Sanremo non è solo un festival: è un momento in cui la musica italiana si guarda allo specchio. E nel 2026 lo farà con un cast che sembra un mosaico, un puzzle di storie, timbri, ritorni e debutti capaci di raccontare il Paese più di qualsiasi fotografia. Trenta Big, selezionati tra oltre duecento proposte: un numero che dice molto sull’ampiezza del panorama musicale e sulla volontà di portarlo sul palco dell’Ariston senza filtri, senza confini.
La prima volta di Paradiso, il vento nuovo di Brancale
Fra tutti, colpisce il debutto di Tommaso Paradiso, che arriva a Sanremo dopo anni di successi e dopo un percorso da solista che ora sembra pronto a vivere un nuovo capitolo proprio sotto le luci dell’Ariston.
Serena Brancale torna dove la sua rinascita artistica è esplosa un anno fa. La sua Anema e core ha viaggiato ben oltre la classifica del festival, arrivando nelle playlist di tutti. Il suo ritorno promette una nuova pagina di quel percorso.
Il ritorno di Arisa
C’è un ritorno che profuma di destino, quello di Arisa. Dopo cinque anni lontana dall’Ariston, l’artista lucana (proprio come chi scrive) torna nel luogo che l’ha vista nascere artisticamente, quasi come se quel palco continuasse a chiamarla. Sanremo per lei non è un passaggio obbligato, ma una casa: il posto in cui ha capito chi era e cosa poteva diventare. Negli ultimi anni aveva più volte confidato di volerci tornare “quando sarebbe stato il momento giusto”, quando avrebbe avuto una canzone capace di restituirle la stessa verità di allora. Quel momento, evidentemente, è arrivato. Il suo rientro a Sanremo 2026 ha il sapore delle storie che ritornano dove tutto è iniziato, con la voce, sempre più intensa e personale (e anche più matura), di un’artista che non ha mai smesso di cercarsi.
Il cast: un intreccio di generazioni
Ci sono i cantautori che parlano sottovoce, come Fulminacci o Nigiotti, e c’è la scena urban che continua a riscrivere le regole: Nayt, Luchè, Tredici Pietro, Samurai Jay. Ci sono le voci pop e raffinate di Mara Sattei, Levante, Malika Ayane. E poi la sorpresa di un duetto che nessuno si aspettava: Fedez & Marco Masini, un incrocio fra generazioni e mondi musicali.
A dominare la scena dei ritorni è lei, Patty Pravo, figura senza tempo che ha attraversato il festival come nessun’altra. La sua presenza basta da sola a dare peso all’edizione.
I 30 Big che vedremo sul palco
- Tommaso Paradiso
- Chiello
- Serena Brancale
- Fulminacci
- Ditonellapiaga
- Fedez & Marco Masini
- Leo Gassmann
- Sayf
- Arisa
- Tredici Pietro
- Sal Da Vinci
- Samurai Jay
- Malika Ayane
- Luchè
- Raf
- Bambole di Pezza
- Ermal Meta
- Nayt
- Elettra Lamborghini
- Michele Bravi
- J-Ax
- Enrico Nigiotti
- Maria Antonietta & Colombre
- Francesco Renga
- Mara Sattei
- LDA & Aka 7even
- Dargen D’Amico
- Levante
- Eddie Brock
- Patty Pravo
Il Festival in numeri
- 30 Big in gara (confermata la formula ampliata)
- Oltre 200 proposte arrivate sul tavolo della direzione artistica
- 270 brani ascoltati e valutati
- 6 debutti sul palco dell’Ariston
- 4 grandi ritorni dopo almeno cinque anni di assenza
- Generi rappresentati: pop, urban, cantautorato, elettronica, rock, indie
Chi può vincere? Le possibili favorite
È ancora presto per stilare pronostici certi, ma alcuni nomi del cast di Sanremo 2026 attirano più attenzione di altri. Il debutto di Tommaso Paradiso è uno dei più attesi: il suo ingresso all’Ariston arriva in un momento di grande centralità artistica e un brano forte potrebbe proiettarlo immediatamente tra i favoriti. Molto attesa anche Serena Brancale, che dopo il successo imprevisto di Anema e core ha dimostrato di saper costruire un legame potente con il pubblico. Il suo ritorno potrebbe replicare l’effetto sorpresa dello scorso anno, ma con una consapevolezza nuova.
Tra i volti più esperti, Patty Pravo e Francesco Renga sono nomi che storicamente catalizzano attenzione, anche se il premio finale dipenderà sempre dalla forza della canzone. Curiosità anche per il duetto inedito Fedez & Masini, coppia che potrebbe portare sul palco un brano fuori dagli schemi. Nella scena urban, Luchè e Nayt potrebbero sorprendere: entrambi arrivano da percorsi solidi e un brano di qualità potrebbe spingerli tra le prime posizioni. Da segnalare anche Levante, spesso capace di unire poetica e immediatezza, e Dargen D’Amico, che nelle sue precedenti partecipazioni ha mostrato grande impatto radiofonico.
Molto, come sempre, dipenderà dai brani: dalle storie che porteranno, dalle scelte musicali e dalla capacità di colpire l’immaginario del pubblico in una settimana decisiva.
Un festival che vuole emozionare
Sanremo 2026 promette una narrazione musicale ampia: brani che faranno riflettere, altri che faranno ballare, altri ancora che forse resteranno, come spesso accade, più delle parole. L’Ariston è pronto a riaccendere le sue luci. E la musica, ancora una volta, farà il resto.



