SILVIA MEZZANOTTE: L’INTERVISTA A UNA CANTANTE PURA ED ELEGANTE

Intervistare Silvia Mezzanotte  è emozione, una gioia per chi fa il mio lavoro, la sua educazione, la sua umiltà,  il suo raccontarsi in questa lunga chiacchierata mi ha scaldato il cuore.

SILVIA MEZZANOTTESILVIA MEZZANOTTE

Partiamo subito con una domanda che riguarda i Matia Bazar e il tuo ricordo affettuoso per il tuo caro amico Giancarlo Golzi, scomparso prematuramente, quindi la decisione di lasciare i Matia Bazar

La premessa è proprio quella che hai fatto tu, si, c’era un rapporto fraterno, nei suoi confronti nutrivo una grande ammirazione umana e artistica, non essendoci più lui per me è stato difficile ritrovare gli stessi equilibri all’interno del gruppo.
E’ ancora difficile parlarne per me, abbiamo provato in serenità a trovare degli equilibri con Piero Cassano e con Fabio Perversi, ma ci siamo resi conto che non si riusciva più a trovare la quadra, perché la quadra era Giancarlo. Per cui quando lui se ne andato ho perso l’equilibrio, oltre che il senso dell’orientamento ed ho dovuto ritrovarlo seguendo un’altra direzione che era più mia che non in riferimento al gruppo, pur essendo estremamente grata per tutto quello che ho potuto condividere con lui e con gli altri.

Tale e quale show che segna la tua rinascita, ti ha permesso di mettere in luce altri tuoi talenti e tutti quegli aspetti che non avevi potuto far vedere, ti abbiamo vista allegra, malleabile meno rigida e molto elastica, ti sta servendo?

Mi sta servendo moltissimo ( sorride), le mie aspettative all’inizio erano quelle di dire ok, mi rimetto totalmente in gioco, farò cose, che non avevo avuto modo di approfondire, al di là degli studi sulla voce e sulla tecnica vocale, quando la tecnica vocale è dedicata a te stessa, alla tua voce, oppure alla voce dei tanti studenti che mi si sono avvicinati nel corso dei tanti anni, è un conto, perché tu vai cercando o la tua personalità, o la personalità di chi ti sta di fronte, ma quando invece devi “entrare” nella personalità di chi ti sta di fronte, allora devi scendere a patti con la tua rigidità, perché la mia rigidità non è soltanto fisica ma soprattutto mentale, io sono una persona che in generale ha bisogno di avere tutto sotto controllo.
Li a un certo punto la tua voce devi domarla, e non è per niente facile, perché ringraziando il cielo la mia voce ha una sua propria personalità, quindi come dicevi, lo smussare gli angoli, le rigidità, tanti tabù che se ne vanno. In realtà è molto più utile a livello personale e umano, perché sto scoprendo cose di me stessa che non conoscevo. Poi sono felice invece, che tutti stiano scoprendo cose di me che conoscevo, cioè il fatto che io sono estremamente autoironica, mi piace molto divertirmi e fare molto divertire, io mi prendo molto in giro e nelle clip esce sempre fuori questa cosa, poi con i coach ridiamo molto, aldilà del duro lavoro che si fa, viene il momento delle risate, e le risate sono sempre sane e grasse come il mio carattere bolognese.

Tu hai vinto la quinta puntata del programma con un eccellente imitazione di Mina, interpretazione che tutta la critica me compresa ha giudicato come una delle performance più belle di tutte le edizioni di Tale e Quale Show, ti sei resa conto di cosa quella sera di immenso hai regalato al pubblico?

