Intervista a Gennaro Siciliano, talento della scuola di “Amici 7”: “Amici è stata una esperienza che non ho cercato e che è arrivata per caso, in un momento in cui volevo lasciare la danza”

Abbiamo intervistato Gennaro Siciliano, un ballerino dotato di grande talento artistico, che ha partecipato alla settima edizione di Amici Di Maria De Filippi.

GENNARO SICILIANOGENNARO SICILIANO

Ciao Gennaro, grazie per aver accettato la nostra intervista, cominciamo subito parlando di quello che è accaduto negli ultimi giorni: avevi scritto un post nella tua pagina ufficiale Facebook dando un tuo libero sfogo su quella che è stata la tua esperienza all’interno della scuola di Amici, notizia che ha fatto il giro del web con la velocità della luce ma poi sei ritornato sui tuoi passi scusandoti per quello che avevi scritto. Quindi volendo mettere un punto finale sulla questione: Che esperienza è stata per te quella di Amici ? E cosa ti ha lasciato ? Qual’è l’esibizione più bella che porti nel cuore ?

Parto col ringraziarti per la dolcezza e il garbo che hai avuto nel contattarmi per questa chiacchierata. Amici è stata una esperienza che non ho cercato e che è arrivata per caso, in un momento in cui volevo lasciare la danza per via di un infortunio che mi aveva negato l’ingresso in una importante accademia di danza. La scelta era smettere o fare Amici. Ho provato a fare Amici e l’ho fatto. Ricordo Il sorriso sotto ai baffi di Maria quando per la prima volta mi vide: un diciottenne, con una canotta e una culotte di lycra bianca, magro magro e con tanti sogni e tanta voglia di realizzarli.  E’ stata una di quelle cose che nella vita ti stravolge, che spariglia le carte. Una esposizione mediatica come dicevi tu enorme, un meccanismo televisivo tassativo e ferocemente veloce quello del talent, che per chi come me è cresciuto in campagna, in un posto ancora oggi magico e sospeso, è stata una bella botta. A volte ci si aspetta troppo dai diciottenni, penso che non basti avere la patente di guida per saper guidare correttamente e da soli la propria vita, occorre tempo, esperienza e delle figure che ti aiutino a comprendere le cose, gli accadimenti, metabolizzare i dolori e a superarli.
La mia famiglia c’è sempre stata e c’è tutt’ora accanto a me. La mia isola sicura in cui mi rifugio e in cui 10 anni fa mi rifugiai per riprendere fiato. In questi giorni in seguito alla baraonda successa ho notato che in molti scrivono, dicono la propria, su tutto anche su di me ma senza fermarsi un attimo a riflettere. Penso che dovremmo tutti fermarci prima di parlare e tentare di metterci nei panni dell’altro per cercare di comprendere, prima di giudicare e forse per dire cose un po’ più sensate. Ringrazio comunque tutti per l’affetto dimostratomi sui social. Amici mi ha regalato tanti motivi di riflessione, tanti compiti a casa, diciamo così e posso affermare ora di averli finiti o comunque penso di essere sulla buona strada. Come tutte le esperienze così forti Amici mi ha donato vita, come ho già detto sui social, e la racchiudo con quel sorriso sotto ai baffi di Maria che sinceramente mi commuove e non so il perché (sarà che con l’età che avanza divento più saggio e sensibile ai ricordi) e con il assolo di Steve dal titolo Iris (o divento solo più balengo).

