Intervista a Emanuele Barbati: “Come sempre” raccontato a FullSong

Emanuele Barbati racconta il suo “Come sempre” a FullSong, in un’intervista rilassata e a tutto campo sulla strada che ha condotto alla nascita dell’album e suoi progetti per il futuro.

Piero Vittoria ha incontrato Emanuele Barbati per un’intervista per FullSong: al centro delle domande tutto il mondo musicale riscontrabile nell’album “Come Sempre” ma anche tutta la progettualità che nasce da questa esperienza. Piero Vittoria: “Come

Piero Vittoria ha incontrato Emanuele Barbati per un’intervista per FullSong: al centro delle domande tutto il mondo musicale riscontrabile nell’album “Come Sempre” ma anche tutta la progettualità che nasce da questa esperienza.

Piero Vittoria: “Come sempre”: un titolo enigmatico! Cosa volevi dire con questo titolo e come nasce l’intero progetto?”
Emanuele Barbati:Il titolo “come sempre” nasce dalla voglia di concentrare in due parole tante situazioni del mio percorso, è stato un po’come guardarsi alle spalle e vedere di commettere sempre gli stessi errori, di sentire la mancanza sempre delle stesse persone, amare sempre la musica, mi guardo allo specchio e dico eccomi qui “come sempre”. Il progetto invece nasce dalla voglia di far sentire alla gente le mie canzoni, abbiamo così formato una band che supportasse tutta la parte musicale e abbiamo scelto le canzoni da registrare, abbiamo provato nella mia cantina e c’abbiamo messo tutta la passione necessaria per tirare fuori un disco quantomeno sincero”.

P.V.: “Questo è un album decisamente bello che ha, a nostro giudizio, la sua vera forza nel melting pot di generi che racchiude: hai mai avuto dubbi di poter spiazzare il pubblico con questa varietà stilistica o in realtà non ci hai mai pensato?”
E.B.: “In realtà penso spesso a questo mio amore per vari generi musicali, il rischio di fare un calderone è sempre in agguato, è pur vero che si sente quando un genere lo ami e ce l’hai dentro, quando un genere ti esprime riesci a plasmarlo su di te e non si sentono forzature di sorta. In Italia siamo abituati a ragionare di più secondo generi musicali e quindi da un cantautore pop non t’aspetti un brano reggae, è pur vero però che da un po’di tempo si stanno superando queste chiusure e quindi si riesce a sperimentare di più e ad esplorare generi che hanno ancora tanto da dire nella canzone italiana”.

P.V.: “Il momento migliore dell’intero lavoro è secondo noi “Defaillance”: di cosa parla e come nasce questa canzone?”
E.B.: “Defaillance è nata una sera di luglio di qualche anno fa, ricordo ancora perfettamente il posto e la situazione in cui m’è venuta in mente la prima strofa. La storia è molto semplice, è il racconto di un ragazzo che vede una ragazza e se ne innamora e si chiede come avesse potuto non notarla prima di quella sera e cercando di preparare una strategia di corteggiamento si augura che sia quella giusta e non un’altra defaillance!”

P.V.: “Ci ha colpito anche l’ironia della conclusiva “Ragazza pazza” in cui sembri quasi inseguire una donna ideale che forse alla fine non trovi: a chi è rivolta la canzone? oppure parli in maniera generica?”
E.B: “Penso che ognuno di noi abbia la propria ragazza ideale, così come ogni ragazza ha il suo ragazzo ideale. Ho scritto questa canzone durante il mio soggiorno a San Francisco in un pomeriggio al parco in cui mi sono divertito a cercare delle caratteristiche che mi affascinavano di varie ragazze che mi passavano davanti, così ho creato il mio mix di ragazza perfetta. Sono convinto che non esista poi la ragazza perfetta, la perfezione di una persona sta nel quanto riusciamo a valorizzarne le peculiarità giorno dopo giorno”.

P.V.: “Quanto è difficile oggi essere cantautore nella musica italiana e quanto ti è stata utile la tua precedente esperienza punk rock per mantenere la freschezza e l’immediatezza nella tua musica?”
E.B.: “Io dico sempre che il punk rock mi ha salvato! Nonostante non lo suoni più, sicuramente l’approccio alla musica è quella del punk rock, ad iniziare dal tipo di composizione fino ad arrivare ai suoni, all’approccio del live. Per esempio io che suono anche la chitarra non uso effetti di sorta, ho solo il pedale per cambiare da suono pulito a distorto. Questo fa di me un cantautore con delle diversità perché sicuramente tendo al pop ma non mi importa troppo di seguire il filone della musica leggera italiana”.

P.V.: “Porterai dal vivo in giro questo disco?”
E.B.: “Si, nonostante ci sia una difficoltà enorme a fare live proponendo i propri brani. I gestori ormai chiedono quasi esclusivamente cover band e anche il pubblico è poco abituato all’ascolto di cose nuove. Ma credo che ci sia un cambiamento in atto, la musica a partire dalla produzione ormai ha toccato il fondo e deve per forza risalire, sono più che ottimista”.

Intervista a cura di Piero Vittoria.

Se vuoi rimanere aggiornato su Intervista a Emanuele Barbati: “Come sempre” raccontato a FullSong iscriviti alla nostra newsletter settimanale