Le Rivoltelle: il nuovo disco tra passato e futuro

Un titolo didascalico: “Play e Replay”. Tornano Le Rivoltelle, tornano le rocker calabresi d’Italia con un disco che come sempre cerca la mediazione senza puntare dritto ad un rock d’annata, purista e di maniera.

LE RIVOLTELLELE RIVOLTELLE

Cercano anche nel pop suoni più morbidi e rappresentativi del messaggio, figure e metafore che strizzano sempre e comunque l’occhio a quel certo gusto melodico italiano – anche complice la voce di Elena che riporta inevitabilmente ai gustosi scenari dei primi Matia Bazar, di un certo appeal alla Mina o tra le braccia dell’eterna Gianna Nannini rocker in rosa per eccellenza. Un disco di 15 tracce in cui si alternano senza un ordine particolare nuove scritture a grandi capolavori della storia fatti e rifatti in chiave loro. E se “Guarda che luna” sembra sostenersi su power chord cattivi, “Cuccuruccucù” di Battiato si apre nell’inciso come fossimo al concerto dei Black Sabbath. E non avrei mai creduto di trovarci anche una chiusura come questa: “Fratello Sole e Sorella Luna”, in una dolcissima ballata da gran gala d’orchestrazioni e luci soffuse. E poi gli inediti dicevamo, sempre con quel solito piglio e quella rabbia urlata con educazione per svegliare le menti e le coscienze. Tra tutte troviamo “Addosso”, canzone generazionale in tutto e per tutto, fotografia del nostro tempo e sono stinti e poco precisi i contorni di visioni future. E poi troviamo “Auguri scomodi” di cui a Natale le nostre paladine del rock hanno tirato fuori il video clip: che in fonda la vita che ci circonda sta diventando pura circostanza, in tutto e per tutto. Un pop rock sociale, preciso, rigido e sicuro. Un bel disco che cade in un momento privo di appigli solidi per stare in equilibrio.

Luca Marsi per FullSong

Redazione FullSong

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