Prima di entrare nel programma tu eri già un alunno dell’allora insegnante coreografo Steve La Chance. Qual’è l’insegnamento più importante che ti ha lasciato ? Siete ancora rimasti in contatto ?
Steve ha firmato il mio diploma in danza classica insieme al grande Maestro e Primo Ballerino del Kirov Radu Ciucà. Lui ce l’ho nei movimenti, nella mia danza insieme a tutti i grandi Maestri con cui ho studiato e con cui ho lavorato in tutti questi anni, in Italia, in francia, in Belgio, in Oman, in Grecia, in Russia e così via. Sono la sintesi artistica di tutti i grandi incontri che ho fatto, come non citare il Grande Maestro Pierre Cardin con cui ho collaborato in una sua creazione emozionante grazie alla quale una mattina ricevemmo via fax le Onorificenze della Presidenza della Repubblica il giorno della prima mondiale in Piazza San Marco a Venezia. Julien Lestel e la sua splendida compagnia, composta da alcune stelle della danza francese. Tutto ti insegna e più di tutto ti insegnano gli incontri, le persone, e ti insegnano tanto quelli che si credono chiunque essendo eccezionali qualcuno. Io pongo tanta attenzione al lato umano degli artisti con cui collaboro e cerco sempre di collaborare con artisti che sono anche persone concrete, autentiche, senza sovrastrutture come Gianni Santucci, coreografo e persona eccezionale, che l’Italia si è fatta scappare lavorando lui in tutto il Mondo per teatri come il Mariinskij.

All’epoca, ormai si parla dieci anni fa, tra gli insegnanti di danza c’era già la temutissima Alessandra Celentano che però a differenza di tanti altri suoi allievi, ti apprezzava come ballerino dicendo ad esempio che avevi delle buone linee. Pensi che il suo atteggiamento verso gli aspiranti ballerini sia giusto o è troppo severa ?
La danza classica e non solo è disciplina, costanza e impegno. Richiede tanto lavoro e passione e voglia di imparare e crescere. Ai miei allievi spiego che devono essere delle spugne e proprio come le spugne assorbire gli insegnamenti, come vent’anni fa mi diceva la mia maestra Ilaria, anche lei indelebile nel mio cuore. Tra professionisti ad alti livelli, a parte che ci si diverte tantissimo, ma comunque può succedere che un coreografo o un regista, un direttore non le mandi a dire, per così dire, ma quando si parla di allievi, aspiranti, ragazzini occorre porsi nella giusta maniera. Lei conosce la danza e la racconta nel modo giusto, ed è anche simpatica dietro le quinte coi suoi amici, autoironica. A volte è un po’ incisiva, ma abbiamo imparato a conoscerla.

Sei rimasto ancora in contatto con i ballerini della tua edizione ? Se sì con chi ?
Si quasi con tutti. Proprio qualche settimana fa abbiamo creato un gruppo whatsapp con quasi tutti i ragazzi della mia edizione ed è stato divertente incontrarsi e ricordare momenti divertenti vissuti insieme.

La settima edizione di Amici è ad oggi l’edizione più vista in assoluto in termini di ascolto e di audience. Ti sei mai chiesto perché il pubblico era così affezionato e coinvolto quell’anno ?
Ci divertivamo. C’ero io e Marco Carta che facevamo tanto tanto baccano ed eravamo un po’ il motore del gruppo, anche fuori dopo il programma. Bello ricordare e bello aver vissuto tante belle emozioni.

Da quell’edizione sono usciti fuori diversi cantanti che ancora oggi continuano a incidere dischi, due fra tutti sono sicuramente il vincitore Marco Carta e Simonetta Spiri. Da semplice ascoltatore quali cantanti della tua edizione stimi maggiormente ?
Non dico che esponendomi creo gelosie perché non è vero, però mi piace come è diventata Cassandra. La piccola Giorgia. E poi chi più chi meno tutti erano pieni di voglia di fare, di imparare che è la cosa fondamentale per migliorarsi.

