Così come è accaduto per Leonard Cohen e il mondo della musica, ammetto di aver conosciuto tardi questo grande artista (mai termine fu più abusato tranne che in pochi casi come questo) ma non troppo. All’età di 82 anni, in un anno funesto e bisestile, Leonard Cohen ha lasciato fisicamente il mondo terreno per volare in altri lidi, quelli che ha cercato e coltivato dopo il suo addio alle scene per ritrovare una vita spirituale.
Quella volta lasciò lo show per ben 15 anni per poi tornare e riscattarsi in una seconda vita grazie alla ritrovata visione del mondo e soprattutto di se stesso. Grazie al suo talento, il mondo della musica non può che inchinarsi al suo vasto repertorio che rimarrà ai posteri e nessuna “morte”, sia essa “fisica” e sia “spirituale”, può portare via.
Addio a Leonard Cohen, grande cantautore nato nel 1934 in Canada, a Montreal ma vissuto nei dischi in vinile, nelle cassette audio, nei CD e nella musica liquida di tutto il mondo. Non ti ricorderemo solo per il capolavoro della ballata “Halleluja” preda dei coveristi di tutto il mondo perché la musica che ci lasci è un inno alla vita alla quale appartiene anche la morte.
Che la terra ti sia lieve Leonard. Halleluja!



