Canzoni, che però forse attingono troppo ad uno scenario conosciuto già ampiamente incontrato con Conte e tanti altri (alcuni passaggi in diversi brani ne richiamano forti i sentori).
Sono passati 40 anni (circa) da quel disco e Beppe Palomba ha fatto tanto della sua vita di arte e di musica, dalla radio in celebri programmi Rai, televisione, mostre d’arte e grandissime collaborazioni.
Vita che si costruisce e che oggi senti l’urgenza di dire e di comunicare.
Torna nei panni di artista cantautore e pubblica oggi per mano della Interbeat “Il piano B”, un disco di bisogno, di urgenza appunto.
Un disco ispirato, tantissimo, si sente…scarno nelle soluzioni di arrangiamento, troppo spesso affidate a suoni digitali quando invece un disco simile lo avrei preferito naturale fin dentro il suo DNA: brani come “India” o “Se fossi ancora qui” o “Lo gnomo” in cui stonano nel design i suoni digitali.
C’è tanta poesia, c’è tanta esperienza e forse alla produzione non ha importato la scena delle apparenze lasciando agli arrangiamenti (forse dico io) un ruolo di bellezza “marginale”.
Il contenuto di questo disco è assolutamente importante, un gap a tratti incontrollabile quello che che sottolineo tra la cura estetica della musica e la devozione rivolta alla scelta delle parole.
Insomma, se non fosse Palomba e se l’impatto testuale non fosse così sfacciatamente denso di vita, avrei tra le mani uno dei tanti dischi di troppi che giocano a fare il cantautore.. “Il piano B” quindi va consumato, va ascoltato tante volte, andrebbe accompagnato con del vino di stagione e qualche vademecum che ci guidi verso la chiave giusta.
Che dopo tanti anni taciuti alla musica come cantautore, una simile ispirazione è davvero vietato tenerla nascosta. Buon ascolto a tutti.
Beppe Palomba: il nuovo disco è “Il piano B”
Il Palomba degli anni 70, quello che pubblicava “A Rosa, a Giovanna, e alle altre” oggi si traduce in attesa, in canzoni che si poggiano stabili a terra, in equilibrio sicure.

2 commenti
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Grazie per il bel commento, una piccola precisazione: lo Gnomo e’ registrata con tutti strumenti classici. Ottima l’idea di accompagnare l’ascolto con un buon vino. Mi associo! E chi non beve con me…
Grazie mille per il tuo commento e per la precisazione! È sempre interessante scoprire quali strumenti sono stati utilizzati per registrare una canzone. E concordo pienamente sull’idea di accompagnare l’ascolto con un buon vino, aggiunge sicuramente un tocco speciale all’esperienza musicale. Chi non beve con te si perde davvero qualcosa di bello! Cheers!