Chiusa la parentesi Amici, tra le tante cose sei stato primo ballerino del Kolossal “La Divina Commedia” che ricordo hai di quell’esperienza ?
Il primo vero rapporto meditato con la morte, con la fine della vita e la consapevolezza che prima o poi ci tocca. La Divina Commedia racconta tutte le sfaccettature più recondite dell’uomo e ricordo che dopo aver fatto il mio solo iniziale mi sedevo dietro le quinte e guardavo il quadro scenico di Paolo e Francesca interpretato dalla splendida Valentina Spreca nei panni di Francesca, insieme al bravissimo Vittorio Bari, Dante, che ci ha lasciato non molti anni fa per un tumore. Rimanevo estasiato non solo dalla voce e dall’interpretazione memorabile di Valentina ma soprattutto dal fatto che per la prima volta mi fermavo a riflettere su un aspetto così importante dell’esistenza umana. E’ stato un grande regalo che mi fece Manolo Casalino, il coreografo, quando mi chiamò come suo ballerino in quell’Opera.

Grazie al tuo lavoro hai avuto modo di viaggiare tantissimo anche all’estero in paesi come Francia, Grecia addirittura anche in Oman. Qual’è stato il paese in cui hai lavorato meglio ? C’è differenza tra il pubblico teatrale italiano e quello straniero ?
In ogni Teatro c’è l’Italia. Con il termine italiano ‘opera’ ad esempio, in tutto il mondo si intende un genere teatrale e musicale in cui l’azione scenica è abbinata alla musica, al canto e spesso anche al ballo. E il pubblico di tutto il mondo usa la parola italiana ‘bravo’ come apprezzamento agli artisti duranti gli applausi.
A parte questa parentesi da wikipedia, io amo esibirmi. Io amo raccontarmi quando sono in scena e raccontare i personaggi che interpreto mettendomi a nudo. Non importa il Paese in ci mi trovo. Amo quando il pubblico applaude e lo fa sinceramente, perché sinceramente ha provato un’emozione. In fondo le emozioni sono tutto ciò che abbiamo. Certo amo esibirmi in Italia e la prima di ‘Corps et Ames’ al ThéThéâtre des Champs-Élysées a Parigi con quei quindici minuti di applausi ininterrotti mi è rimasta ben impressa nel cuore.

Tra le tante fortunate collaborazioni c’è stata anche quella con Lorella Cuccarini durante la sua esperienza come conduttrice di Domenica In. Che emozione è stata lavorare con lei e che donna è dietro le quinte ?
Grande emozione, lei è disponibile, professionale e dolcissima. Anche quella esperienza successe per caso, io ero a casa mia a Roma in una pausa dalla tournée francese e mi chiamò un’amica che mi propose di fare qualche puntata con Lorella e subito accettai. Fu divertente. Lei speciale.

Oggi Gennaro sei diventato coreografo e insegnante di danza. Come ci sente a “passare dall’altra parte” e ad avere a che fare con ragazzi più giovani di te?
Grandi responsabilità che però con la mia esperienza di allievo e grazie alla gavetta che continua tutt’ora sto imparando proprio quello di cui ti parlavo prima, cioè a pormi in maniera costruttiva e differente sulla base di chi ho difronte. Il lavoro di coreografo, ad esempio quando un paio di anni fa mi è capitato di coreografare la Traviata di Verdi, un’Opera meravigliosa, sentivo e sento in generale di dovere dare il massimo, per impegno, studio a casa, qualità coreografica ed espressiva. Fu un successo, grazie al cielo. Bel momento. Ed anche l’esperienza di insegnamento per il corso di perfezionamento del Mibact, attraverso il quale ho insegnato la mia danza ai ragazzi e da loro ho imparato tanto anche io. Ci siamo commossi una volta. Bella memoria anche quella.

Se un domani avessi dei figli che vorrebbero intraprendere la tua strada e perché no magari partecipare anche ad Amici se ci sarà ancora, glielo lasceresti fare ? Che consigli daresti ?
Gli starei accanto come i miei hanno fatto con me, con cognizione di causa e amore.

Ultima domanda: Hai altri sogni nel cassetto ?
Sorridere sempre e potere vedere ancora per molto tempo il sorriso delle persone che amo.

Ringraziamo Gennaro Siciliano per la sua disponibilità e gli auguriamo il nostro più sincero in bocca al lupo per il suo futuro.

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