MILLELEMMI: metriche spirituali per l’industria umana (La recensione)

Un titolo assai ermetico e visionario come d’altronde si presenta il nuovo lavoro di Millelemmi che torna in scena e in pasto alla critica con un disco che lascerà in equilibrio instabile e che forse dividerà gli amanti del genere.

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Un lavoro di rap digitale che sinceramente ha il bel carattere e la forza di oltrepassare l’abitudine del quotidiano e quel bisogno di misurarsi con una prova assai più spirituale, quasi fosse un cantautore, quasi fosse un disco di pop…si intitola “Italodelicastrofunk” e subito è chiara quanto sia difficile farne una fotografia letteraria e non solo per repentini cambi di scenari sonori ma anche per i testi che oltre la metrica in rima hanno contenuti assai poco scontati: se brani come “Spazio funk” mescola didascalici suoni come da titolo allora in “Todo Modo” troviamo un inaspettato ping pong molleggiante tra sintetici UA-UA provenienti dallo spazio… e se poi in “Come le orche” il rap si fa ninnanna tra campanellini, cori dolcissimi e adagi notturni, in “Tavor” ritroviamo una plasticosa melodia infantile anni ’60. Ed oggi che siamo testimoni di quanto la natura immaginifica delle cose giochi un ruolo fondamentale ecco la risposta di Millelemmi: un video e un singolo assai preziosi dal titolo “Apri la porta”. La ricerca di un “se” superiore, l’incontro, la coscienza, l’evoluzione e tanto altro ancora che personalmente sento sfuggire alla comprensione. Il tutto in un mood che dal linguaggio popolare prende derive rap coloratissime e scova una formula assai goliardica per lanciare un messaggio che non va perso come fosse qualcosa di poco conto. Un disco che va misurato con molta attenzione…

 


Luca Marsi per FullSong

Redazione FullSong

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