YATO: il nuovo disco è “Post Shock”. La recensione

Fiorentino di adozione, Stefano Mazzei torna in scena con un secondo lavoro personale nella dimensione di autore libero di essere se stesso.

Post Shock Post Shock

Il progetto YATO sforna così “Post Shock”, autoproduzione pubblicato questo 9 Ottobre, produzione peraltro reduce vittoriosa da una campagna di Musicraiser. Il nostro cantautore digitale ci aveva abituati a colpi di scena ma anche ad introspezioni assai ermetiche. In questi 7 inediti più una chiusa in cui troviamo la sua “Ormonauti” qui in una versione remix, YATO ci regala sensazioni dub assai metropolitane spesso e volentieri violentate da contaminazione inattese. Spiazzante e spaziata la seconda traccia strumentale del disco dal titolo “Intro Me” (i giochi di parole sono una prerogativa del cantautore digitale versiliese) che mescola il rock alle costruzioni reiterate spesso firma di un primo Jan Michelle Jarre. Il dub metropolitano è decisamente protagonista invece nel primo strumentale che incontra l’ascolto, ovvero “Dub-Bi Song”. E invece al singolo di lancio “Electro Hardcore” con questo video un pochetto sotto le capacità stilistiche e produttive del nostro, che affidiamo la capacità di essere “normale” con un piglio che quasi quasi penseremmo al nostrano pop industriale. YATO non disdegna neanche scenari da power chord con quel gusto un po’ crossover come nell’apertura di “Consciock” e neanche si fa mancare il sex-appeal di una hit davvero americana che un poco fa il verso alla dance e un poco gioca a fare il vip vissuto dalla voce soul alla Lenny Kravitz. Un bel disco decisamente interessante, fin troppo dedito ad un pubblico di nicchia che cerca e troverà sicuramente da questo ascolto il piglio sarcastico di un cantautore e un gusto raffinato nella composizione digitale. Certamente c’è dell’ingenuità che un poco rompe gli schemi e delle volte eccede. Però da questo mattino c’è del buongiorno davvero interessante.

Alba Cosentino

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