance” e “The Change”. Le altre canzoni risalgono proprio a quell’epoca d’oro, ma non avevano mai visto la luce. Il tempo si è veramente fermato a quegli anni dunque? No, sono le sonorità che risultano ancora incredibilmente attuali: si potrebbe molto riflettere su questo, chiedendosi quanto di buono ci sia oggi e quanto invece sia stato ormai totalmente detto! Beh i The Gift sono qui a dimostrare che hanno ancora molto da dire! Ecco la nostra intervista a questi “quattro ragazzi terribili”!

Piero Vittoria: “Rebirth, la rinascita dei The Gift: è un nuovo inizio per voi?”
The Gift: La Rinascita di un progetto ( registrazioni canzoni ) tenuto in pausa per 25 anni e poi improvvisamente riscoperto come un tesoro all’interno di una scatola perfettamente conservata. Tolta dagli imballi il nastro Master ha ripreso contatto con l’aria e la luce ed è tornato alla vita.

P.V.: “Non avete paura di quei critici che potrebbero accusarvi di aver puntato ad un’operazione nostalgia?”
T.G.:No perchè questo lavoro registrato nel 1986, inedito , ha chiuso il suo naturale percorso con la produzione discografica (CD – LP) odierna. E’ stato quindi un lavoro più lungo del solito, forse unico nella storia del rock contemporaneo. Quest’epoca è caratterizzata proprio dalla nostalgia,e noi comunque non siamo nostalgici e lo dimostreremo con i nuovi lavori”.

P.V.: “Questo è un disco che ha radici profonde nel 1986: perché recuperare proprio quelle canzoni?”
T.G.: “Perchè c’era questo master registrato allora e scondo noi attualissimo e quindi…”

P.V.: “Parliamo dei due inediti: “Desperate dance” e “The Change” ?”
T.G.: “Anche questi sono 2 brani di quel periodo pero’ non li avevamo mai registrati in studio,ma ci sembrano ancora validi quindi li abbiamo registrati ora anche per vedere che effetto ci facevano con suoni piu’ moderni”.

P.V.: “Cosa rappresentavano i The Gift all’epoca ed invece cosa sono oggi?”
T.G.: “I The GIFT nella prima metà degli ’80 rappresentavano con autorevolezza un gruppo delle produzioni indipendenti nel panorama musicale giovanile. I numerosi concerti nazionali sono testimonianza della vitalità ed energia impegnate.
Il tempo è stato gentile con noi; l’età anagrafica naturalmente è cambiata, quella che è rimasta immutata è la rinnovata energia,
il ritrovarsi bene insieme anche nella musica per poter dire ancora tante cose con un ingrediente in più: l’esperienza! Questa è l’unica cosa che non si compra!”

P.V.: “State già pensando ad un disco di inediti oppure per ora avete in programma solo concerti per promozionare l’uscita di “Rebirth”?
T.G.: “Si stiamo gia’ pensando ad un disco di inediti e ti assicuro che sara’ anche migliore di rebirth.
Nell’immediato ci interessa promuovere fortemente l’uscita di questo lavoro, attraverso i concerti, con interessamento dei media ed altro. Questo ci permetterà di ricostruire anche una base di riferimento per chi vorrà conoscerci e riconoscerci”.

P.V.: “Che tipo di live vedremo e quale pubblico vi aspettate di vedere ai vostri concerti?”
T.G.:I live per l’immediato riunira’ un po’ tutte le anime dei gift quella dark e new wave e quella piu’ rock’n’roll,ci aspettiamo di vedere ai nostri concerti un pubblico etereogeneo composto da vecchi e nuovi fans”.

Intervista a cura di Piero Vittoria.

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