I duetti a Sanremo convincono
Festival di Sanremo - 20 febbraio 2009
Ieri sera è toccato ai duetti aprire la 59/esima edizione del Festival di Sanremo: una parata di stelle davvero originale, per sostenere le nuove proposte.
Aprono la serata Cocciante e Filippo Perbellini con il brano Cuore senza cuore; eseguono il pezzo al pianoforte uno di fronte all'altro e a tratti per vocalità e aspetto fisico sembrano padre e figlio. Il pezzo prende valore ma il voto è sempre lo stesso: 7.
Poi l'unione artistica è toccata a Silvia Aprile con il suo mentore e autore della sua canzone Pino Daniele con Un Desiderio arriverà, impreziosita in maniera delicata dal tocco della chitarra e dalla voce di Daniele stesso: 8 meritato.
Con l'entrata di Karima sul Palco dell'Ariston si inzia ad avere la sensazione che le nuove proposte siano meglio dei Big. Come in ogni ora è il pezzo che esegue con Mario Biondi e con il grande Burt Bacharach al piano, regalando alla platea emozioni davvero uniche: performance perfetta da 10 e lode.
Avremmo fatto volentieri a meno invece delle due figlie d'arte Irene Fornaciari con il brano Spiove il Sole e Chiara Canzian con Prova a dire il mio nome: la prima si è esibita con suo padre Zucchero, Vandelli, Zanotti e Dodi Battaglia con una performance che ha risaltato solo il quartetto, quindi scende a 6 l'esibizione. Mentre Chiara Canzian in duetto con Roberto Vecchioni è parsa peggio della serata precedente per vocalità e poca padronanza scenica, un 5 è più che meritato.
La serata scorre, la platea scalpita, ecco arrivare Iskra con Lucio Dalla: la cantante interpreta il brano Quasi amore in maniera a dir poco eccellente, si conferma il 10 passato.
Simona Molinari con Egocentrica non poteva scegliere madrina migliore: Ornella Vanoni. Questa ragazza ha talento, una voce superba, gioca con le note in maniera incantevole, a tratti sembra la Rossana Casale Jazz che tutti abbiamo ammirato da sempre: 9.
Malika Ayane ha portato con sè invece l'icona della musica italiana Gino Paoli che, con Come foglie scritta da Giuliano Sangiorgi dei Negramaro, ha sfoderato tutta la sua tecnica musicale e il saper stare in maniera gradevole sul palco: 8 meritato.
Stiamo giungendo al termine; la amano tutti, lei si chiama Arisa :una ragazza timida e un pò buffa ma che di musica ne capisce davvero. Il suo mentore è Lelio Luttazzi e il brano Sincerità, che questa volta si veste in chiave jazz, è perfetto, dimostrando al pubblico che Arisa ci sa fare, è proprio brava! 10 è il voto per bravura, simpatia e finalmente originalità.
Ecco l'ultima a terminare la parata di stelle: Barbara Gilbo con il suo padrino Massimo Ranieri. Il pezzo Che ne sai di me è monotono, ripetitivo, non decolla, tra ammiccamenti vari e poca voce non convince. 5 per la buona volontà.
Resta da dire che stasera, a parte la buona musica, i picchi d'ascolto alti, le polemiche sul televoto e quant'altro, è previsto un nuovo picco con l'invasione delle conigliette di Playboy sul palco dell'Ariston.
Tag: Festival di Sanremo, duetti, Riccardo Cocciante, Gino Paoli, Massimo Ranieri, Giuliano Sangiorgi, Roberto Vecchioni, Ornella Vanoni, Silvia Apriel, Pino Daniele, Irene Fornaciari, Arisa, Karima, Mario Biondi
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