Ti dico subito cosa è successo, io sono andata in saletta a fare le prove, perché qui a Tale e Quale Show funziona che tu provi a fare delle proposte nelle quali pensi di essere credibile, poi è la produzione che a seconda delle proprie scelte aspettative della trasmissione, decide se e come, quando e cosa farti fare. Io Mina non l’avevo neanche lontanamente nominata, anzi quando me l’hanno proposta ho detto siamo lontani anni luce, perché andiamo a sparare su di me, insomma mi faccio del male da sola… poi un giorno Daniela Loi che è la mia coach, mi ha detto, secondo me tu potresti fare “Brava” di Mina, una canzone che io avevo in repertorio quando ero molto più giovane, quando me lo ha proposto ho risposto tu sei pazza, non ne parliamo neanche, lei mi ha detto no, con il timbro siamo vicini, è tutta tecnica, tu sei una maestra dal punto di vista della tecnica, ed io rispondevo sempre non se ne parla , e lei insisteva, fammela ascoltare un attimo, e mi ha messo una base di karaoke trovata li su youtube, siccome la canzone la conosco da tanto, e non l’ho mai dimenticata, l’ho canticchiata, tanto per farle perdere le speranze, e lei l’ha registrata sul telefonino, l’ha mandata in produzione e dieci minuti dopo, la produzione era li ad ipotizzare questa cosa e me la sono ritrovata nella ruota delle imitazioni. Punto. Quando arriva nella ruota delle imitazioni non puoi dire niente, la devi fare, e alla fine è stata una performance bellissima.
Questo è il risultato che non parte solo dalla mia vocalità, li c’è stato il trucco il parrucco, dietro questa trasmissione ci sono davvero delle professionalità eccellenti che per due minuti e mezzo lavorano davvero tanto.
Io aggiungo che vorrei che vincesse lei il programma, e lei umilmente e con tanta dolcezza mi dice:
Io ti ringrazio, ma guarda da principio io l’ho detto subito, penso che per lo spessore umano e artistico che ha portato all’interno della trasmissione,questa edizione la debba vincere Tullio Solenghi, al quale io sono assolutamente grata.
Tullio non è una persona che certamente che ha bisogno di venire a Tale e Quale per la sua carriera, ha una carriera alle spalle che è meravigliosa, ma poi l’ho conosciuto umanamente ed è una persona eccezionale che con un solo sguardo a me fa dire cento milioni di cose, ho solo da imparare, ero grata prima ancora, perché sapevo che lui avrebbe portato spessore al programma e a maggior ragione adesso che l’ho conosciuto, il semplice fatto di sapere di essere in questo momento seconda in classifica prima tra le donne e seconda dopo di lui mi riempie di gioia.
Venerdì sera eravamo seduti l’una accanto all’altro alla fine della trasmissione, parlavamo e ci guardavamo e Tullio  mi ha detto : guarda un po’ con questa trasmissione, mai avrei immaginato che Gaber (il suo personaggio) con Kate Bush il mio personaggio avrebbe creato questi miracoli, ma questi sono i miracoli di Carlo Conti.

Il tuo rapporto con Carlo Conti? Ti vedremo a Sanremo quest’anno?

Allora, il mio rapporto con Carlo Conti è di estrema ammirazione, io nutro per lui davvero ammirazione, non posso dire di avere un rapporto di amicizia, direi una bugia, però ti posso dire che lui è una persona di estrema cortesia, di grande tatto ed ha un’attenzione speciale per ognuno di noi. Ti faccio un esempio, lui tutti i venerdì pomeriggio entra in sala trucco e a ognuno di noi viene a fare l’imbocca al lupo, e a dire divertitevi dateci dentro ma divertitevi, prima dell’esibizione in diretta, quando stai per entrare in ascensore lui ti raggiunge sempre ti prende le mani e ti fa l’imbocca al lupo, anche venerdì sera, prima dell’esibizione di Kate Bush che ho interpretato mi ha detto mi raccomando facci sognare ad occhi aperti, perché la caratteristica del personaggio di Kate Bush doveva tenere gli occhi sbarrati , Carlo Conti  è sempre molto attento a queste cose.

Riguardo Sanremo guarda, in tutta onestà, per me l’impegno totale e assoluto per il momento è su questa trasmissione, non solo sotto il profilo professionale, mi sono resa conto che sopratutto l’esibizione di Mina, è come se avesse permesso all’Italia intera, perché c’erano circa 5 milioni di spettatori incollati alla tv ( aggiungo io che lo share era questo) di vedere che quella che avevano conosciuto per anni come la voce dei Matia Bazar, sa fare tutta una serie di altre cose, ed è quello che sta succedendo. Quindi dal punto di vista professionale è tanta roba, ma dal punto di vista umano ancora di più, perché io mi sto come auto risvegliando, e sto scoprendo cose di me che ancora non ero riuscita a tirar fuori. Una sorta di catarsi, e questo a me piace molto.

La tua nuova sfida è l’Accademia di musica che hai fondato, come mai ha deciso di intraprendere questa nuova avventura? Ce ne parli?

Le sedi sono 5, la sede principale è a Mazara del Vallo, dove vive il mio compagno. Mazara è l’origine di tutto.  A Mazara ho conosciuto Riccardo Russo che è un musicista meraviglioso con il quale ho costruito questa Accademia e questa metodologia di canto, perché  The Vocal Academy, prima di tutto è un metodo di canto,  e quindi lui è di Mazara ed abbiamo fondato la prima Accademia, poi abbiamo esportato la metodologia in altre sedi che sono due in Sardegna, (Cagliari e Nuoro),  una a Bologna che è la mia città, e l’altra a Custonaci in provincia di Trapani.
In realtà, questa Accademia è stata un pò il compendio di  15 anni di lavoro che ho fatto e che continuo a fare in altre Accademie un pò in tutta Italia, svolgendo delle Master class con tanti studenti, che vogliono avvicinarsi al mondo del canto ma hanno le idee un poco chiare di che cosa voglia dire e fare questo mestiere con la M maiuscola, perché occorrono talento, disciplina, applicazione. Ecco, spesso i giovani pensano che sia più facile di quanto non sia, in realtà è proprio un mestiere difficile, sopratutto se ottieni un occasione coltivarla e portarla avanti.

Cosa pensi dei Talent Show?

Io sono stata una ragazza fortunata, venendo da un’altra epoca nella quale non esistevano i talent show c’era la possibilità di fare la gavetta, e la gavetta ringraziando il cielo non era esposta mediaticamente, nel senso che potevi fare serate belle, e serate brutte, concorsi, sbagliare, rialzarti tutte cose che io ho fatto lungo il mio percorso, e quindi crescere e costruire la tua personalità artistica senza che necessariamente ci fossero le telecamere puntate addosso. Adesso questa opzione non esiste più, ai giovani viene chiesto già a 17, 18 20 anni di partecipare a questi talent ed essere pronti, ma essere pronti a quell’età è davvero complicato, quindi per me che mi sento decisamente più coach che giudice, anche se qualche volta sono stata invitata ad avere questo ruolo in vari concorsi, io cerco di fare capire ai ragazzi che bisogna andare preparati, cercando di costruire qualcosa che sia in riferimento alla propria personalità, e quindi di fare l’opposto di quello che io sto facendo a Tale e quale, cioè imitare, al contrario, non imitare,  bisogna sempre e cercare la propria personalità artistica e provarci con professionalità ma anche con leggerezza, la leggerezza di sapere che possono prenderti o non prenderti, anche perché tutto questo dipende dal fatto che loro cercano dei personaggi televisivi, cioè che abbiano una credibilità, anche televisiva . Per esempio io che sono stata una ragazza timidissima, non avrei mai saputo espormi come fanno questi ragazzi con la loro emotività anche davanti le telecamere, perciò io non demonizzo i talent, perché in questo momento sono rimasti una delle pochissime opzioni esistenti perché i ragazzi possano trovare una luce, un riflettore sotto il quale mettersi per dimostrare quello che sanno fare. Non li demonizzo ma nello stesso tempo penso che vadano presi con le pinze, credo che questi ragazzi abbiano bisogno di essere guidati da persone competenti, o da una famiglia stabile alle spalle che faccia loro capire quali sono i veri valori e che non passano da una presenza televisiva o un passaggio in radio, ringraziando il cielo la vita è fatta di altre cose, perché se non ti attacchi a questi valori, e questo lo dico per mia esperienza personale, rischi di perdere l’equilibrio.
Io ho fatto il mio primo Sanremo, quando ero molto giovane e la Luce nel 1990 e la mia luce si è accesa e spenta nell’arco di un anno, poi pensavo che l’occasione fortunata non sarebbe più arrivata, invece è arrivata nel 2000, l’ho cercata eh! Ed è arrivata: nel 2000, nel 2001, nel 2002 la vittoria al Festival di Sanremo, poi sono uscita dal gruppo, e per riuscire a trovare una mia dimensione personale ho faticato moltissimo, quindi sopra sotto, sopra sotto, poi la scomparsa di recente di Giancarlo, mi ha fatto nuovamente perdere l’equilibrio, quindi riemergere, io lo dico proprio per esperienza personale, se non ci fossero i veri valori, la mia famiglia, le persone che prima di tutto ti vogliono bene veramente, se non ci fossero, io sarei in difficoltà, questo è il mio pensiero rispetto ai talent , va bene che ci siano, l’importante è che questi ragazzi siano seguiti da persone più mature, e ci vadano con la consapevolezza che può essere un passaggio, non finisce e non comincia da lì.

Quali sono gli artisti che ti hanno ispirata? Cosa ascoltava Silvia Mezzanotte da ragazzina?

Sono state soprattutto le grandi voci femminili, anche se ho poi ho ascoltato per molto tempo cantautori come Dalla, Baglioni, De Gregori, però diciamo che io sono sempre stata guidata verso il vocalismo femminile, quindi soprattutto cantanti internazionali, mi piace parlare anche di Ella Fitzgerald, che è stata ed è ancora uno dei miei miti più grandi, Aretha Franklin, ma anche contemporanei come Diane Schuur o Oleta Adams.
Sono stata più dedicata al mondo del jazz che a quello del pop, e per l’Italia posso dire solo che Mina è stata la mia ispiratrice assoluta.

Progetti futuri?

Guarda Alba, intanto io ho uno spettacolo teatrale che si chiama “Regine”, che pur non avendo una tournée definita, ogni volta che ho del tempo libero, tempo che in questo momento non ho, riparte facendomi fare dei bellissimi concerti in tutta Italia a teatro, anche a dicembre ripartirà il mio tour, con diverse formazioni, il trio acustico, l’orchestra, anzi ho in cantiere di organizzarlo con l’orchestra siciliana, con Maurizio Filardi che è un meraviglioso musicista, e che collabora con Riccardo Russo che è un mio socio, e questo già c’è.
Per quanto riguarda invece la discografia, io ho degli inediti che sto valutando, però in questo momento ho deciso di dedicarmi totalmente a Tale e Quale, perché mi sta veramente a cuore questa esperienza, non voglio correre per fare altre cose, voglio dedicarmi a questo. Il personaggio di venerdì prossimo sarà Annie lenox,  personaggio che amo, infatti quando è uscita nella ruota delle imitazioni ho esultato perchè l’adoro da quando ero una bambina, e questo significa doppio lavoro, perché quando ami un personaggio è più dura, e so già che questa settimana sarà molto impegnativa.

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